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Archive for the ‘Culture’ Category

In effetti è sempre imbarazzante la questione delle mani nei ritratti. Questi nostri arti meravigliosamente polifunzionali e cruciali in tutti gli altri momenti della vita, a volte trovano il loro istante di inutilità proprio in occasione dello scatto fotografico.
Insomma a chi non è mai capitato di non saper bene come gestire le mani nel ritratto?
Ecco quindi che oggi ti propongo un breve video di Miguel Quiles che, dopo anni di esperienze, ha pensato di riassumere in 10 punti quelli che sono i suoi consigli per gestire le mani nelle sessioni di ritratto.
Sono regole semplici ma efficaci, applicabili anche a sé stessi quando ci si trova ad essere il soggetto di un fotografo e, come può succedere, non si ha la minima idea di cosa farne delle proprie mani e si perde l’occasione forse proprio per valorizzarle.
Buona visione 🙂
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Fare una foto è divenuto per molte persone un riflesso condizionato, quasi una sorta di dovere. Non ci si pone il problema dell’opportunità o del rispetto per l’altrui volontà di essere immortalati e si procede senza esitazione, senza chiedere.
E così, guardando questo video, ho pensato che proprio dal regno animale a volte ci arrivano lezioni (nel vero senso della parola) di cui non dovremmo aver bisogno.

Un tempo ormai lontano la foto era un rito: ci si preparava ed avvicinava reciprocamente, qualcuno si metteva in posa mentre alcune persone, forse intere culture, addirittura credevano che nel farsi fotografare si subisse un furto dell’anima. Questioni ormai perse in un passato remoto come alcune forme di rispetto.
Pensaci la prossima volta che imbracci la tua reflex o anche solo il tuo smartphone per fotografare qualcuno, magari con l’idea di condividerlo istantaneamente con l’intero universo senza prima aver chiesto il permesso.
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OmniQuando si tratta di prodotti che portano il fotografo in direzioni un po’ diverse dal solito, Lensbaby è sempre in prima linea. Ricordo di aver rischiato più volte di acquistare il loro “Composer”, una sorta di lente tilt-shift creativa che consente di sbizzarrirsi con gli spostamenti di piano focale e gestire in modo preciso quello di cui parlavo in questo post.
Raggiunto adesso dalla pubblicità di un nuovo prodotto denominato “Omni”, un sistema di filtri creativi, ne ho ammirato l’idea e pensato che, in effetti, si tratta di un terreno su cui chiunque può sperimentare senza limiti ed anche senza spendere granché.
Si tratta infatti di posizionare nel campo di inquadratura alcuni oggetti trasparenti o semitrasparenti, in pratica pezzi di vetro o plexiglass, trovando posizioni ed angoli che vadano a creare effetti particolari nell’immagine finale.
E’ uno spazio di sperimentazione in cui ti invito ad entrare: prendi la tua fotocamera, trova un soggetto interessante e poi, gioca con un piccolo pezzo di vetro provando a tenerlo molto vicino all’ottica, cercando riflessi, giochi di luce ed amenità varie.
Semplice ed economico, ma serve il prezioso contributo della tua creatività.
Buon divertimento!

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Vulcano

Vulcano dallo spazioGuarda che spettacolo. E’ l’eruzione del vulcano Raikoke, nelle isole russe Curili, risvegliatosi dopo circa 100 anni di silenzio.
Lo so bene, sono fissato con le foto dallo spazio e non perdo occasione per propinartene, ma come si fa a non rimanere affascinati di fronte ad uno spettacolo del genere, immaginandone la spaventosa dimensione?
Lo scatto è, ovviamente, stato realizzato sulla ISS ma il post non si chiude qui: c’è un piccolo addendum, un messaggio seminascosto per chi lo vorrà intercettare… sì insomma una cavolata.
Oggi voglio dedicare questa idea e questo titolo ad un mito della musica nostrana, un astro nascente, un artista dalla fama in vertiginosa ascesa, che potrebbe rivelarsi un vero e proprio vulcano, come del resto recita una sua opera che porta lo stesso nome. Chi è?
😀 😀 😀
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Beh, visto che nessuno ha indovinato…. 😀
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Non lo conoscevi? Adesso la tua vita cambierà.

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Scanner portrait by Maitha Demithan

Un attimo prima di aggiungere un mio vecchio scanner A4 ai rifiuti RAEE da portare in discarica, ho pensato bene di cercare in rete qualche idea creativa che mi convincesse a tenerlo. Mi sono così, quasi per caso, imbattuto in un’artista di Dubai che con questo strumento realizza ritratti fotografici particolarissimi.
Maitha Demithan è una “scannografa” (si potrà dire così?) che vive a Dubai ed usa dei normali scanner flatbed A4 per immortalare i suoi soggetti, ottenendo risultati molto originali.
La tecnica prevede di eseguire un adeguato numero di scansioni, coprendo le varie parti del soggetto, mettendole sostanzialmente in contatto con la superficie dello scanner, per poi montare il tutto in una singola immagine globale.
I ritratti realizzati da Maitha sono composti da decine, a volte centinaia, di esposizioni ed il risultato è un’immagine dalla personalità molto spiccata, affascinante, ma forse anche vagamente inquietante.
Quali sono gli aspetti particolari di queste opere? Innanzitutto la modalità di ritratto (o sarebbe meglio scansione?), che prevede la scelta di una posizione che deve consentire il processo di scansione ma che, di conseguenza, tende ad apparire poco naturale. A questo si sommano la necessità di far mantenere chiusi gli occhi per evitare l’intensa luce della lampada dello scanner, ed anche l’effetto di ridottissima profondità luminosa che è insita nell’acquisizione di immagini tramite scansione.
Tutto ciò risulta in un ritratto in cui il soggetto sembra affiorare e galleggiare esanime su uno sfondo buio profondo ed intenso, quasi irreale.
Che dire, io trovo comunque queste foto tremendamente affascinanti, quasi ipnotiche, e tu?
Puoi vederne altre ed approfondire la conoscenza di Maitha sul suo Instagram o sul suo sito web.

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Sax Lady

Sax Lady - © Copyright 2009 Pega


Oggi ti ripropongo un vecchio assignment, una vecchia gloria di una delle più solide tradizioni di questo blog: la “missione fotografica del fine settimana”.
L’idea è sempre la stessa, semplice semplice: avere in mente una sorta di incarico fotografico da svolgere ed andare in giro a realizzarlo. E’ un esercizio divertente che può fornire interessanti spunti creativi, magari anche da condividere con altre persone.
Il tema che ti voglio proporre, anzi riproporre è: il suono.
La fotografia in se stessa non contiene ovviamente suoni o rumori ma al nostro cervello piace ricostruire e così, proprio come succede quando la mente colora inconsciamente un’immagine in bianco e nero, accade che alcuni scatti quasi riescano a farci sentire dei suoni.
Sono sensazioni totalmente soggettive ed anche molto dipendenti da quanto si decide di soffermarsi e concentrarci nell’osservazione di una fotografia, insomma quanto si riesce a degustarla.
In questo weekend prova a cercare di fotografare il suono. Fanne il protagonista di qualche tuo scatto, cercando di renderlo evidente ed il più possibile vivo, quasi percepibile da chi osserverà l’immagine.
Poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro aggiungendo un commento con il link.
Condividere con gli altri lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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“Last Shot” è un delizioso corto interamente realizzato da Aemilia Widodo, una bravissima artista specializzata in creazioni e storytelling che utilizzano la Computer Graphics (CG).
La breve storia ruota intorno al rapporto tra una ragazzina e la sua fotocamera istantanea, un mini racconto che, nella sua semplicità, trovo sia assolutamente da vedere.
Non voglio spoilerarti niente e quindi posso solo farti gli auguri di buona visione, permettendomi solo di sottolineare l’inestinguibile ed intramontabile fascino delle fotocamere istantanee, un universo fatto di foto “fisiche”, “cotte e mangiate” in cui mi sono imbattuto ormai molto tempo fa ed a cui sento intimamente di appartenere. Un universo da cui personalmente trovo sia impensabile uscire, nonostante tutto ciò che è successo, sta succedendo e succederà alla fotografia.
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Parallelismi

Parallelismi – © Copyright 2010 Pega

Oggi voglio riproporti qualche considerazione sulla genesi dei nostri scatti, o almeno di alcuni, quelli che si generano con la foto che nasce nella mente ben prima dello scatto.
Il fotografo la visualizza, la immagina chiaramente nella sua struttura, dettagli e magari anche titolo. E’ così che vorrebbe realizzarla.
Altre volte l’opera è come nascosta tra i tanti scatti più o meno istintivi che si sono fatti, magari sfruttando le potenzialità e la capacità quasi infinita delle memorie digitali. Mentre si scorre lo stream delle immagini se ne nota una che ci colpisce, su cui cominciamo a costruire delle idee e ci si rende conto che è quella giusta.
Si tratta di due approcci diversi a quella che è la creazione di una fotografia.
Il primo, più classico e tradizionale, legato all’atteggiamento che dovevano necessariamente avere i fotografi di un tempo, vincolati da macchine grandi e complesse da gestire, posiziona il momento creativo principalmente nella fase che prepara allo scatto.
E’ un processo che Ansel Adams chiamava di “previsualizzazione”, in cui si va a realizzare tecnicamente ciò che si ha già chiaro in testa.
Nel secondo caso il momento creativo tende ad essere posticipato.
A scatto eseguito, nella successiva fase di camera oscura o davanti al computer si comincia ad attingere a quelle tante immagini raccolte che rappresentano una sorta di materiale grezzo, da selezionare, trattare e plasmare con opportune scelte di taglio e “sviluppo” (postproduzione) che portano poi al prodotto artistico finale.

Due atteggiamenti, due percorsi creativi differenti ma entrambi validi ed attuali; per molti versi anche miscelabili. Lo stesso Adams descrisse nel suo libro “The print” l’importanza di una eventuale seconda fase creativa che può nascere in camera oscura.
E tu hai mai provato ad analizzare come crei le tue foto?
Dove senti di posizionare il tuo momento creativo?

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Only Men

Men Only – © Copyright 2012 Pega

Ci siamo: dopo oltre duecento weekend assignment ho deciso di sfoderarlo… ce lo avevo in serbo da tempo.
Di che si tratta? Dunque, il fatto è che nessuno ha il coraggio di ammetterlo ma i “cessi” sono fotogenici; è ormai scientificamente provato 🙂 E così capita che, proprio in luoghi di questo tipo, ci si trovi davanti ad una composizione intrigante, un’atmosfera curiosa, un ambiente in qualche modo pittoresco dove… la foto ci sta eccome. Quindi lo ammetto: sono tra quelli che ogni tanto estraggono la fotocamera proprio ed anche nel gabinetto, ma so bene di non essere il solo.
Ecco allora il tema di questo weekend. Se non l’hai mai fatto prova a guardare questo posto (non solo quello di casa tua ma anche altri eventuali bagni che tu dovessi “visitare” in questo fine settimana) con occhi diversi. Osservali con la mente e l’occhio del fotografo, scoprine le caratteristiche particolari, magari non del tutto “glamour” ma talvolta altamente fascinose, i colori le linee, l’arredo o strani dettagli.
Se vorrai partecipare a questo weekend assignment ti invito poi, come ormai propongo sempre, ad aggiungere in un commento qui sotto, il link alla tua foto.
Buon fine settimana!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Hai intenzione di farti un lungo viaggio negli USA, andarci a studiare o magari trasferirtici per lavoro? Ecco, allora potrebbe non essere una cattiva idea dare una sistemata ai tuoi profili social media. Il fatto è che l’amministrazione Trump ha approvato una norma che prevede la dichiarazione dei propri profili social nella richiesta di visto.
A prescindere dalle motivazioni o da tutte le considerazioni che si possono fare in merito, si tratta di qualcosa di cui tenere conto, specie per chi a volte tende un po’ a perdere il controllo delle proprie esternazioni digitali che, ricordiamocelo sempre, una volta online sono del tutto perenni a prescindere dalle nostre volontà di eventuale cancellazione.
Ovviamente anche le piattaforme social più specifiche in ambito fotografico sono interessate da questa normativa, compresi il sempre apprezzato Flickr ed ovviamente Instagram.
La dichiarazione dei profili non è al momento richiesta per il visto turistico breve (Esta) ma chissà…
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Social media forma

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