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Archive for the ‘Interview’ Category

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Forse non ti metterai comodamente sul divano a vedere questo video che oggi voglio riproporti. Forse non lo farai perché sembrano tanti i cinquanta minuti che parlano della vita e del lavoro dei fotografi del National Geographic.
E invece vale tutto il tempo che richiede questo documento realizzato diversi anni fa e dedicato ad un gruppo di professionisti appassionati che ha avuto un ruolo così importante nella storia recente della fotografia.
Tu fai come preferisci, io me lo sono ri-gustato con calma e piacere, dopo averlo visto già qualche anno fa, cogliendo anche l’occasione per rifare un piccolo esperimento: annotarmi, via via, alcune parole chiave, keyword di sintesi dell’intero filmato.
Se non hai voglia di vedere il video puoi sempre accontentarti di queste.
Eccole qua: 🙂

Fascino romantico, difficoltà, rischi, pericolo, una vita pazzesca, malattie, malaria, burocrazia, rapine, violenza, affascinante, problemi, incidenti, insetti, schifo, jungla, scimmie, vermi che si infilano sotto la pelle, talento, arte, gusto, colore, ritratto, intimità, indiscrezione, ravvicinato, bellezza, orrore, abisso, squali, viaggio, tuffi, mare, savana, tenda, fango, erba, carcassa, ossa, cranio, amicizia, ricerca, natura, foresta pluviale, cultura, umanità, lavoro, vita, tragedia, mondo, facce, persone, mondo, globalizzazione, storia, sporco, civiltà, amore, povertà, tempo, gioia, sguardi… insomma: FOTOGRAFIA

Buona visione
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Pepper number 30 – Copyright 1930 Edward Weston

Tutti conoscono il meraviglioso peperone di Edward Weston, ma non tutti sanno come il grande maestro realizzò questa foto.
Peperone N°30 è uno dei più noti lavori del grande fotografo americano, considerato a buon diritto tra i “maestri” ed è uno scatto che, come si intuisce dal titolo, fa parte di una serie opere di questo tipo a cui Weston si dedicò sul finire degli anni ’20 del secolo scorso.
In una recente intervista Kim Weston, nipote di Edward, ha svelato alcuni dettagli riguardanti la realizzazione di questo scatto.
Edward usava una fotocamera di grande formato e realizzare still life poneva il problema di una ridottissima profondità di campo data dalla vicinanza con il soggetto. Weston voleva un’immagine molto realistica, tutta a fuoco, quasi in 3D e per ottenere questo risultato arrivò progressivamente a ridurre l’apertura fino ad impostare un diaframma f/240 che, in condizioni di luce naturale, risultava in un tempo di esposizione della pellicola tra le quattro e le sei ore. Insomma una vera long-exp a tutti gli effetti.
Se vuoi sentire il racconto dalla viva voce di Kim eccoti il video girato da Marc Silber durante una visita presso la casa in cui visse Edward Weston. Un interessante documento contenente molti altri dettagli ed informazioni dalla viva voce del nipote del grande fotografo.
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McCurryOggi ti ripropongo un breve ma significativo video in cui il grande Steve McCurry ci racconta ciò che lui definisce come una delle più importanti lezioni che la fotografia gli ha trasmesso: il viaggio come vero elemento chiave di tutto.
È durante il viaggio che si presentano le migliori opportunità, gli incontri più belli, gli scatti più significativi. La destinazione può diventare qualcosa di secondario, un aspetto che può essere addirittura dimenticato con il tempo.
Credo che le parole di Steve raccontino una gran verità che possiamo sperimentare tutti ogni giorno. Sono infatti nelle transizioni, nelle occasioni di incontro e scoperta, le cose interessanti che possiamo fissare in immagini o nella nostra memoria.
È il viaggio l’importante: i momenti in cui ci muoviamo, conosciamo ed esploriamo sono quelli che ci lasciano qualcosa, il resto è solo il contorno 🙂
Purtroppo il video è in inglese ma comunque godibile per tutti grazie alla ricchezza delle splendide immagini di McCurry.
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Nobuyoshi ArakiNobuyoshi Araki o lo ami o lo odi. È forse il fotografo giapponese vivente più noto ma anche più discusso e controverso.
Oggi ti presento una sua intervista, in cui descrive il suo approccio tutt’altro che perfezionista, sempre alla ricerca dell’unicità di momenti particolari, da catturare nel singolo istante in cui si propongono.
Eccolo qui dunque il “Photo Devil”, come lui si descrive.
Goditelo in giapponese (ma sottotitolato eh!)
🙂

Se il link sopra non funziona, prova questo: –> Araki

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Helmut by JuneIl mio debole per il grande Helmut non è una novità ed oggi ho il piacere di proporti una chicca. Helmut by June è un documentario realizzato nel 1995 da Alice Springs, al secolo June Newton: moglie, musa, artista e collaboratrice del grande fotografo. Originariamente pubblicato per il circuito dei cinema d’essai, “Helmut by June” è ora disponibile gratuitamente, e racconta la vita del fotografo attraverso immagini e filmati girati durante il lavoro di colui che con i suoi scatti iconici ha influenzato i canoni estetici di un’epoca.
Se avrai voglia di vederlo troverai, tra le tante magnifiche e sensuali modelle in posa per Helmut, alcune vere star: da Claudia Shiffer a Cindy Crawford ma anche l’attrice Sigourney Weaver.
Ma il vero protagonista è lui, con la sua creatività e la grande capacità di entrare in sintonia con le persone. Un artista splendidamente dipinto da una persona a lui vicina, intima ma anche professionale come sapeva essere Alice, del resto anche lei notevole fotografa.
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Ansel AdamsSul canale Youtube di Marc Silber ho trovato questa interessante intervista a Michael Adams, figlio di una vera e propria leggenda della fotografia del novecento: Ansel Adams.
E’ una piacevole chiacchierata che si svolge proprio nella casa dove visse il grande fotografo, con Michael che racconta dell’importanza che Ansel dava agli aspetti di pre-visualizzazione e perfezionamento del suo lavoro, cercando di trasmettere tutto ciò anche attraverso i tanti workshop che tenne negli anni della sua lunga carriera.
Una parte interessante del video è riservata a due pezzi di attrezzatura degni di un museo: la fotocamera grande formato 8×10 Deardorff, che Adams usò per realizzare alcuni dei suoi scatti più famosi e la ben più compatta Zeiss Ikon Super Ikonta B.
Ma l’aspetto forse più affascinante di questo breve documento è l’accenno alla fotografia su commissione, quella più commerciale insomma, a cui Adams si dedicò specialmente nella fase iniziale della sua attività. Realizzò immagini pubblicitarie di vario genere e lavorò per aziende come la Kodak o il colosso petrolifero Standard Oil, spesso scattando a colori, impegnandosi in un tipo di fotografia che non era di certo la sua preferita. Del resto anche Ansel Adams aveva le bollette da pagare…
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Dedico questo breve video a tutti i duri e puri, quelli che “io solo a pellicola”. Lo dedico però anche a tutti quei “geek” malati di tecnologia e così attratti solo dagli ultimi ritrovati che il mercato offre, da dimenticare qual è la vera natura della Fotografia.
“La tecnologia non è un problema” dice Oliviero Toscani in questa breve intervista ed io sottoscrivo ogni parola che dice.
E’ grazie alla tecnologia che oggi possiamo realizzare immagini che i fotografi del passato potevano solo sognare, ma non dimentichiamoci che la macchina rimane solo uno strumento e sta solo al fotografo “fare la foto”.
Buona visione.
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