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La fotografia non è forse un’arte perenne ma non si può nemmeno considerare un’arte temporanea: si fa una foto ed essa rimane. Una fotografia può tranquillamente sopravvivere al suo creatore ed esistere per un lunghissimo periodo, forse per sempre, specie adesso che siamo nell’era digitale.
Le arti temporanee sono invece quelle forme espressive dove le opere sono, per definizione, di breve o brevissima durata, momentanee, fruibili solo all’istante oppure per poco o pochissimo tempo, temporanee appunto.

Marilyn by Craig Alan

Marylin – Copyright Craig Alan

Sono arti temporanee la musica dal vivo o il teatro, ma ci sono anche moltissime altre forme d’arte di questo tipo, come ad esempio quella sperimentata da Craig Alan, artista californiano che realizza enormi ritratti di celebrità usando centinaia di comparse. Sono opere di grandi dimensioni, fruibili solo da una certa distanza e soprattutto… solo per brevi momenti.
È qui che può entrare in gioco la fotografia, una seconda forma espressiva che si aggancia alla prima, modificandola e rendendola forse una cosa diversa, ma anche fruibile a molte più persone. È un caso in cui due arti si intersecano, formando una sorta di simbiosi.
E tu hai mai provato a fotografare un’arte temporanea? Vuoi un suggerimento? Ce n’è una meravigliosa che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi. Un’arte che ha il grande pregio di permettere ai suoi artisti di produrre un flusso di opere senza la preoccupazione che queste si accumulino senza limiti.
Quest’arte è la cucina! 🙂
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(Burp)

Cena Ominide

Cena per Ominide (RIP) – © Copyright 2013, Pega

p.s. Ciao Ominide!

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A volte sono nuovi, ma in tanti casi sono rielaborazioni di vecchie idee; resta il fatto che esiste un’infinità di piccoli trucchi creativi che possono aiutarci ad arricchire le nostre immagini o darci lo spunto per migliorare.
Spesso sono cose semplicissime da realizzare ma il loro impatto su una foto ne può cambiare di molto lo stile e darci la possibilità di pensare a nuovi modi di impostare creativamente i nostri scatti.
Ti propongo un breve video tra i numerosi che puoi trovare online. E’ una raccolta di sei semplici idee realizzata da Jessica Kobeissi, fotografa youtuber molto attiva nel creare questo tipo di materiale.
Buona visione!
https://www.youtube.com/channel/UCvs_Clo5c1u2hXwv0zEG6rw

In attesa del suo titolo

In attesa del suo titolo – © Copyright 2017, Pega

Una foto senza titolo è come una frase incompleta, può avere senso ma anche no. A qualcuno può trasmettere moltissimo, lasciando spazio alle sue proiezioni, mentre altri potrebbero esserne ingannati ed attribuirle un significato lontano da quello concepito in origine dall’autore.
Non è mia intenzione togliere valore alle foto senza titolo, ho il massimo rispetto per chi afferma che le immagini ben riuscite non devono aver bisogno di parole ed adoro quei rari scatti “assoluti” che comunicano in modo perfetto ed universale senza bisogno di nient’altro. La mia personale opinione però è che foto e parole siano un connubio meraviglioso, un po’ come succede con la musica.
Di questo tema mi è capitato di scrivere più volte, come in questo vecchio post, ma oggi voglio proporti un esperimento, una sorta di esercizio se vuoi, qui sul blog.
Inizio io, proponendoti una mia foto a cui, ancora, non ho saputo dare un titolo. E’ un’immagine che attende di essere completata da una o più parole, quelle che che rappresenteranno “il suo titolo”
Un po’ come quando un musicista sottopone la sua idea ad un paroliere (ed a volte ne viene fuori qualcosa di bello a quattro mani) oggi sono a chiederti un contributo: prova a proporre un titolo.
Non dobbiamo per forza fare un capolavoro, è solo un esercizio. Poi magari mi proponi qualcosa di tuo e sarà il mio turno.
🙂

Fotografia ansiogena

In anxious anticipation – Photo by Aaron Tilley – Set Design by Kyle Bean

Tra le sensazioni ed emozioni che una fotografia può generare nell’osservatore c’è anche l’ansia.
La capacità di realizzare scatti che trasmettere esattamente ciò che si vuole, è una delle più potenti abilità che un fotografo può possedere. Per raggiungere o migliorare questo aspetto, una delle strade più efficaci è ovviamente quella di esercitarsi.
Proprio questo è lo spirito alla base del weekend assignment: provare a realizzare un’immagine seguendo un compito assegnato, una missione prestabilita.
Non ti piace il tema? Troppo ansiogeno? Ebbene, non sempre ci si può esercitare con ciò che più amiamo e, sovente, approfondire qualcosa che non ci attrae o entusiasma, si rivela invece fonte di crescita.
Dunque in questo fine settimana prova a cimentarti con questo non facile tema: concepisci e realizza qualche scatto con il puro e semplice scopo di generare ansia nell’osservatore.
Poi, se vuoi, condividi.
Buon divertimento e buon weekend!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Space WalkHo sempre sognato di fare l’astronauta, ed è forse per questo che oggi ti propongo un’esperienza visiva che permette di avvicinarsi come mai prima allo spazio, pur rimanendo con i piedi ben saldi sul nostro sempre più sgangherato pianetozzo.
Si tratta di un video interattivo a 360 gradi realizzato durante una missione all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale che, se visto attraverso un dispositivo VR tipo Google Cardboard, si dimostra davvero notevole.
Registrato durante una missione extraveicolare degli astronauti Russi Sergey Ryazansky e Fedor Yurchikhin, il video mostra le attività di manutenzione ed anche il lancio (nel senso letterale visto che li lanciano a mano) di 5 micro satelliti costruiti da studenti. Per i più accaniti, segnalo che le emissioni radio multilingua di questi piccoli aggeggi possono essere ascoltate sulla frequenza 437.05 MHz.
Che figata!

 

Lo Zen e il tiro con l'arco

Lo Zen e il tiro con l’arco

C’è un piccolo libro che in molti abbiamo letto. E’ “Lo Zen e il tiro con l’arco”, il racconto scritto da Eugen Herrigel, professore di filosofia tedesco che scelse di imparare questa antica arte Giapponese, affidandosi ad un “Sensei“: un maestro Zen appunto.
Herrigel ne ricavò un’importante esperienza di vita, qualcosa che lo cambiò dall’interno, un’evoluzione che nel libro viene raccontata.
Lo Zen e il tiro con l’arco è una lettura spesso suggerita da qualcuno rimasto affascinato o che comunque ritiene questo libro un piccolo gioiello da condividere.
Tempo fa, ritrovandolo su uno scaffale della mia libreria, decisi di rileggerlo (e lo si fa in un’oretta dato che sono circa novanta pagine) provando a fare quello che con lo Zen si può praticamente sempre: modificare totalmente l’oggetto dell’arte di cui si parla in origine, mantenendo però intatta la filosofia… lasciando quindi inalterato l’approccio.
E così rilessi il libro sostituendo la parola “arco” con “macchina fotografica” e “bersaglio” con “soggetto”. Lo “scoccare della freccia” diviene il “far scattare l’otturatore” ed il “volo” di questa si trasforma nel concetto di “‘esposizione”.
Ne viene fuori qualcosa di davvero interessante. Vuoi provarci?

Taenia solium - Copyright Teresa Zgoda

4° class: Taenia solium

La microfotografia non è per tutti ed il Nikon Small World Photomicrography Competition è il concorso che da 43 anni rappresenta il riferimento per chi è affascinato dalla meraviglia che si nasconde nell’universo del “molto piccolo”.
Per questa edizione oltre duemila partecipanti da 88 nazioni hanno inviato i loro scatti. Alcuni sono ricercatori, ma altri anche puri amatori del genere. Ognuno di loro ha, a suo modo, immortalato la bellezza di un dettaglio visto attraverso le lenti di un microscopio.
Qui sotto alcuni scatti tra i migliori selezionati dalla giuria. Devo dire che il livello qualitativo di queste immagini è altissimo e se vuoi gustarti molte altre spettacolari immagini in tutta la loro magnificenza ti consiglio di fare un bel giro sul sito web del concorso.

1° classificato: HaCaT_cells

8-P4_Rat_Cochlea by Dr. Michael Perny

8° classificato: Newborn rat cochlea

10-Phyllobius-roboretanus

10° classificato: Weevil

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