Feeds:
Articoli
Commenti
Lewis Hine – New York City, 1908

New York City – Lewis Wickes Hine, 1908

Ci sono foto che ci incantano, ci costringono a tornare ad ammirarle, a guardarle a lungo, studiando dettagli e particolari che emergono via via che si osserva. Per me un caso è questo scatto di Lewis Hine, il grande fotografo sociologo che usò la macchina fotografica come strumento di descrizione e denuncia della condizione dei lavoratori sfruttati, in particolare dei minori, negli Stati Uniti del primo novecento.
E’ uno scatto di strada, evocativo ed importante, dove il soggetto principale è il giovanissimo strillone che se ne sta in posa sbarazzina davanti all’obiettivo. Sottobraccio ha le copie dei giornali in vendita e confrontandolo con la loro dimensione, non è difficile capire quanto fosse piccolo.
Lo sguardo di questo newsboy (così erano chiamati i sottopagati ragazzini che vendevano i giornali per strada) è uno strano mix tra curiosità, impazienza e sfida. La testa è inclinata sotto al cappellino marchiato Coca Cola che lo protegge dal basso sole del mattino; una luce che disegna magnifiche ombre lunghe in tutta la foto.
La giornata è appena iniziata ma la New York del 1908 è già viva. Vari personaggi fanno da comparsa nell’immagine: un uomo ben vestito attraversa la strada seguito da altri due; alcune signore eleganti, insieme ad un bambino, sembrano far parte di un piccolo assembramento, forse una coda, di cui sono le ultime arrivate. Chissà cosa stava richiamando quelle persone, come chissà cosa stesse trasportando il carro trainato da cavalli che si vede al bordo destro dell’immagine.
Ci sono tanti altri dettagli in questa foto: dalla nitida cassetta del servizio postale americano marchiata “US”, alle insegne sfuocate visibili sulla facciata e sulle finestre del grande palazzo, ma c’è un dettaglio che li supera tutti. E’ l’ombra del fotografo: di Lewis Hine stesso con la sua macchina appoggiata sul treppiede, il braccio alzato ed in mano lo scatto flessibile. Sembra quasi di poterlo sentire mentre chiede al ragazzino di stare fermo.
E’ una Fotografia d’altri tempi, significativa e potente, che possiamo vedere, gustare e ripubblicare liberamente grazie al programma “Open Content” della fondazione Getty.

Annunci

Segreti [secrets] – © Copyright 2009, Pega

Ed eccoci alla fine di questo 2017. Molti dicono che sia stato un anno duro, altri ne hanno la certezza 🙂
Di sicuro è l’ora di lasciarselo alle spalle, magari andando a scorrere le foto fatte in questi ultimi dodici mesi per archiviarle ed anche vedere, con il classico “distacco del poi”, che cosa siamo stati capaci di fare.
Prima di festeggiare, ecco però l’ultimo weekend assignment, la classica missione fotografica a tema per il fine settimana che certo non può mancare a Capodanno!
Dato che non voglio rovinarti i momenti di festeggiamento, sono a proporti un tema concettuale molto pratico: il prima.
Niente immagini di brindisi o di fuochi d’artificio, sfodera la tua fotocamera quando ancora è presto, durante i preparativi o mentre tutti si spostano verso il fatidico cenone. Il prima è un concetto fortissimo, molto evocativo e proprio per questo ti lascio totale libertà su quale prima rendere protagonista dei tuoi scatti.
Nel prima c’è attesa, preparazione, a volte tensione, ansia oppure fretta. C’è chi è convinto che il vero piacere viva in questa fase… (ed altri no).
Insomma, interpreta come meglio credi questo assignment finale per il 2017, l’importante è che sia segnato da uno scatto che parla del “prima”.

Non mi resta che farti il solito invito ad unirti a chi si cimenterà in questa piccola missione, magari anche condividendo qui i frutti della propria creatività, ma sopratutto ti auguro BUON WEEKEND E BUON ANNO!

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

 Irene Rudnyk

Copyright Irene Rudnyk

Il Natale ti ha portato una nuova fotocamera o qualche fiammante pezzo di attrezzatura che ti piacerebbe subito provare con un bel ritratto?
Ecco un breve video in cui la fotografa Irene Rudnyk ci mostra il suo approccio a basso budget: uno shooting con attrezzatura minimale e luce naturale.
Lo studio è semplicemente una piccola stanza, l’illuminazione è fornita solo dalla luce che entra da una finestra, la modella è piazzata alla meglio, con i piedi appoggiati su dei cuscini e con due sedie che le sorreggono l’abito.
Eppure il risultato non è niente male, anzi lo considererei del tutto professionale.
Da guardare con attenzione e poi… provare.
🙂

Sembra facile realizzare una buona foto di gruppo, ed invece ciò che spesso viene fuori è uno scatto banale, noioso, il solito visto milioni di volte.
I gruppi sono un genere con cui molti professionisti devono, bene o male, fare i conti, specie chi lavora con le cerimonie.
Visto che siamo sotto Natale e forse anche tu sarai tra quelli che si troveranno nella più o meno desiderata posizione di fare una foto di gruppo, eccoti un video con sette validi consigli da parte di uno specialista del settore: Denis Reggie, un vero veterano con alle spalle oltre trent’anni di matrimoni!
Buona visione e… BUON NATALE!

Warhol by Avedon

Andy Warhol – Copyright 1969, Richard Avedon

Era il giugno del 1968 quando Valerie Jean Solanas, una giovane scrittrice che aveva sottoposto un suo dramma teatrale ad Andy Warhol chiedendogli di produrlo, entrò nello studio dell’artista sparando diversi colpi di pistola. Ferì gravemente Warhol, mentre il suo curatore e compagno di allora Mario Amaya ed il manager Fred Hughes se la cavarono con poco.
Il manoscritto Up Your Ass, della Solanas lo aveva incuriosito ma anche sorpreso per quanto fosse pornografico. Warhol addirittura sospettò una trappola della polizia, con cui già aveva avuto problemi per la censura di alcune sue opere cinematografiche considerate oscene, decise quindi di metterlo da parte. Ma la Solanas lo rivoleva indietro. All’ammissione di Warhol di averlo smarrito e di non essere disposto a pagarle una somma di denaro, la situazione precipitò.
L’artista lottò tra la vita e la morte, poi sopravvisse per miracolo. Sottoposto a complicati interventi chirurgici, riportò postumi permanenti, rimanendo molto segnato anche a livello psicologico.
Nell’agosto del 1969 Warhol acconsentì alla proposta di Richard Avedon di ritrarlo nel suo studio, ad un anno da quel difficile momento, decidendo così di mostrare le sue cicatrici al mondo.

Ascesi

Ascesi – © Copyright 2012 Pega

La calma non è solo la virtù dei forti, è anche una delle migliori armi del fotografo: rallentare e sapersi guardare intorno, trovare il tempo per vedere oltre ed osservare i dettagli, ma anche divenire capaci di arrivare a trasmetterla la calma, con le nostre immagini.
Non è certo detto che poi questo sia per forza lo stile di tutti ma è innegabile che l’affrontare questo tema sia una sfida interessante ed è proprio per questo weekend assignment che ti propongo questa idea, in particolare quella di provare a trasmettere all’osservatore il concetto di calma.
Se per comunicare dinamismo o rapidità il fotografo ha varie frecce al suo arco, ad esempio il mosso o il panning, con la “calma” la via è forse più da cercare nel concetto che non nell’effetto.
In questo weekend prova a cimentarti con immagini che trasmettano all’osservatore l’idea di calma, magari esercitando questa virtù proprio mentre ti applichi a tutto ciò.
Come sempre ti invito poi a postare la tua foto condividendola in un commento qui sotto. Confrontarsi con gli altri lettori del blog è sempre interessante.

—————————————————–
Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

PhotographsOggi ti ripropongo un delizioso video che da tempo si trova in rete. È una breve opera a proposito del rapporto che esiste fra fotografie e ricordi, per la precisione in questo caso: Polaroid e ricordi.
Si intitola Photographs ed è un corto animato realizzato da Brendan Clogher e Christina Manriqueche, due studentesse che hanno realizzato questo progetto come tesi alla Loyola Marymount University di Los Angeles.
La protagonista è un’anziana signora che ritrova una vecchia fotocamera Polaroid e comincia a scattare…
E’ un piccolo gioiellino che, se non l’hai già fatto, ti invito proprio a vedere.
.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: