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Helmut by JuneIl mio debole per il grande Helmut non è una novità ed oggi voglio riproporti una chicca. Helmut by June è un documentario realizzato nel 1995 da Alice Springs, al secolo June Newton: moglie, musa, artista e collaboratrice del grande fotografo. Originariamente pubblicato per il circuito dei cinema d’essai, “Helmut by June” è ora disponibile gratuitamente, e racconta la vita del fotografo attraverso immagini e filmati girati durante il lavoro di colui che con i suoi scatti iconici ha influenzato i canoni estetici di un’epoca.
Se avrai voglia di vederlo troverai, tra le tante magnifiche e sensuali modelle in posa per Helmut, alcune vere star: da Claudia Shiffer a Cindy Crawford ma anche l’attrice Sigourney Weaver.
Ma il vero protagonista è lui, con la sua creatività e la grande capacità di entrare in sintonia con le persone. Un artista splendidamente dipinto da una persona a lui vicina, intima ma anche professionale come sapeva essere Alice, del resto anche lei notevole fotografa.
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Per chi ama la Fotografia la vista è il senso primario, non ci sono dubbi. Eppure non sempre dedichiamo tutte le possibili attenzioni e cure per mantenere i nostri occhi in salute, anzi li sfruttiamo eccessivamente mettendoli spesso sotto stress.
Oggi ti propongo quindi di approfondire un tema che non sempre è nell’agenda dei fotografi, andando a citare qualche esempio di come si può provare a mantenere in forma i nostri sensori visivi.
Ovviamente la via maestra per tenere in salute i nostri occhi è un regolare e periodico consulto con l’oculista, ma va detto he anche una continua attenzione al “fitness” dei nostri occhi attraverso qualche giusto esercizio può essere una cosa interessante.
In rete si trovano molti esempi e proposte per esercizio quodidiani: alcuni sono ben fatti, altri promettono cose improbabili, in ogni caso ad ognuno la sua scelta. Io te ne propongo uno, puoi trovare poi da solo ciò che più ti sembr adatto alle tue esigenze.
🙂

Alone in the rain

Alone in the rain – Copyright 2008 Pega

Non ho idea di quali siano le previsioni per questo weekend nella tua zona, in ogni caso, rieccomi con la proposta di un assignment da sviluppare nel fine settimana.
Come al solito l’idea è quella di provare qualche scatto “a tema” perchè fotografare con in mente una piccola missione è divertente ed anche stimolante.
La condivisione dei risultati di queste sessioni “mirate” è poi un ulteriore passo che ti invito a fare, basta inserire la tua foto in un commento a questo post.
Dunque il tema di oggi è semplice ma intrigante e multiforme: si tratta di fotografare: l’umidita.
L’idea non è solo di creare immagini con acqua, ma di cercarne le tracce, provando a trasmettere delle sensazioni che possono anche andare ben oltre la questione idrica ed entrare nell’universo delle emozioni. E’ un assignment molto libero, che puoi interpretare come preferisci, l’importante è che l’umidità sia un elemento cardine dello scatto.
Buon divertimento e buon weekend!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

Dennis_Stock_by_Andreas_Feininger

Dennis_Stock_by_Andreas_Feininger

Oggi voglio riproporti questo mitico ritratto di Dennis Stock, importante firma dell’Agenzia Magnum e fotografo che divenne celebre per le sue immagini di grandi nomi dello spettacolo, da James Dean a Louis Armstrong.
L’autore dello scatto fu Andreas Feininger, studioso di architettura e scrittore di testi sulla tecnica fotografica che lo resero tra i più influenti autori di fotografia moderna. Feininger era appassionato alla natura ed alla struttura delle cose, solo raramente si dedicava ai ritratti che non considerava come sua specialità, ma questo a Stock era straordinario e divenne subito celebre.
Fu realizzato nel 1955 per la rivista Life, subito dopo l’assegnazione a Stock di un premio per giovani fotografi. Il volto è un tutt’uno con la Leica e crea un’immagine dai tratti futuristi dove gli occhi sono quelli della macchina fotografica. La luce e la posa sono costruite a comporre un’entità nuova, quasi non umana, una sorta di cyborg.
Un cortocircuito razionalista che lascia il segno e che rimane un’opera passata alla storia.

I precedenti cortocircuiti fotografici:

#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston
#5: Alfred Stieglitz fotografato da Gertrude Käsebier
#6: Steve McCurry fotografato da Tim Mantoani
#7: Robert Capa fotografato da Gerda Taro
#8: Gerda Taro fotografata da Robert Capa
#9: Robert Mapplethorpe (con Patti Smith) fotografati da Norman Seef
#10: Szarkowski fotografato da Winogrand fotografato da Friedlander
#11: Andy Warhol fotografato da Robert Mapplethorpe
#12: Henri Cartier-Bresson fotografato da René Burri
#13: Dennis Stock fotografato da Andreas Feininger

Sikorsky by Andreas Feininger

Sikorsky – @ 1949, Andreas Feininger

Era il febbraio del 1949, in una fredda sera in Maryland il fotografo Andreas Feininger piazzò il suo treppiede nei pressi di una base militare e realizzò alcuni scatti a lunga esposizione di elicotteri in decollo ed atterraggio.
Ne vennero fuori immagini affascinati non solo per la tecnica scelta ma anche perché rappresentavano, e rappresentano tutt’ora, uno dei primi esercizi artistici su una macchina che a quel tempo era una spettacolare novità. Già perché il primo elicottero moderno, quello per intendersi caratterizzato dal piccolo rotore in coda che ancora oggi vediamo volare, era decollato solo nove anni prima, nel 1940.
Feininger scattò le sue foto per conto della rivista Life e con questo lavoro contraddisse se stesso dato che una delle sue più famose affermazioni recita: “l’esperienza insegna che più affascinate è il soggetto, meno attento è il fotografo

🙂

CianotipiaL’estate è il momento giusto per provare la cianotipia, uno dei più antichi processi eliografici che risale ai primissimi anni della storia della fotografia.
Intorno al 1842 l’astronomo inglese Sir John Herschel inventò questa tecnica basata sull’uso di sali ferrici, quindi diversa da quelle di Talbot e Daguerre, che sfruttavano la fotosensibilità dei sali d’argento. I sali di ferro sono molto sensibili alla componente ultravioletta della luce solare e questo l’ha resa un processo di minor successo in ambito fotografico, mentre è stata utilizzata a lungo per realizzare copie a basso costo di complessi disegni tecnici chiamate blueprint. La cianotipia, proprio per la sua praticità può essere però ancora sfruttata per fare divertenti esperienze.
Preparare da soli il materiale necessario per questa attività di bricolage fotografico non è difficile, lo dimostra il video sotto. In ogni caso, per i più pigri (come me) c’è Sunprints, azienda produttrice di fogli già trattati con sali ferrici, con cui si può facilmente provare una semplice tecnica di stampa a contatto.
Si possono usare normali negativi o anche oggetti come foglie, fiori o manufatti vari; basta esporre il tutto al sole. Il bello è che non serve alcuna camera oscura e ci si può preparare con calma alla luce, a patto che non sia intensa e diretta.
L’esposizione vera e propria, quella alla luce solare, deve essere di qualche minuto (c’è chi sostiene decine di minuti). In ogni caso occhio al meteo: serve una giornata di bel tempo…
Io ci ho provato e mi son proprio divertito 🙂
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Triangolo dell’esposizionePer chi avesse ancora qualche lacuna su concetti di base della fotografia, come ad esempio il triangolo dell’esposizione, eccomi a segnalare un modo diverso per affrontare questo tema.
L’opera è frutto del lavoro di PHLEARN che, sul suo canale YouTube dedicato all’apprendimento attraverso formule innovative, ha creato una trilogia video in cui si trattano i concetti di diaframma, ISO e velocità di otturatore prendendo a prestito l’universo Star Wars riprodotto per mezzo dei mattoncini LEGO.
Buona visione e buon divertimento!

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