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Posts Tagged ‘capire’

È Pasqua e le uova abbondano. Perché non usarne uno in modo diverso?
In questo video, il fotografo Joe Edelman ci insegna una cosa davvero interessante: usare un uovo per capire la luce.
Una lezione semplice ma efficace: l’uovo è chiaro, liscio, regolare. La sua forma è perfetta per studiare come la luce, insieme alle ombre, definisce gli oggetti e caratterizza l’immagine fotografica.
E’ un esperimento da provare, basta una normale lampada ed un uovo appoggiato su una superficie di colore tenue su cui si stenderà l’ombra.
Capire la luce è fondamentale in fotografia e questo potrebbe essere l’esercizio definitivo utile a grandi e piccini…
Non farti scoraggiare dal parlato in inglese; guardalo con fiducia.
E BUONA PASQUA!
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In questo video, il fotografo Joe Edelman ci insegna una cosa davvero interessante: usare un uovo per capire la luce.
Una lezione semplice ma molto efficace. L’uovo è chiaro, liscio e regolare. La sua forma è perfetta per studiare come la luce, insieme alle ombre, definisce gli oggetti e caratterizza l’immagine fotografica.
E’ un esperimento che puoi provare a fare a casa, basta una normale lampada ed un uovo appoggiato su una superficie.
Capire la luce è fondamentale in fotografia e questo potrebbe essere l’esercizio definitivo.
Utile a grandi e piccini… non farti scoraggiare dal parlato in inglese e guardalo con fiducia.
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Sadness – © Copyright 2008 Pega

E’ la fotografia un’arte?
Possibile che sia un artista colui che si sporge da dietro un angolo o inquadra da lontano il suo soggetto inconsapevole e poi, semplicemente schiacciando un bottone, con un’azione che non richiede particolari abilità, crea in un attimo la sua opera?
E’ arte il cogliere casualmente, o quasi, momenti di vita altrui o eventi imprevedibili?
E’ arte creare immagini perfette grazie agli automatismi ed alla qualità di un oggetto di raffinata tecnologia?

Dico subito che non lo so, però ho l’impressione che quando fotografiamo senza un’idea in testa, senza quella voglia di creare qualcosa partendo da un concetto, senza prepararci e magari solo pretendendo di produrre un’opera saltando quello che è il processo che tutti gli altri artisti percorrono, allora la fotografia non è un’arte nel vero senso della parola.
L’arte non può essere frutto del caso. Può forse contenerne una minima componente, ma di base deve essere qualcosa che nasce dalla visione dell’artista.
Insomma, forse quando il da poco scomparso Ando Gilardi diceva “meglio ladro che fotografo“, probabilmente non aveva preso in considerazione che in qualche caso potrebbe trattarsi dello stesso mestiere.
🙂

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All and nothing

All and nothing – © Copyright 2009 Pega

“There’s nothing wrong with loving a camera — as long as it remains platonic”
(Non c’è niente di male nell’amare una macchina fotografica – finchè rimane platonico)

Ho trovato questa ironica frase del fotografo americano Gregory Simpson che fa riflettere sull’importanza, a volte morbosa, che in qualche caso viene data all’attrezzatura, in particolare alla macchina fotografica ed al suo “corpo”.
Si certo, la fotocamera è importante, è il nostro strumento. Va curata e trattata bene, manutenuta e protetta ma è pur sempre solo una parte (transitoria, per altro) del nostro corredo.
Eppure ogni tanto capita di conoscere qualcuno che le rivolge un’attenzione spropositata, dandole un’importanza eccessiva decisamente feticista.

Ma quello che mi lascia definitivamente perplesso è quanto questo attaccamento morboso raramente si rifletta anche in una vera, profonda ed intima conoscenza della macchina nei suoi aspetti di funzionamento, nelle sue vere peculiarità.
Lo dico perchè ho conosciuto persone in grado di pulire con un cencetto bagnato la macchina ad ogni utilizzo, strofinandola ed alitandoci sopra, di riporla nella sua scatola dopo ogni uscita e di portarla quasi mensilmente a pulire il sensore. Queste stesse persone però si scopre che non hanno mai letto completamente il manuale del loro “tesoro” e non conoscono nemmeno la metà delle potenzialità e caratteristiche.

Insomma un feticismo fotografico che a mio vedere è piuttosto preoccupante
🙂

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triangolo esposizione

Durante l’interessante esperimento del microcorso organizzato da Photoexperience, si parlava degli elementi di base della fotografia e di come i risultati dei nostri scatti siano legati alla capacità di saper gestire queste impostazioni per tradurre in immagini le nostre idee.

Ripensando alla discussione ed alle domande che sono emerse, ho trovato questo grafico chiamato comunemente il “triangolo dell’esposizione”.

E’ una rappresentazione semplice che aiuta a capire come ognuno dei tre parametri fondamentali influisce sulle caratteristiche della foto.

La sintesi a parole è semplice :
1 – aumentando gli ISO si introduce rumore (grana in caso di pellicola analogica)
2 – diminuendo i tempi si incontra il mosso
3 – aumentando l’apertura (diaframma) di riduce la profondità di campo

E’ come avere una coperta che… se c’è poca luce, diviene corta e tirata verso l’alto ci fa scoprire i piedi.
Non lasciare che siano gli automatismi della tua macchina fotografica a fare le scelte che spettano alla tua creatività.

Se ancora ogni tanto ti assalgono i dubbi su come gestire i parametri della tua fotocamera, stampa questa immagine e tienila in tasca. Potrà tornare utile!

🙂

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occhio

Occhio - © Copyright 2008 Pega

Qual’è il tuo occhio dominante?
Stai usando l’occhio giusto per fotografare?

A molti sembrerà banale ma pochi giorni fa mi è capitata una piccola discussione sull’argomento ed ecco quindi che ho deciso di farne un post.

In fotografia come in molte altre discipline dove è fondamentale la coordinazione tra vista e mano, è importante affidarsi al proprio occhio dominante.
Lo sanno bene gli sportivi che praticano attività come il tiro con l’arco o altri sport di mira, ma anche nel tennis e nel baseball si affronta questo argomento.
L’occhio dominante è tipicamente quello che preferiamo d’istinto e per la maggior parte delle persone (spesso anche per i mancini) è il destro.
Ma non per tutti.

occhiodominantePer stabilirlo con ragionevole certezza fai questo test.
Con gli occhi ben aperti e le braccia tese, tieni in mano un foglio di carta dove hai ricavato un buco di circa uno o due centimetri di diametro, puoi fare lo stesso esperimento anche usando semplicemente le mani facendo in modo che tra loro rimanga una piccola apertura attraverso cui guardare.
Individua e fissa un oggetto lontano attraverso il buco e mentre lo osservi avvicina lentamente il foglio (o le mani) fino ad arrivare a toccare il viso. L’occhio che sarà in corrispondenza del buco è il tuo occhio dominante. E’ quello con cui devi fotografare.

Come dicevo, la maggioranza delle persone (oltre il 73%) ha dominanza destra ma i rimanenti si trovano meglio con  l’occhio sinistro e la loro vita fotografica non è delle più semplici perchè c’è poco da fare : le macchine sono costruite per chi è destro, che sia l’occhio o la mano…

Non tutti i mali vengono per nuocere però, c’è anche una buona notizia per chi è dotato di occhio dominante sinistro.
Si tratta di una piccola risorsa che per i destri non è pratica da sfruttare.
Guarda nel mirino tenendo la testa un po’ ruotata verso destra ed usa la tua spalla sinistra per appoggiarci sopra la macchina fotografica, otterrai una piattaforma stabilissima, molto vantaggiosa per scatti a bassa velocità di otturatore.
Una posizione decisamente poco pratica da sfruttare dall’altro lato a causa della posizione del bottone di scatto, pensato “per i destri” di mano o di occhio 🙂

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