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Posts Tagged ‘costanza’

Imogen Cunningham

Imogen Cunningham (1883-1976)


Vari aspetti accomunano alcuni grandi fotografi del novecento: uno tra questi è la longevità.
Da Henri Cartier-Bresson ad Ansel Adams, passando per Imogen Cunningham, Andre Kertesz e tanti altri, si può notare che in parecchi hanno raggiunto età ragguardevoli, continuando tranquilli a lavorare fino all’ultimo.
Tutti questi grandi personaggi erano soliti far foto ogni santo giorno, uscendo quotidianamente in cerca di immagini e praticando la Fotografia come una disciplina continua, una sorta di costante sempre presente tutti i momenti della loro vita.
Trovo ci sia qualcosa di molto significativo in questo. La Fotografia non solo come forma d’arte, come lavoro o professione, ma anche come modo di vivere. La Fotografia come spunto per un costante esercizio fisico e mentale, sempre percorribile in qualunque situazione personale, uno stimolo ad esprimersi ed una ragione per continuare a vivere con passione e scopo. La longevità dei grandi maestri è forse un insegnamento ad essere sempre aperti ed osservatori di ciò che ci circonda, del mondo e della vita che abbiamo intorno.

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Noah KalinaUn banale autoritratto scattato in modo isolato, magari senza particolare qualità tecnica, è qualcosa che forse tutti abbiamo provato a fare.
Da sola, in genere, questo tipo di immagine non rappresenta granché di interessante ed è facile che finisca dimenticata nell’archivio (o nel cestino).
Ma quando la foto che scattiamo non è più isolata e fa parte di un progetto, magari un progetto che dura anni, allora ecco che può nascere qualcosa di interessante.
E’ proprio quello che ha fatto il fotografo Noah Kalina.
Nel 2000 Noah aveva 19 anni ed iniziò a farsi un autoritratto al giorno: una foto banale, scattata dove capita, senza raffinatezze tecniche o di espressività.
Dopo sei anni pubblicò su Youtube il video intitolato Everyday: un  time-lapse composto da tutte queste foto. Fu un notevole successo: milioni di visite e condivisioni, innumerevoli casi di fotografi che iniziarono altri progetti analoghi.
Ma Noah non si è fermato, ha sempre continuato a farsi la stessa foto, mantenendo in modo quasi inquietante quell’inespressività attonita ed adesso ha pubblicato una versione aggiornata del video che ora copre 12 anni e cinque mesi. Sono otto minuti fatti da 4500 fotografie che scorrono ad una velocità di 10 al secondo, praticamente un mese ogni tre secondi.
La costanza è, senza dubbio, uno dei pilastri dell’arte.
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Single frame Analemma - © Copyright 1979 Dennis di Cicco

Vuoi provarci con un progetto fotografico parecchio difficile? Qualcosa che potrai vantare come veramente esclusivo?
Ok, provaci con l’Analemma.
L’Analemma è la figura a forma di otto allungato che il sole disegna nel cielo se fotografato alla stessa ora del giorno durante il corso di un intero anno.
Per riuscire in un’opera del genere è necessario piazzare la fotocamera in modo fisso e molto preciso, scattando poi sempre alla stessa ora esatta.

Realizzare un Analemma è considerato uno dei progetti di astrofotografia più complessi in assoluto, a partire dallo studio necessario per decidere l’inquadratura studiando la composizione che si vuole ottenere ed  il percorso del sole nel corso dei dodici mesi.
Farne un lavoro a valenza artistica esclude poi a priori ogni ausilio di automatismi o temporizzatori e pensare al bilanciamento dell’immagine con la gestione della luce durante un arco di tempo così lungo non è assolutamente banale. Realizzarlo materialmente mantenendo un impegno così preciso nel tempo è un qualcosa che si commenta da sè, anche tenendo conto delle questioni logistiche che possono nascere.    

Ma se componendo a posteriori le immagini, oggi ancora meglio con le teciche digitali, le cose possono essere difficili ma affrontabili, la vera sfida che mi ha lasciato di stucco è quella di un certo Dennis di Cicco, un fotografo del New England che tra il 1978 ed il 1979 per primo riuscì a scattare un analemma di 44 esposizioni su un’unico fotogramma di pellicola!
E’ un risultato che ha dell’incredibile per difficoltà e perizia necessaria, tanto che solo in pochi al mondo sono riusciti a seguirlo in un’impresa del genere.
Compreso Di Cicco sono ad oggi solo sette i fotografi riusciti a realizzare un analemma su un solo fotogramma, cioè meno persone di quante non siano quelle state sulla Luna (dodici).
Vuoi passare alla storia? Provaci con un Analemma digitale multiesposizione.

🙂

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Harvey Keitel

Nel film Smoke, una pellicola che forse ha ben presente chi apprezza il cinema indipendente anni novanta, Auggie, il protagonista interpretato da Harvey Keitel, ha una curiosa passione. Ogni mattina alle otto precise esce dalla sua tabaccheria, piazza la macchina sul treppiede e fotografa sempre lo stesso scorcio di Brooklyn.
Auggie esegue questa semplice operazione con costanza per anni, estate o inverno, con la pioggia o il sole, conservando e catalogando le foto in album che conserva e che con il tempo divengono una sorta di opera d’arte.

Rivedendo quelle scene ho pensato a quanto valore possano avere la costanza e la perseveranza in fotografia.
Un singolo scatto realizzato sul marciapiede di un incrocio di una grande città può non avere un gran senso, ma un lavoro come quello descritto nel film Smoke assume un valore.
È il valore dell’impegno e della passione che il fotografo può iniettare in quella che a prima vista potrebbe sembrare una sequenza di scatti simili, aggiungendoci l’ingrediente della sua quotidiana presenza fisica ma anche quella seppur piccola, appena palpabile, dose di interazione con l’ambiente e le persone immortalate.

È il valore di ciò che gli anglosassoni chiamano commitment e che non di rado caratterizza la produzione di molti artisti.

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Jana by Dmitry Gudkov

BikeNYC Portrait: Jana - © Copyright 2010 Dmitry Gudkov

Su Flickr mi sono imbattuto in questa foto. Un ritratto ambientato di una bella ragazza e della sua minimale bici verde marchiata “Fuji” in una strada di New York.
Di questa immagine mi piace moltissimo la spontaneità, con questa posa e l’espressione fiera, quasi di intrigante sfida, della protagonista, ma anche il contesto ed il modo con cui il fotografo ha saputo gestire lo sfondo urbano con uno splendido sfuocato.

E’ uno scatto di Dmitry Gudkov ed appartiene ad un suo progetto intitolato BikeNYC dedicato alle persone che si muovono in bicicletta nella Grande Mela. Iniziato nel Febbraio del 2010 conta ormai oltre un centinaio di scatti accompagnati da brevi note su ogni soggetto fotografato.
Puoi trovare BikeNYC sul sito personale di Dmitry o nell’apposito set sul suo album Flickr.

Credo proprio che potrebbe essere interessante cimentarsi in un bel progetto del genere: così semplice nella sua concezione ma anche ricco di potenzialità.

Complimenti Dmitry.

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Dai un’occhiata fuori dalla finestra di casa o dell’ufficio.
Se noti un cantiere che sta iniziando i lavori potresti provare ad emulare questo spettacolare progetto di un certo Ramon, un “timelapser” francese, che ha realizzato un filmato utilizzando qualcosa come 45.000 scatti effettuati nei tre anni che sono stati necessari per demolire un grattacielo nel quartiere d’Issy-les-Moulineaux a Parigi e costruirne uno nuovo : la “torre” Sequana.

Ramon ha piazzato una reflex Pentax K110D sul tetto di un eliporto poco distante, lasciandola fissata per tutto il tempo necessario, connessa con un cavo per l’alimentazione e lo scarico progressivo delle immagini.

Mi era capitato di vedere dei timelapse di ore, giorni, in qualche caso diversi mesi, ma un progetto così lungo è veramente notevole.

Gustatelo fino in fondo perchè sul finale la sequenza è riprodotta in modo accelerato e l’intero periodo dei tre anni è ripercorso in soli 20 secondi.

Buona visione!

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4 seasons time lapseMi piacciono i timelapse, non è una novità.
Questo lo trovo meraviglioso.
E’ una sequenza di immagini catturate durante un intero anno dalla fotocamera di Eirik Solheim, fotografo norvegese, che l’ha piazzata nel salotto della sua casa nei pressi di Oslo ed  impostata per scattare una fotografia ogni 30 minuti.
Il video mostra i cambiamenti che questo scorcio naturale assume al fluire delle stagioni ed è realizzato  con una mole di circa 16.000 immagini.
Affascinante no ?
Buona visione !

I dettagli di come è stato realizzato sul sito di Eirik Solheim.

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Sono decisamente affascinato dai time-lapse, specie da quelli che si sviluppano in un lungo o lunghissimo periodo di tempo.
Spesso si tratta di progetti fotografici che richiedono un breve momento di attenzione moltiplicato per centinaia, migliaia o anche decine di migliaia di volte, nel corso di mesi o anni. 
Quando ben gestiti sono lavori affascinanti, ed ogni volta mi trovo a pensare quanto siano importanti la costanza e la capacità di mantenere in vita un progetto anche su un lungo periodo per ottenere risultati di grande soddisfazione.

Dai un’occhiata a questo video. E’ un time-lapse che mostra Natalie, dalla sua nascita fino all’età di dieci anni… il tutto in soli novanta secondi.

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Rural (Project Heaven or Hell)

Rural (Project Heaven or Hell) - © Copyright 2009 Pega

Innanzitutto BUON ANNO !

Alcuni giorni fa in un post intitolato “New Year Project” parlavo dell’opportunità di imbastire qualche progetto fotografico per il nuovo anno in arrivo.
Eccomi quindi a condividere quello che per me sarà un piccolo impegno per tutto il 2010, un impegno che ci tengo a scrivere qui, come se in qualche modo questo mi vincolasse ancora di più a portarlo avanti… 🙂

Eh già perchè, come scrivevo, credo che uno degli aspetti positivi di iniziare un lavoro fotografico a progetto stia proprio nel costringerci a sviluppare con impegno e regolarità una qualche opera, aiutandoci a completarla.

Ovviamente l’idea di scriverlo qui è anche nello spirito di condivisione che sta nella natura del mio blog.

Il progetto sarà realizzare una piccola raccolta di almeno 12 foto, producendone con regolarità circa una al mese  arrivando alla fine del 2010 con l’idea di riunirle in un formato stampato (a soli fini privati) tipo i libri di blurb o roba del genere.
Il tema, come un po’ anticipato, saranno “le Emozioni” : ogni foto cercherà di esplicitare un’emozione, in un modo che ovviamente sarà frutto del mio punto di vista…. Come vedi non si ratta di niente di eccezionale, idea semplice e tranquillamente fattibile… staremo a vedere cosa ne viene fuori.

In realtà per il 2010 ho anche deciso di portare avanti anche un altro paio di cose.

Innanzitutto continuare questo blog, nato pochi mesi fa come un esperimento. Il crescente numero di visitatori, i riscontri e gli incoraggiamenti ricevuti mi spingono a continuare.

Tornando sul fronte foto, vorrei poi avviare un piccolo progetto di ritratti. E’ da tempo che mi piacerebbe iniziare a fare dei ritratti fotografici ma per motivi vari (di cui credo che parlerò in uno dei prossimi post) non è un terreno su cui riesco a muovermi come vorrei. Nel corso dell’anno vorrei provare a trovare un ritmo di un paio di ritratti al mese e riuscire a creare un piccolo portfolio.

Infine, in quest’anno vorrei arrivare a completare un’idea che è nata nel 2008 quasi per caso, il “Project Heaven or Hell” , che puoi trovare come set sul mio album Flickr e che vorrei trasformare anche in questo caso in un qualcosa di stampato e tangibile.

Troppa carne al fuoco ?
Verrà un rosticcio ?
Pace. L’importante è divertirsi… 🙂

Ciao ed ancora auguri di un ottimo 2010.

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