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Posts Tagged ‘DIY’

Sì, le dimensioni contano, e quando si parla di diffusori, più grosso è meglio è.
In questo breve video ci viene proposta un’idea semplicissima ma geniale: un bel palloncino bianco gonfiato davanti al flash ed ecco che anche quello incorporato nella fotocamera, notoriamente scarso, può dare risultati decenti.
Quando si parla di fotografia con flash la diffusione della luce è la chiave per ottenere buone immagini ed evitare l’effetto fiammata con relative ombre taglienti che ci ritroviamo quando il lampo è troppo diretto.
Di diffusori in commercio ce ne sono molti, spesso grossi ed anche piuttosto costosi. In questo caso con pochi spiccioli (e pochissimo ingombro) si risolve in maniera davvero interessante.
Mi vedo già ad imbastire un set con i palloncini al posto degli ombrelli… 😀
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Il fai da te fotografico mi affascina sempre e devo dire che il sito del magazine COOPH è una miniera di idee in questo senso.
Nel video sotto ci sono nove spunti che possiamo prendere come base per qualche nostro piccolo progetto creativo. Nove esempi di come, con poco, si possano realizzare ottimi risultati, senza il bisogno di avere per forza attrezzature complesse o costose.
Non c’è altro da aggiungere se non un: Buon divertimento!
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SLO 3D printed cameraEcco un bel progettino per le fredde serate che l’inverno porterà (forse). Sui tratta della SLO, una fotocamera fai da te da assemblarsi con pezzi stampati in 3D.

L’intero progetto è disponibile on line ed il suo ideatore, il designer Amos Dudley, ha ben documentato sul suo blog l’intero processo di realizzazione.
Una dalle cose più interessanti è che anche la lente è stampata. Dudley ha usato una tecnica ancora in via di perfezionamento che richiede una certa dose di manualità per rifinirla e renderla davvero efficace, ma questo rende la SLO un prodotto integralmente realizzabile solo con dei pezzi stampati in 3D, senza aggiunte industriali o altri componenti.
slo 3d printed camera frontL’intero progetto è molto ben studiato, compresa la totale modularità del gruppo otturatore/lente che Dudley ha deciso di rendere indipendente, in modo da poter sempre sostituire queste parti con versioni migliorate senza dover ristampare tutta la fotocamera.
Insomma proprio una bella idea, anzi una sfida, che chiunque può raccogliere dato che i file sono liberamente scaricabili qui e sfruttabili anche da chi non possiede una stampante 3d: basta infatti consegnarli ad un service.
Quasi quasi ci provo…

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umbrella_photographerChi si ricorda MacGyver? L’ingegnoso protagonista di quella vecchia serie televisiva che si arrangiava con tutto ciò che trovava a portata di mano?
Ecco, oggi inauguro la rubrica MacGyver Photography: come arrangiarsi quando la pioggia cerca di impedirci il nostro scatto più bello.
Se ci pensi forse ricordi qualche occasione in cui ti è capitato di “rinunciare” nel timore di bagnare e rovinare la tua attrezzatura; la soluzione al problema può essere davvero semplice ed a costo zero, altro che costose custodie o aggeggi: basta un banale sacchetto per la spazzatura.
Il fotografo Benjamin Jaworskyj ci mostra come fare: si infila la busta di plastica sulla fotocamera, bloccandola con il paraluce ed aprendola poi sulla lente. Dall’altro lato si potrà accedere ai comandi ed al mirino, per fotografare in tutta tranquillità anche sotto ad un acquazzone.
Niente di più facile.
Dunque, per questo ed anche altri molteplici usi, annotiamoci per le prossime uscite fotografiche di portare sempre qualche sacchetto della spazza.
🙂

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Film negativoUno dei problemi che si presentano a chi si appassiona alla fotografia analogica è quello della scansione del negativo. Sia che i processi di sviluppo (e stampa) siano fatti da un laboratorio o li si tenti con “il fai da te” a casa propria, arriva comunque un momento in cui si giunge alla consapevolezza di voler acquisire digitalmente i negativi.
Scansionare il negativo è infatti importante, sia per garantire la conservazione di una “copia di sicurezza” della foto, che per affrontarne fasi di postproduzione o stampa digitale.
Chi ci ha già provato sa bene di cosa parlo: il piacere di avere su schermo un’immagine generata da pellicola ha un fascino tutto particolare e le possibilità date dai software di elaborazione permettono di chiudere il cerchio in modo molto interessante.
Gli scanner per negativi si trovano a cifre non esagerate, ma dato l’approccio “artigianale” che molti fotografi analogici preferiscono avere, ecco l’esempio di un simpatico progettino “fai da te”: un efficace scanner per pellicola. Materiale necessario una scatola. Tempo di costruzione forse 20 minuti.
🙂

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Worldwide pinhole photo daySi avvicina la data della Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico che quest’anno sarà Domenica 24 Aprile. Si tratta di un evento internazionale creato per promuovere e celebrare l’arte della fotografia pinhole, la tecnica che non prevede uso di lenti ed obiettivi e tende ad usare come macchine fotografiche scatole e barattoli.
Lo spirito è di invitare tutti gli appassionati di Fotografia ad uscire un momento dall’universo sempre più tecnologico nel quale viviamo e partecipare creando immagini con la macchina più semplice che esiste: quella a foro stenopeico.
Costruirsi una fotocamera pinhole non è difficile e con essa si entra in una dimensione molto diversa dal solito, un’esperienza che parte proprio dalla creazione della macchina stessa: una scatola con un piccolo foro e del materiale fotosensibile all’interno; nient’altro.
Puoi trovare tutte le informazioni sul sito Worldwide Pinhole Photography Day dove è possibile cercare anche tra eventi che si terranno in Italia. Al momento sono disponibili workshop gratuiti a Milano, Roma, Perugia, Cuneo, Sarzana e Cagliari ma invito eventuali altri organizzatori a farsi avanti così posso citarli qui.
Io sicuramente il prossimo 24 aprile farò qualche scatto con la mia Pinolaroid, una pinhole istantanea che ho costruito unendo un dorso Polaroid ad una scatola in legno con un foro stenopeico fatto con l’alluminio di una lattina. È un piccolo oggetto magico, capace di fare foto strane e particolari. Ne parlai tempo fa in questo post e tutt’ora mi ci sto divertendo.
Partecipi anche tu al WPPD?

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ND L’idea è semplice e frutto dell’esperienza creativa di Paul Rutherford, un fotografo freelance di Boston.
Quando si fanno foto a lunga esposizione in condizioni di netto contrasto tra due zone dell’immagine, l’uso di un filtro ND (neutral density) graduale è spesso fondamentale e consente di ridurre l’esposizione della parte luminosa che altrimenti verrebbe bruciata. Caso tipico: il cielo in un’inquadratura di panorama.
Non sempre però abbiamo a disposizione un filtro di questo tipo ed ecco l’idea di Paul: usare la mano.
Vuoi ridurre l’esposizione del cielo per il tuo scatto di circa trenta secondi altrimenti questo verrebbe completamente bianco? Copri con la mano il cielo per circa metà del tempo di esposizione, magari aiutandoti guardando la scena sul “live view”. Con qualche tentativo ed un minimo di pratica si ottengono risultati notevoli; una tecnica creativa tutta da esplorare.
Nel video un esempio. Facile no?

[Fonte: Petapixel]

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