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Posts Tagged ‘imparare’

Harry BensonHarry Benson è un distinto signore inglese, se lo vedi ha il classico aspetto del British gentleman ed anche l’accento è inconfondibile.
Nei primi anni sessanta era un giovane fotografo naturalista con una carriera agli inizi e l’entusiasmo per le atmosfere dei grandi spazi. La bellezza incontaminata dei luoghi più remoti del globo bilanciava i modesti compensi del suo status di novellino.
Così quando il suo editore, proprio il giorno prima della partenza per un servizio in Africa, gli cambio destinazione spedendolo a Manchester a far foto ad una “band emergente” l’umore del giovane Harry non salì proprio alle stelle.
Ma come talvolta può succedere, quell’assignment fu la svolta della sua vita. Quella “band emergente” erano i Beatles.
L’incontro funzionò ed il giovane Harry li accompagnò nel loro primo tour USA del 1964 e nella successiva ascesa al successo planetario,  divenendo famoso come il loro fotografo ufficiale.
Da quel momento la carriera di Benson fu un susseguirsi di lavori importanti ed incarichi di prestigio, dalle copertine di People alle pubblicazioni su Life, Vanity Fair e The New Yorker, dai servizi esclusivi per star come Elizabeth Taylor o Michael Jackson ai ritratti di ogni presidente degli USA da Eisenhower fino ai giorni nostri.

beatles pillowfight

The Beatles pillow fight – Copyright 1964 Harry Benson

Ho seguito con interesse un’intervista in tv a questo signore, che racconta con il tipico unterstatement britannico di come è nata una delle sue foto più famose dei Beatles.
E’ uno scatto che lui stesso considera tra i suoi preferiti e mostra i mitici quattro in una camera d’albergo, impegnati mentre ingaggiano uno scontro a cuscinate.
Benson ne parla come di una foto scattata grazie ad un gran colpo di fortuna. Lui era lì, loro parlavano del loro successo negli states e di come gestire la loro crescente notorietà. Lennon che azzarda l’ipotesi di smettere di comportarsi sempre da bambini ed iniziare ad essere un po’ più seri… ed ecco che gli altri partono all’improvviso con i cuscini…
Quel che è certo è che Benson fu prontissimo ad immortalare la scena con la macchina regolata alla perfezione ed il colpo di flash che rimbalza sul soffitto…
E’ una gran foto, colta con maestria, uno scatto storico che lo ha reso famosissimo ed ha contribuito alla sua notevole carriera.

L’intervista termina con ciò che dà il titolo a questo post.
Alla domanda dell’intervistatore “che cosa consiglierebbe ad un giovane fotografo nell’era del digitale”, Benson risponde senza esitare: “gli consiglierei di comprarsi una chitarra”.
Non è una risposta sarcastica né ironica come potrebbe sembrare. E’ in realtà il consiglio di un vecchio fotografo che vede nell’attuale regno del digitale la perdita di quel percorso di studio e lento apprendimento che era normale nell’era dell’analogico. Allora il fotografo si avvicinava per gradi alla professione ed era costretto ad “armeggiare” e fare varie attività manuali da solo, assimilando pian piano le abilità che poi si ritrovava ad avere e sfruttare nel suo mestiere.
E così, la chitarra.. che non si “suona da sola”, non esegue con un semplice click, ma costringe a mettersi seduti e studiare applicandosi un po’…
Una chitarra che senza dubbio, almeno per lui, è legata a doppio filo a quelle di Harrison, Mc Cartney e Lennon….

🙂

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HarvardViviamo in un’epoca straordinaria, nel bene e nel male: da un lato problemi a non finire come guerre, ingiustizie e disastri, dall’altro un universo di opportunità e possibilità che solo pochi anni fa erano impensabili.
Tra le tante eccotene una piccola ma significativa, un sogno nel cassetto che avevo da tempi remoti, quando avrei fatto carte false per frequentare un corso di fotografia in una prestigiosa università internazionale.
Ed oggi eccolo qui, gratis.
L’Università di Harvard ha messo on line, disponibile a tutti sulla sua piattaforma di e-learning “Alison”, un intero corso di fotografia: tredici moduli che chiunque può seguire in tutta comodità ed al ritmo più congeniale.

Harvard photography course

C’è tutto, compreso un tredicesimo modulo con i test di verifica.
La durata stimata per uno studente medio e di 10/15 ore.
Ecco la descrizione del corso:

Digital photography technology is continually changing, however, the principles behind good photography don’t. ALISON’s free online photo course gives you the opportunity to gain extensive knowledge and understanding of digital photography including topics such as exposure settings, how to read and use the histogram, how light affects a photograph, how the camera sensor and lenses work, and how to process a photograph using computer software. You will also learn tips and techniques on what not to do when taking a photograph.

Puoi dare un’occhiata o iniziarlo, anche subito, a questo indirizzo.
Buon divertimento!

AGGIORNAMENTO: Il corso pare non essere attualmente disponibile. Puoi trovare una valida alternativa in quest’altro corso completo pubblicato da Marc Levoy, professore a Stanford.
🙂

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Oil workers by Salgado

Oil Well Workers – © Copyright 1991, Sebastião Salgado

“Study anthropology, sociology, economy, geopolitics. Study so that you’re actually able to understand what you’re photographing. What you can photograph and what you should photograph.”

Studiare, approfondire e conoscere, per capire; quello citato sopra è un consiglio prezioso. Sono le parole di Sebastião Salgado, un grande fotografo che ha fatto della capacità di rappresentare la condizione umana, un potente strumento espressivo.
Salgado ci dice che solo attraverso un approfondimento culturale è possibile capire fino in fondo ciò che si sta fotografando, ma quel che più importa è che questa conoscenza risulta fondamentale anche per scoprire che cosa merita davvero le nostre attenzioni fotografiche.
I fotografi sono curiosi, lo sono per natura. E’ la curiosità che ci spinge a fotografare, a cercare nuove situazioni e soggetti. Ma spesso questa curiosità si ferma troppo presto, al primo contatto; la foto risulta superficiale, distaccata. Solo aggiungendo l’approfondimento a questa naturale voglia di scoprire, possiamo davvero riuscire ad esprimerci in tutto il nostro potenziale.

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ChanelNon sono un grande fan della cosiddetta “Fashion Photography” ma ho comunque molto rispetto per la professionalità e le capacità tecniche di molti fotografi di questo settore. La fotografia di moda richiede altissima qualità e forti capacità di gestire ogni dettaglio dell’immagine. Il fotografo si trova spesso a lavorare sotto pressione ed in tempi ridotti.
E poi si sa, le star non sono facili…
È per questi motivi che ogni tanto vado a vedere cosa c’è di nuovo sul sito di Breed, una scuola di fashion Photography, ed è qui che ho trovato questo interessante video. Mostra le fasi di un workshop in cui l’obiettivo è ricreare il ritratto di Kristen Stewart realizzato da Mario Testino per una pubblicità di Chanel.
C’è tutto: dal make up alle luci, dalla gestione della modella fino alla fase di scatto vera e propria. Un processo che quelli di Breed chiamano “Image Decostruction” e che trovo davvero istruttivo per qualunque fotografo.
Buona visione!
.

[Fonte: Breed]

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Bass Guitar player by Pega

Bass Guitar player - © Copyright 2008 Pega

Può sembrare una banalità ma non lo è…
Se chiedi ad una persona che scrive, qual è la cosa più importante per uno scrittore, quale attività più aiuta a sviluppare il talento di saper creare testi interessanti, originali e coinvolgenti, la risposta sarà sempre la stessa: leggere.
Qualcosa di analogo capita quando si parla con chi vive di musica. L’ascolto di una varietà di generi ed il costante contatto con le opere altrui, è il tipico atteggiamento di chi trasforma in prodotti musicali la propria vena creativa.
Per le arti visive, e quindi anche per la fotografia, è esattamente lo stesso.
E’ sì importante formarsi tecnicamente ed acquisire le basi per essere in grado di utilizzare con abilità i nostri strumenti, ma altrettanto fondamentale è l’attività di continua “alimentazione” della creatività e capacità di critica attraverso l’osservazione del lavoro altrui, in particolare di ciò che è reputato di livello eccellente, meglio se nel settore che più ci interessa.
Insomma… vuoi essere un bravo fotografo di ritratti? Devi almeno una volta aver studiato il lavoro dei grandi del ritratto. Ti interessano i paesaggi o la fotografia naturalistica? Devi approfondire la produzione dei massimi esponenti di questa specialità.
La regola vale per qualunque altro filone fotografico. Le fonti non mancano. Mostre, esposizioni, libri, riviste ed ovviamente internet… ci sono infinite possibilità.
Nonostante questo, che in effetti può anche apparire banale, mi è però capitato più volte di rilevare come tra gli appassionati di fotografia questa voglia di studiare il lavoro altrui non sia così diffusa.

🙂

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outsideofautoUna fotocamera digitale posta in modalità automatica è in grado di prendere decisioni autonome, impostarsi e realizzare ottimi scatti; a chi preme il bottone rimane ben poco.
La scelta creativa e personale delle impostazioni di esposizione è un aspetto che però rimane ricco di fascino e che, forse, rappresenta uno dei primi veri stimoli gratificanti che un fotografo conosce quando, da principiante, inizia ad approfondire la Fotografia. Sono però scelte che è possibile fare solo se si esce dalla modalità automatica di una fotocamera e si decide di scattare in manuale, così ecco che diviene fondamentale conoscere le basi.
Canon ha realizzato un magnifico strumento, un sito web che si chiama Outside of Auto, che in pratica è un simulatore di fotocamera manuale.
E’ una bella risorsa per chi inizia e vuole provare un approccio pratico e guidato, ma anche uno strumento interessante per chi già conosce i fondamentali, perché ripassare non fa mai male, magari approfittando della sezione “challenge” dove è possibile mettersi alla prova verificando le proprie capacità di regolare velocemente la fotocamera.

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La luce del sapere

La luce del sapere – © Copyright 2011 Pega

Anche per chi si interessa di fotografia, la forma scritta è una delle vie più efficaci per la trasmissione del sapere. É così per tante discipline, almeno da quando l’uomo ha superato la sola “tradizione orale”.
I libri sono insomma uno dei sistemi più validi che abbiamo per imparare e mi chiedo quindi perché molti fotografi continuino a snobbare uno dei testi più importanti a loro disposizione. Si tratta di un volumetto che spesso si riduce a poche decine di pagine e che tanto li aiuterebbe a migliorare. Di cosa sto parlando? Del manuale della fotocamera.
C’è poco da fare: conoscere intimamente le caratteristiche della propria macchina fotografica è una condizione minima per riuscire a fare delle buone fotografie e la fonte più autorevole non sono gli amici o i conoscenti che usano lo stesso prodotto, ma chi l’ha progettata e costruita.
Riesci ad immaginare un Weston, un Bresson o un Adams alle prese con una fotocamera che non sapevano usare con sicurezza? Avrebbero saputo regolarla ugualmente, con perizia e precisione, magari senza nemmeno guardarla, sfruttandola al meglio per realizzare le loro fotografie?
Difficile.

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