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Automotive – © Copyright 2010 Pega

A tutti ogni tanto capita di trovarsi in una fase di stanca. E’ quel momento dove la creatività è come affievolita, le idee non arrivano e sembra mancare anche la voglia. Gli scrittori la chiamano sindrome della pagina bianca.
Non è grave. Basterebbe solo un po’ di movimento.
Cosa intendo? Dico che per trovare nuovi spunti e ridare vita al processo creativo serve un minimo di attività, anche solo vagamente correlata alla fotografia. L’importante è non sedersi ad aspettare, ma fare qualcosa, in modo da riguadagnare un po’ di inerzia.
Lavorare sulle vecchie foto, andare ad una mostra, leggere un libro, fare un workshop o una photowalk. Va bene tutto, l’importante è vincere la stasi. E’ così che le idee tornano quasi per incanto a fluire.
Il paragone che faccio spesso è quello del servosterzo: quando le comuni automobili non ne erano provviste ci si rendeva facilmente conto che solo muovendo leggermente il veicolo si riusciva a far sterzare le ruote. Da fermi era quasi impossibile.
Oggi è meno frequente fare questa constatazione dato che anche le utilitarie più economiche hanno il servosterzo. Non solo, abbiamo “servosterzi” di varia natura ovunque, anche nelle nostre fotocamere ormai dotate di ogni possibile automatismo. E così ecco il pericolo di impigrirsi, abituarsi a fare sempre meno fatica, fino a fermarsi, diventare statici e dimenticare quello che è un principio tipico di molti processi naturali: la nascita di cose nuove è sempre legata al movimento.

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Con l’avvento del servosterzo, di cui ormai sono dotate anche le utilitarie più economiche, abbiamo perso un piccolo esempio quotidiano di quella che è una delle leggi fondamentali del processo creativo.
🙂
No, non ti preoccupare non sono impazzito.
Quello a cui mi riferisco è un meccanismo tipico di molti processi naturali : la nascita di cose nuove è sempre legata al movimento.
La mia analogia è probabilmente efficace solo per chi appartiene alle generazioni “pre servosterzo”, che ricordano la notevole difficoltà nel cercare di far sterzare le ruote di un’automobile da fermi. Bastava però un piccolo movimento, un po’ di inerzia, per far si che quel “cambiamento” divenisse facile, quasi senza sforzo.
Per il processo creativo è la stessa cosa. A volte ci si trova bloccati, non vengono nuove idee, sembra non esserci alcuno spunto a disposizione. E’ la sindrome della pagina bianca degli scrittori, o l’impasse fotografica che ogni tanto sembra affiorare in ognuno di noi.

Ma basta un po’ di movimento, un minimo di attività anche solo vagamente correlata alla fotografia per sbloccare tutto. L’importante è non sedersi ed aspettare ma fare in modo di avere un po’ di inerzia.
Lavorare sulle vecchie foto, andare ad una mostra, leggere un libro, fare un workshop o una photowalk.
L’importante è vincere la stasi. E’ così che le idee tornano quasi per incanto a fluire, proprio come lo sterzo che d’un tratto cominciava a girare senza sforzo quando il veicolo dell’era “senza servosterzo” iniziava a muoversi.

Ma ormai l’idroguida ci ha tolto anche questo.
Certo che altri aspetti meno legati alla creatività ne hanno tratto giovamento. Non tutti i mali vengono per nuocere.

🙂 🙂 🙂

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