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Posts Tagged ‘manichini’

Elliott Erwitt

Manichini a Parigi – Copyright 1951, Elliott Erwitt

Mi fa uno strano effetto notare che siamo al centesimo Weekend Assignment. Cento spunti fotografici su cui provare ad esprimerci e confrontarci, cento occasioni per cimentarsi, magari con un genere che non si era mai affrontato. Del resto sono solo cento delle migliaia di “missioni” che si potrebbero inventare e l’idea di fondo è rimasta la stessa che proposi ormai quasi quattro anni fa con il primo assignment: uscire con un compito preciso, provando a tornare a casa con almeno uno scatto rispondente a quanto assegnato. Semplice ma non sempre facile.
Ed eccoci dunque al tema di questo centesimo weekend assignment, in cui ti propongo di fotografare i: manichini.
I manichini sono un soggetto formidabile: sembianze umane o quantomeno antropomorfe, posizioni rigide e spesso curiose, sguardi assenti o volti addirittura indefiniti. Attendono pazienti lo scorrere del tempo, in vetrine in cui si formano incredibili giochi di luce e riflessi che si intrecciano con i capi o gli oggetti in mostra.
Il manichino è poi il modello perfetto. Può posare per sempre, senza lamentarsi, senza trasmettere al fotografo inquietudine o ansia, non protesterà né giudicherà il risultato.
Fotografare un manichino è qualcosa a metà strada tra il ritratto e lo still life, un terreno su cui non tutti si trovano a proprio agio, ed è forse per questo che non sono molti i fotografi che amano questo genere. Ce n’è però uno celebre: è Elliott Erwin, che più volte dedicò i suoi scatti a quelle strane ed inquietanti creature imprigionate nelle vetrine della Parigi degli anni cinquanta.
Insomma, in questo weekend prova a misurarti con questo tema, poi, com’è tradizione del blog, ti invito a condividere il risultato inserendo un commento con il link alla tua immagine.
Sarà divertente confrontare i nostri scatti e far vedere la tua foto ai visitatori.

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Glamour

Glamour - © Copyright 2010 Pega

Rieccomi a proporti quella che è una piccola ma consolidata tradizione di questo blog : la “missione fotografica” del fine settimana.
La convinzione alla base di questa idea è che uscire con una sorta di incarico, oltre ad essere divertente, può facilmente fornire spunti creativi e stimolare a capire meglio lo strumento che abbiamo in mano.
Condividere con gli altri i risultati di queste semplici missioni è poi un passo naturale e per farlo non hai che da mettere, in un commento a questo articolo, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma online su cui avrai messo i tuoi scatti.

Per questo weekend il tema è l’inganno fotografico: il fake.

La fotografia è un mezzo dove realtà e finzione si incontrano facilmente. Con la foto si trasforma in bidimensionale la realtà tridimensionale e questo passaggio offre la possibilità di usarla come mezzo che inganna l’osservatore e trasforma in plausibile qualcosa che ad occhio nudo apparirebbe come falso.
In un mio precedente post citavo Hiroshi Sugimoto, il grande fotografo giapponese che fece di questo aspetto della fotografia il terreno di molte sue riflessioni, oggi voglio proporti di provare in prima persona.

In questo weekend prova ad usare la tua fotocamera per trasformare in vivo qualcosa di inanimato, per far sembrare profonda un’immagine piatta o mostrare come vero qualcosa che non lo è.
Prova ad ingannare l’occhio dell’osservatore. La fotografia è anche questo.

Poi, se vuoi, posta una tua immagine in un commento qui sotto. Bando alla timidezza, non invare mail private. Condividere con tutti i lettori del blog il “prodotto della propria missione” è divertente e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

Buon divertimento!
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