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camere separate by BarettoOggi voglio presentarti un interessante progetto che mi è stato segnalato da Baretto Beltrade, collettivo di appassionati di fotografia che si autodefinisce come “gruppo di autoaiuto per fotoamatori in fase di remissione” ed organizza iniziative, mostre ed incontri di fotografia.
Camere Separate è un’installazione realizzata con gli scatti di dieci persone che si sono accordate per fare una foto al giorno per tutto il mese di novembre 2018 ad un orario preciso (le 13:28) con il soggetto che avevano davanti sul momento.
Il risultato visivo, dato dalle foto allineate su un muro è una sorta di “carotaggio” della matrice temporale di ognuno dei partecipanti e lo spettatore si trova di fronte a quella che viene definita come una “serialità sconnessa e atonale, non edulcorata, tipica di ciò che accade quando ci si attiene ai fatti per quanto insulsi e residuali possano al momento apparire”.

Un’idea interessante, che a me ricorda un po’ l’holter fotografico ma a differenza di questo è affrontata in modo automatico, senza alcuna ricerca creativa. Un approccio opposto che però è ugualmente esplorabile da chiunque ne voglia fare una propria esperienza fotografica, anche individuale. Quasi quasi lo provo ad approcciare con la fotografia istantanea…

Per chi volesse vedere dal vivo, “Camere separate” è in mostra al b&b Il noce, via San Siro 22, Cornaredo (Milano), visitabile su appuntamento chiamando lo 02.93566508

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Miguel EndaraUseresti una stampante ad aghi per creare un pezzo d’arte? Si, intendo una dot matrix dei vecchi tempi, quelle con la testina e gli aghi inchiostrati. 
No? Nemmeno se questa stampante fosse “umana”?
Miguel Endara si è messo in testa un’idea ed ha realizzato un ritratto di suo padre usando una tecnica manuale a pennarello ispirata alle tecnologie di stampa a matrice di punti, che poi sono le stesse normalmente usate anche nel caso delle stampanti a getto d’inchiostro che spesso usiamo per portare su carta le nostre fotografie digitali.

Il lavoro di Miguel ha un fascino particolare perchè incrocia in modo suggestivo vecchio e nuovo, antico e moderno, manualità e tecnologia.
Il disegno e la pittura a punti hanno radici che affondano nel passato ed in tradizioni culturali importanti come quella del tatuaggio, ma anche rimandi a tecnologie ed automatismi che sono proprie del mondo delle immagini digitali, dei dot, dei bit, dei pixel.
Non è un caso che l’immagine del ritratto altro non sia che la faccia di suo padre appoggiata sulla lastra di uno scanner (digitale appunto).

Non so quanti pennarelli abbia consumato Endara emulando con precisione il comportamento di una stampante nelle oltre duecento ore che sono servite per realizzare i 3.2 milioni di punti che compongono il ritratto, quel che è certo è che il risultato ha un discreto fascino.
Il video sotto, per altro molto ben fatto, racconta il “making of” di questo piccolo capolavoro.

Lo sai cosa mi piacerebbe? Mi piacerebbe poter commissionare a Miguel Endara la stampa a mano di una mia foto digitale.
🙂

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