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Adieu Mon Amour by Pega

Adieu mon Amour – Copyright 2013, Pega

E siamo arrivati a duecento.
Sono davvero un bel numero i weekend assignment, gli spunti fotografici proposti negli anni di questo blog per i fine settimana da dedicare ad un tema, duecento missioni per dare un impulso alla nostra creatività. Idee, a volte semplici, altre volte meno.
Non avrei mai creduto di poterci arrivare ma eccoci qua e forse, proprio perché quando si raggiungono numeri “tondi” si tende a guardarsi indietro, ecco che spunta un tema di tutto rispetto: la nostalgia.
Il concetto è semplice, potente, universale, c’è chi lo prova raramente mentre altri ci convivono fin dall’infanzia, quel che qui però conta è che si tratta di una materia fotografica su cui non è difficile applicarsi ed esistono infiniti modi per portare in immagini questo tipo di emozioni.
Nei due giorni del weekend prova a sperimentare su questo concetto e tradurre in fotografia qualche tua idea creativa. Puoi scegliere di lavorare di fantasia o andare a scavare nei tuoi ricordi ma tieni a mente che, come ha scritto qualcuno, la nostalgia è come il mare d’inverno, non puoi farci il bagno, perché le sue acque gelide rischiano di assiderarti. Quindi occhio a questo tema… alla fine del compito fotografico ricordiamoci che il passato non torna, ed è meglio guardare avanti 🙂
Buon fine settimana!

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Fuji FP-100CGira da qualche giorno una notizia per niente bella: a breve FujiFilm cesserà la produzione della pellicola FP-100C.
In effetti è una pessima notizia, ma a dire il vero riguarda un numero esiguo di fotografi. Questo prodotto era l’ultimo baluardo della tecnologia “peel apart“, quella delle fotografie che si estraggono a strappo dalla macchina per poi separare a mano il negativo dalla stampa dopo qualche minuto in attesa dello sviluppo istantaneo; l’unica possibilità rimasta per poter ancora usare le vecchie e meravigliose “folding” Polaroid, come la mia Zietta 250, dopo la scomparsa delle pellicole ufficiali.
E’ un gran peccato, ma è una di quelle cose a cui è davvero difficile porre rimedio. Temo che saranno vani i tentativi dei siti, blog e gruppi Facebook che in questi giorni stanno provando a lanciare varie petizioni per cercare mantenere la produzione, ma il fatto è che si tratta di business e se FujiFilm con FP-100C è ormai da anni in perdita, la fine diventa inevitabile. Accadde esattamente lo stesso con FP-3000B in bianco e nero ed ancora prima con Polaroid, quando fu cessata la fabbricazione delle pellicole originali delle serie 100/600 a cui erano “ispirate” le stesse FP FujiFilm.
La realtà è che siamo un numero troppo piccolo di persone ad usare questa roba e personalmente ho toccato con mano i limiti dell’interesse verso questa nicchia. Ho infatti visto ben pochi amici fotografi concretamente interessati ad avvicinarsi a questo settore della fotografia, nonostante le tante occasioni in cui mi sia capitato di mostrare, far provare, parlare ed anche scrivere delle meraviglie di questo tipo di fotocamere, pellicole e risultati fotografici.
Fotografia per pochi quindi, sempre meno, fino all’estinzione. Chissà se i superstiti si rivolgeranno all’istantanea digitale, filone tutto da esplorare, oppure un giorno qualcuno rischierà i propri denari per riportare in vita questi prodotti; magari potrebbero essere gli stessi di “Impossible project” già impegnati sul fronte pellicole Polaroid serie SX-70, oppure altre aziende operanti nella fotografia istantanea analogica.
Che dire… resta comunque tutto il resto: l’universo sconfinato della foto digitale ed il mondo, ancora vivacissimo, dell’analogico.
La storia rimane, la vita continua.

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È una mia personale missione: parlarne almeno una volta all’anno, ripubblicando le considerazioni che ogni fotografo dovrebbe fare prima di abbandonare al fato il suo prezioso archivio di immagini, specie se digitali.
Quanto saresti disposto a pagare per riavere l’intero insieme di tutte le tue foto a seguito di un’ipotetica perdita totale? Pensaci bene. Prova a tirar fuori un valore. Cento euro? Duecento, cinquecento, mille? Sii sincero con te stesso e scrivi questa cifra.
E’ bene che si tratti solo di un’ipotesi perché in alcuni casi di perdita dati, questi non tornano disponibili nemmeno per tutto l’oro del mondo.
Magari è deformazione professionale o forse è l’effetto dell’aver visto lo sconforto negli occhi di chi ha perso il suo archivio. È per questo che tra i miei propositi c’è di tornare a parlare di backup ogni tanto.

Sadness

Sadness – © Copyright 2008 Pega

E tu lo fai (vero?) un sano e regolare backup delle tue foto? Lo fai in modo automatico o saltuariamente in manuale? Ne hai una o più copie di sicurezza?
Lo dico perché ogni tanto mi capita di parlare con qualcuno che ha appena perso molte delle proprie foto digitali, in qualche caso TUTTE. Tipicamente perché gli si è rotto l’hard disk del PC su cui aveva il suo intero archivio. Roba da mettersi a piangere.
Ebbene, per favore, ti prego, FAI IL BACKUP delle tue immagini, fallo regolarmente, fanne anche più di uno. Ne vale veramente la pena.
Con l’aumento dei megapixel è aumentato anche il volume dei dati da cui è formato il nostro archivio di files fotografici ma ci sono molti metodi per fare efficacemente la copia del proprio lavoro.

Copie su Hard Disk esterni

Il prezzo dei piccoli hard disk esterni removibili è sceso sotto la soglia dei 0,20 Euro a Gb. E’ una soluzione pratica ed efficace ed è probabilmente quella che è più adatta ai fotografi.
In particolare è da prendere in considerazione l’adozione di dispositivi di rete (NAS) con due o più dischi ridondanti che effettuano automaticamente la replica dei dati.
I NAS ormai si trovano sul mercato consumer a prezzi interessanti e per innalzare ancora il livello di backup dei propri dati è facile associare al NAS una o più  unità disco rimovibili (e quindi trasferibili altrove) su cui effettuare periodicamente un ulteriore e fondamentale livello di salvataggio.

Copie su DVD

Si tratta del supporto la cui garanzia di durata nel tempo è maggiore. ATTENZIONE però, non tutti i supporti che acquistiamo riportano esplicitamente i valori di persistenza dei dati nel tempo. Per le finalità di backup è necessario acquistare supporti di alta qualità (in genere marcati “master”) e non cercare il risparmio a tutti i costi.
I problemi di questa tecnologia, per certi aspetti un po’ datata, sono il ridotto spazio disponibile su ogni supporto e la laboriosità delle operazioni di copia che si riflettono sulla difficoltà di mantenere davvero nel tempo un buon piano di backup frequente.

Copie su nastro (DAT)

E’ una tecnica professionale la cui applicabilità è molto adatta a chi si trova nella condizione di dover salvare enormi quantità di dati.
I supporti a nastro sono veloci ed affidabili ma le unità che li utilizzano sono costose.

Storage su Internet

Negli ultimi anni sono fioriti molti servizi che offrono buone quantità di spazio su server farm molto sicure e sempre accessibili. Una soluzione ottimale per chi desidera il massimo della garanzia e la possibilità di poter accedere ai propri files sempre e da qualunque luogo.
Il rovescio della medaglia di questa, che sembrerebbe essere la soluzione ideale, sono i lunghi tempi di trasferimento dei dati ed anche i costi, anche se alcune recenti novità come quella di Flickr che regala un terabyte di spazio o garantisce spazio illimitato per un paio di decine di euro all’anno, fanno ben sperare su questo fronte.

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Qualunque sia la tua scelta per il backup l’importante è iniziare a farlo.

E non dimenticare di:

– Separare i supporti contenenti il backup dal PC. In questo modo anche in caso di disastro o furto (opzione non così remota) nel luogo dove questo risiede, si ha in salvo una copia dei dati.

– Considera di optare per una strategia in più copie. Il gioco può valere la candela…

– Effettuare frequentemente e costantemente il salvataggio. Meglio se in modo automatico.

– PROVARE e VERIFICARE la rileggibilità dei dati salvati!

Pensaci bene, poi se non l’hai ancora fatto, considera seriamente di alzarti dalla sedia ed andare subito ad investire almeno una parte della cifra (quella che ti invitavo a scrivere all’inizio del post) proprio nel tuo sistema di backup.

Ah, dimenticavo: se vuoi fare una buona azione… DILLO ANCHE AI TUOI AMICI. Magari condividendo proprio questo articolo.

🙂

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