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Posts Tagged ‘personale’

In una sua intervista su Photofocus l’ottantacinqenne Jay Maisel, leggenda vivente della Fotografia e vincitore di un’infinità di riconoscimenti, disse una cosa che mi è sempre rimasta impressa:

“Ci sono solo due tipi di fotografie:
quelle che scatti a ciò che che vedi per poterlo condividere,
e quelle che fai per tenerle solo per te”

Secondo questo punto di vista, il primo tipo di immagini è quello in cui tutto ruota intorno al soggetto, all’importanza che il fotografo gli assegna ed alle sensazioni che questi confida possano nascere nell’osservatore. L’obiettivo del fotografo è orientato alle emozioni di chi guarderà l’immagine.
Nel secondo caso lo scenario cambia, o meglio può cambiare. Le fotografie che scattiamo solo per noi possono contenere anche elementi diversi. Se la destinazione è solo personale, si è liberi di andare alla ricerca di aspetti che sappiamo potrebbero non avere senso per altri, cose che non vogliamo o possiamo condividere o che sentiamo non destinate ad essere fruite, forse nemmeno capite da osservatori terzi.
E le tue foto? Quanto ricadono nell’una o l’altra categoria?
Comunque sia, eccoti uno splendido breve documentario su Jay Maisel. Sono sette minuti ben spesi.
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Looping

Looping - © Copyright 2001 Pega

Tra le mie opinioni forse un po’ semplicistiche sulla fotografia ho quella di una suddivisione che vede le immagini  sostanzialmente classificabili un due grandi famiglie: quelle che ritraggono un soggetto e quelle che catturano un evento.
Naturalmente esistono anche le foto in cui i due elementi esistono insieme ma queste possiamo considerarle appartenenti ad entrambi i gruppi.

Insomma, quello che secondo me non può mancare in una foto che si possa dire riuscita è la presenza netta di almeno un chiaro  soggetto o evento.

Ed è qui che il ragionamento può diventare più interessante, perché come noto, c’è soggetto e soggetto… c’è momento e momento.

Sicuramente la ricerca di uno splendido soggetto o di un grande momento può essere la chiave per un grande scatto. Si può anche arrivare a soprassedere su aspetti qualitativi o tecnici dell’immagine quando uno di questi elementi è davvero straordinario. D’altra parte si sa: è difficile fare una gran foto ad un soggetto o ad un evento banale.

Personalmente, proprio forse per questa difficoltà, trovo interessante questa sfida: la ricerca di una soddisfazione fotografica partendo dall’ordinarietà del soggetto, o almeno dalla sua apparente banalità.
Quando e se poi lo scatto risulterà interessante sarà probabilmente perché la foto è riuscita a tirar fuori da quella situazione qualcosa di ben più profondo di quanto l’abitudine non suggerisse…

Beh, se poi il tentativo non riesce si può sempre tenere a mente una massima della “vecchia scuola”: se non riesci a fare una foto eccezionale di un soggetto normale, prova almeno a fare una foto normale ad un soggetto eccezionale.

🙂

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Immagina per un attimo che una terribile catastrofe stia per abbattersi sul mondo delle immagini e che per qualche fantascientifico motivo tutte le fotografie esistenti al mondo stiano per essere distrutte.
Immagina ora di avere la possibilità di salvarne una. Una sola foto tra milioni di immagini che sono state create dall’inizio della storia della fotografia fino ad oggi.

Dai capolavori dei grandi maestri alle tue foto d’infanzia o delle vacanze… tra tutte puoi salvarne una sola…
Quale sceglieresti? E perché?

Partecipa a questo mio esperimento.
Invia una mail a pegaphotography@gmail.com  con il file o il link all’immagine che scelta. Aggiungi un breve testo di spiegazione della tua personalissima scelta.

Nelle prossime settimane mi piacerebbe poter fare qualche post partendo dalle vostre risposte a questa folle domanda…

🙂

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