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Posts Tagged ‘pinhole’

Pinhole flickerians

Pinholed Flickerians – © Copyright 2013 Pega

Vista la coincidenza con questo fine settimana, per il centocinquantesimo Weekend Assignment colgo la concomitanza con la Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico e ti propongo come tema proprio: la foto stenopeica.
Parlavo di fotografia pinhole giusto nel precedente post: una tecnica fotografica che ci fa tornare alle origini, alla “camera obscura”, agli albori della Fotografia. Per fare foto stenopeiche non servono lenti ed obiettivi, le fotocamere pinhole non sono altro che scatole o barattoli con un piccolo foro.
Qualunque contenitore può essere trasformato in una macchina fotografica di questo tipo, le dimensioni non contano. Ad esempio puoi farti una pinhole con un pacchetto di fiammiferi, come nel video sotto, oppure trasformare in fotocamera un’intera stanza.
Se vuoi cimentarti eccoti un paio di tutorial, ma cercando in rete, ne troverai in quantità.
Segnalo poi ai  “digitali incalliti” che il mondo stenopeico non è riservato agli analogici e che la foto pinhole digitale è una disciplina tutta da scoprire… googolare per credere 🙂
Buon divertimento e buon fine settimana!
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Worldwide pinhole photo daySi avvicina la data della Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico che quest’anno sarà Domenica 24 Aprile. Si tratta di un evento internazionale creato per promuovere e celebrare l’arte della fotografia pinhole, la tecnica che non prevede uso di lenti ed obiettivi e tende ad usare come macchine fotografiche scatole e barattoli.
Lo spirito è di invitare tutti gli appassionati di Fotografia ad uscire un momento dall’universo sempre più tecnologico nel quale viviamo e partecipare creando immagini con la macchina più semplice che esiste: quella a foro stenopeico.
Costruirsi una fotocamera pinhole non è difficile e con essa si entra in una dimensione molto diversa dal solito, un’esperienza che parte proprio dalla creazione della macchina stessa: una scatola con un piccolo foro e del materiale fotosensibile all’interno; nient’altro.
Puoi trovare tutte le informazioni sul sito Worldwide Pinhole Photography Day dove è possibile cercare anche tra eventi che si terranno in Italia. Al momento sono disponibili workshop gratuiti a Milano, Roma, Perugia, Cuneo, Sarzana e Cagliari ma invito eventuali altri organizzatori a farsi avanti così posso citarli qui.
Io sicuramente il prossimo 24 aprile farò qualche scatto con la mia Pinolaroid, una pinhole istantanea che ho costruito unendo un dorso Polaroid ad una scatola in legno con un foro stenopeico fatto con l’alluminio di una lattina. È un piccolo oggetto magico, capace di fare foto strane e particolari. Ne parlai tempo fa in questo post e tutt’ora mi ci sto divertendo.
Partecipi anche tu al WPPD?

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dirkonVuoi andare controcorrente? Rifiutare costose ottiche e raffinata elettronica? Vuoi infischiartene dei megapixel?
Ecco qua: niente sensore, niente elettronica, niente parti meccaniche, niente ottica… costo praticamente zero, basta solo un po’ di carta ed una discreta dose di pazienza: la Dirkon è davvero una fotocamera fuori dal coro.
Nata alla fine degli anni ’70 sulle pagine di una rivista dell’allora Cecoslovacchia, è una macchina stenopeica fai-da-te realizzabile interamente in cartoncino.
Puoi stampare il progetto (qui sotto), ritagliare ed incollare le parti ed avrai una fotocamera pinhole utilizzabile con normale pellicola 35mm.
Forse sarebbe anche bello organizzare un evento in cui trovarci tra appassionati e provare a realizzarne una a testa per vedere come ce la caviamo… Chissà…

Dirkon progetto

Puoi trovare altre informazioni ed istruzioni per la realizzazione sul sito www.pinhole.cz
La Dirkon non è l’unica fotocamera stenopeica in cartoncino. Una sua “concorrente” è la Rubicon, leggermente più complessa e sofisticata, probabilmente più efficace, che puoi assemblare partendo da un PDF con piani ed istruzioni, scaricabile gratuitamente qui.
Buon divertimento!

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P6*6Come se non ce ne fossero già abbastanza, ecco un altro motivo per pensare sempre più seriamente ad una stampante 3D.
In rete si trova ogni tipo di progetto già pronto da dare in pasto a queste diaboliche macchinette: dai giocattoli alle armi, dalla bigiotteria alle… macchine fotografiche.
Eh già, proprio il progetto di una fotocamera stenopeica ho trovato, con tanto di files già pronti per stamparsi in casa i componenti di una deliziosa macchina fotografica pinhole.
La P6*6 ha due lunghezze focali: 35 e 50mm. Con la focale 50 ed un foro stenopeico da 0.3mm, risulta avere un’apertura di f/167 ed un angolo di inquadratura di 62 gradi. Usa rotolini 120 e produce immagini quadrate 6×6 medio formato. Carina eh?

Stenopeica stampata 3D

Sul sito Make, puoi trovare il link ai files per la stampa della fotocamera e tutti i passaggi per l’assemblaggio.

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BaldassariLuca Baldassari è un fotografo italiano che ha in testa un bel viaggio fotografico: andare in cento giorni da Roma a Capo Nord in bicicletta, portando con sè una fotocamera stenopeica autocostruita.
Ha inserito il suo progetto “un foro stenopeico a Capo Nord” su Indiegogo, una delle più efficaci piattaforme di crowdfunding, ed ora sta raccogliendo una parte dei fondi necessari che si sommano alla base autofinanziata.
Trovo l’idea davvero affascinante, un approccio romantico in cui la lentezza della fotografia con la macchina a foro stenopeico si sposa perfettamente con quella della bicicletta.
Ecco un breve estratto dalla sua descrizione del progetto di viaggio:

Ho deciso di partire in bicicletta perché come il foro stenopeico mi aiuta a rallentare, a cercare i miei tempi, e rallentando vedo meglio le cose e mi sento più a contatto con il percorso che sto facendo a percepirne meglio la bellezza. Mi offre la possibilità di fermarmi quando voglio per scattare una foto o per fare amicizia con le persone che incontro lungo la strada, magari per scambiarci solo un cenno di saluto. Sono dell’idea che la lentezza deliberata mi aiuti a trovare una connessione/collegamento con quello che sto facendo/cercando e mi faccia vedere/fotografare in modo diverso i luoghi che attraverso.

Mi piace proprio questo spirito e così ho deciso di dare un mio piccolo aiuto a Luca al quale faccio un caldo “in bocca al lupo!”
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pinhole egg

I don’t wanna grow up – © Copyright 2010 Francesco Capponi

Quale giorno migliore per riprendere questa idea creativa? È frutto dell’estro di Francesco Capponi, l’artista perugino che ha realizzato una delle macchine fotografiche più geniali che mi sia capitato di vedere.
L’idea di fondo, comune ad altri casi di fotografia stenopeica è la fotocamera che si trasforma in fotografia. Francesco ha però coniugato questo con il concetto atavico che lega la nascita di una creatura all’uovo in cui questa si forma ed ha inventato l’uovo stenopeico (Pinhegg).
Il processo che porta alla creazione di questi veri e propri pezzi d’arte è semplice da descrivere, decisamente meno semplice da realizzare in pratica.
pinhole egg cameraSi tratta di svuotare un uovo, praticarci un’apertura laterale, pulirlo a dovere e, in camera oscura, spalmarne l’interno di emulsione fotosensibile.
Su un lato aperto viene applicata poi una piccola lamina metallica su cui è stato praticato un piccolissimo foro (il foro stenopeico appunto).
L’uovo è per sua natura, oltre che delicato, anche semitrasparente e quindi questa “fotocamera” va maneggiata con molta attenzione ed utilizzata avvolta in un panno nero che viene rimosso dalla zona del foro quanto basta per ottenere l’esposizione.
Rientrati in camera oscura si effettua lo sviluppo per rivelare l’immagine negativa che si crea all’interno dell’uovo e che diviene, con il guscio stesso, il prodotto finale di questo esperimento affascinante.
E’ così che quindi l’uovo è sia fotocamera che fotografia, in un percorso che Francesco descrive come disseminato di moltissime “frittate” ma anche di notevole soddisfazione quando si raggiunge il risultato.
Ti invito a dare un’occhiata al sito di Francesco Capponi ed anche all’interessante articolo da lui scritto sul sito Lomography.

Buona Pasqua!

🙂

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heartbeat

Mi affascinano le fotocamere stenopeiche, non è una novità e non c’entra l’imminente WPPD. Il fatto è che mi piace molto la semplicità di questo modo di fotografare con oggetti che altro non sono che scatole con un buco, quindi dovrei proprio inorridire di fronte ai complicati e preziosi “gioielli” costruiti da Kwanghun Hyun e invece no: rimango a bocca aperta.
Dopo gli studi in “Metal Art & Design” all’Università di Seoul, questo artista-fotografo-ingegnere-artigiano coreano si è specializzato nel creare fotocamere pinhole raffinatissime in metallo, dotate di meccanismi di alta orologeria dedicati a gestire i lunghi tempi di esposizione che questo tipo di macchine tipicamente richiede.
Gli oggetti di questa serie, denominata Heartbeat, dal punto di vista fotografico alla fine producono “normali” immagini stenopeiche ma per quanto riguarda il fascino del manufatto… sono davvero “impressionanti”.
🙂

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