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Posts Tagged ‘qualità’

Taenia solium - Copyright Teresa Zgoda

4° class: Taenia solium

La microfotografia non è per tutti ed il Nikon Small World Photomicrography Competition è il concorso che da 43 anni rappresenta il riferimento per chi è affascinato dalla meraviglia che si nasconde nell’universo del “molto piccolo”.
Per questa edizione oltre duemila partecipanti da 88 nazioni hanno inviato i loro scatti. Alcuni sono ricercatori, ma altri anche puri amatori del genere. Ognuno di loro ha, a suo modo, immortalato la bellezza di un dettaglio visto attraverso le lenti di un microscopio.
Qui sotto alcuni scatti tra i migliori selezionati dalla giuria. Devo dire che il livello qualitativo di queste immagini è altissimo e se vuoi gustarti molte altre spettacolari immagini in tutta la loro magnificenza ti consiglio di fare un bel giro sul sito web del concorso.

1° classificato: HaCaT_cells

8-P4_Rat_Cochlea by Dr. Michael Perny

8° classificato: Newborn rat cochlea

10-Phyllobius-roboretanus

10° classificato: Weevil

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bressonbehind

Behind the Gare Saint-Lazare, 1932 Copyright © Henri Cartier-Bresson

“Se una foto è così poco interessante da farti notare la grana… allora vuol dire che è una foto veramente noiosa.”
Ai tempi della pellicola, quando il rumore si chiamava grana, questa frase circolava ogni tanto nei fotoclub.
Oggi forse non più. Abbiamo sviluppato una maggior sensibilità nei confronti della qualità delle immagini. Ci siamo abituati ad un livello tecnico molto più alto, favorito anche dalle grandi capacità delle nostre macchine digitali, che sono in grado di sfornare immagini di una qualità che in passato non era quasi concepibile.
Ma rumore, nitidezza e tonalità dei colori, rimangono aspetti, di certo rilevanti in una foto, ma non necessariamente i più importanti.
A volte capita che oggi venga dato più valore a questi elementi che non al messaggio, alla storia e alle emozioni che un’immagine porta.
Insomma, forse vale la pena avere un po’ di “grana” a cui far caso quando una foto non è interessante. No?
🙂

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Fotocalcografia di Victor Hugo - circa 1883

Fotocalcografia di Victor Hugo – circa 1883

Se un giorno ti dovesse capitare di vedere una fotocalcografia, fermati ad ammirarla. È una primordiale ma sofisticata tecnica di stampa su cui lavorarono pionieri della fotografia come Fox Talbot e Nicéphore Niépce, alla ricerca di un metodo per ottenere stampe durature e non affette da problemi di sbiadimento nel tempo. Talbot brevettò il metodo nel 1852 chiamandolo photographic engraving: un processo di trasferimento dell’immagine fotografica su una lastra metallica da cui poi si otteneva la stampa su carta, usando una tradizionale pressa meccanica.
La fotocalcografia (photogravure) è uno dei più complessi processi di stampa foto-meccanica e permette di raggiungere livelli di qualità e profondità della scala tonale ineguagliabili con altre tecniche.
Purtroppo si tratta di un’eredità del periodo della sperimentazione fotografica di metà ottocento che stiamo perdendo ed è un gran peccato, perchè si tratta di una tecnica dal potentissimo impatto visivo.
Oggi sopravvivono pochissimi artigiani in grado di realizzare questo tipo di stampa. L’nsieme di complessità e delicatezza delle operazioni che richiede è notevole ed in tutto il mondo si contano ormai al massimo una mezza dozzina di laboratori ancora capaci di realizzare una fotocalcografia.

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Stages of a photographer
Mi sono deciso a stampare questo grafico che avevo trovato tempo fa sul web e l’ho appeso nei pressi del pc. È buffo: ogni volta che lo guardo mi ritrovo a posizionarmi su punti incoerenti con i precedenti. A volte sono più avanti, altre torno indietro, poi ancora avanti.
Non mi dispiacerebbe però provare a realizzarne una versione un po’ modificata, adattata alle esperienze vissute direttamente. Troppo divertente!
E tu, dove ti posizioni?

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Zissou

Zissou, 1911 – Photography by J.H.Lartigue©Ministère de la Culture-France/AAJHL

Ogni tanto ritorno su questo argomento. Sarà perchè ho conosciuto musicisti alla perenne ricerca del suono perfetto e fotografi mai paghi della qualità delle loro immagini… Il fatto è che ci sono molti casi in cui la ricerca di perfezione è tale da distogliere dal vero obiettivo: quello di produrre buona musica (o fotografie).
Per alcune persone il perfezionismo è qualcosa che ha uno stretto legame con la procrastinazione. L’autocritica e la preoccupazione di produrre qualcosa che gli altri potrebbero criticare può portare a non completare un bel niente.
Ci sono un sacco di bravi fotografi che presi in questa sorta di trappola, tengono il loro lavoro chiuso in un cassetto. Aspettano eternamente che sia “perfetto” senza mai arrivare a pubblicarlo e renderlo visibile agli altri. In genere le motivazioni che vengono addotte sono sempre di natura tecnica e mai artistica, come se in qualche modo la tecnica contasse di più.
Spesso si sente dire che i grandi artisti sono dei perfezionisti.
Ecco, forse è proprio questo uno dei dettagli che li contraddistingue: riuscire a bilanciare la voglia di perfezione con il saper intuire quando accontentarsi ed esporsi. E forse anche la capacità di saper gestire gli aspetti tecnici in modo tale da impedire che divengano prevalenti o, peggio, un ostacolo alla creatività.

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20120602-232503.jpg

Ti piacerebbe migliorare la tua fotografia? Magari ricevendo consigli e valutazioni tecniche obiettive sui tuoi scatti?
Certamente partecipare a qualche workshop con un bravo fotografo può essere utile, ma c’è anche una possibilità che non tutti sfruttano e che invece può essere interessante.
È semplice e gratuito, anzi se si è bravi può essere addirittura remunerativo. Sto parlando delle agenzie di microstock.
Fino a qualche anno fa le agenzie di stock fotografico lavoravano esclusivamente con fotografi professionisti, richiedendo produzioni corpose e di qualità molto elevata. I costi per i clienti erano alti ed i compensi per i fotografi dignitosi.
Con l’avvento di internet sono nate invece nuove formule per la diffusione di immagini commerciali a basso costo e si sono viste fiorire molte agenzie che dispongono di immensi cataloghi di foto a costi molto contenuti, grazie al contributo di fotografi, anche non professionisti, che forniscono i loro lavori attraverso la rete, accontentandosi di provvigioni molto limitate sulle immagini vendute.
Chiunque puo iscriversi ed iniziare a collaborare con queste agenzie di microstock e la cosa interessante, per chi vuole migliorarsi, è che questa può essere proprio un’esperienza positiva in questo senso.
Prendiamo ad esempio l’agenzia Shutterstock, una delle più importanti al mondo in questo settore. Una volta iscritti si può accedere gratuitamente a tutta una serie di materiali didattici e tutorial orientati a guidare il fotografo verso una produzione di qualità. Poi, quando si inizia ad inviare immagini, queste sono sottoposte ad una selezione attenta, effettuata al fine di mantenere elevata la qualità dell’offerta sul sito. È un filtro che produce un giudizio critico piuttosto costruttivo ed utile per il fotografo.
Tipicamente, solo una parte delle foto che si inviano riescono ad entrare nel catalogo e questo è un processo interessante ed istruttivo, che aiuta a rendersi conto in modo obiettivo, della qualità del proprio lavoro.
Certo non si tratta di nulla che riguardi il lato artistico delle immagini inviate, il microstock è fondamentalmente un ambito adatto solo a foto di carattere commerciale ed alcuni generi non passano proprio. In ogni caso è un’esperienza che può essere interessante provare.

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Giudizio

Il Giudizio – © Copyright 2010 Pega

A tutti noi fa piacere che gli altri dimostrino apprezzamento per le nostre foto.
Questa forma di riconoscimento non è certo la sola ma è una delle motivazioni (razionali o inconsce) che per molti contribuiscono a stimolare la voglia di fotografare e dar sfogo alla propria vena artistica producendo immagini da mostrare al resto del mondo.
Ma questo riconoscimento non è detto che ci sia sempre, anzi diciamo che può proprio non esserci ed a qualcuno accade che nella cerchia di persone che vedono le sue fotografie non ci sia nessuno che le apprezzi.
Che si tratti di gusti o di preparazione, il fatto è che in tale situazione può capitare di deprimersi e perdere motivazione. Non sono rari i fotografi che per questo motivo non riescono ad avviarsi come professionisti o che da amatori smettono di mostrare le proprie foto agli altri, finendo per tenersele solo per sè.

Il riconoscimento non deve essere un elemento cardine e nemmeno un obiettivo da raggiungere. Semmai sarà una conseguenza, che arriverà se e quando lo vorrà, senza regole o tempi certi.

Fai le foto che ti piacciono, impara, sperimenta, approfondisci, insegui la qualità, fatti guidare dal tuo istinto artistico e dai tuoi gusti. Sguinzaglia la tua creatività senza farti influenzare delle critiche, o peggio, dal disinteresse che ti si dovesse manifestare intorno. E quando sei soddisfatto delle tue foto fai in modo che in molti possano vederle.
Il tuo pubblico non è detto che sia vicino, anzi è decisamente improbabile che lo sia, e proprio per questo è importante mostrare i propri lavori a più persone possibile: perchè solo allargando il proprio pubblico si scopre che esiste sempre chi davvero apprezza le nostre immagini.
Se la cerchia del tuo pubblico diviene abbastanza grande, e va oltre la famiglia e gli amici, scoprirai che esisteranno ancora persone non interessate alla tua fotografia, come ci sarà poi anche qualche forte critico, ma non mancheranno mai gli ammiratori.
🙂

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