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Posts Tagged ‘ritocco’

Mai come adesso, nell’epoca del digitale, è stata forte la preoccupazione sull’originalità delle immagini, sull’impatto del ritocco e della postproduzione, sulla corrispondenza tra realtà e prodotto fotografico.
Curiosando sull’argomento mi sono imbattuto su un punto di vista, quello del famoso fotografo Gianni Berengo Gardin.
Berengo Gardin appone una sorta di timbro alle sue stampe ai sali d’argento:
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Gianni Berengo gardin timbro

Rispetto ed ammiro questo grande personaggio della fotografia italiana, ho visitato sue mostre e letto sue pubblicazioni ma vedo le cose in modo molto diverso da lui. La mia modesta opinione è che la fotografia non sia mai stata e non possa essere rappresentazione fedele di quello che vediamo. La fotografia non può rispecchiare, come dice Berengo Gardin, “ciò che abbiamo visto”, perchè è sempre e comunque qualcos’altro, creato artificialmente, mediato, filtrato, processato. Sta poi al fotografo il controllo del dosaggio di questa inevitabile alterazione della realtà. È sempre stato così sin dai tempi del dagherrotipo, figuriamoci oggi.
Vorrà perdonarmi il buon Gianni.
🙂

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Non amo gli eccessi del fotoritocco e l’imperante smania di cercare la perfezione attraverso la manipolazione digitale delle immagini. Devo però riconoscere che c’è chi eccelle davvero in questa disciplina, e non posso far altro che ammirare.
Su YouTube c’è un canale, che si chiama Real Retouch, dove sono mostrati notevoli lavori di “pesante ritocco” a base di Photoshop. Tra questi c’è un poderoso esempio di dieta dimagrante digitale applicata al ritratto di Matsuko Deluxe, un famoso personaggio TV giapponese.
Secondo te quanti chili vengono digitalmente sottratti?
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Fretta di crescere

Fretta di crescere (the IPholaroid project) © Copyright 2010 Pega

C’è una frase che Cartier Bresson disse a proposito del suo approccio alla fotografia: “Una volta che la foto è scattata non sono tanto interessato a cosa succede dopo. Del resto non tutti i cacciatori sono cuochi”.

E’ il punto di vista di un grande maestro, sicuramente rispettabile ma che personalmente trovo troppo “predatorio”, innaturale da condividere.
Di sicuro l’attimo dello scatto, “l’istante decisivo”, come lo chiamava Bresson, è un elemento portante di molte fotografie… ma non sempre.
A volte la “creatura” viene solo concepita in quel momento. Poi deve svilupparsi, modificarsi, crescere e maturare, nelle fasi che seguono.
Secondo me, dalla scelta del taglio al trattamento di sviluppo, sia dentro alla tradizionale camera oscura o davanti al computer nei processi digitali, il fotografo, nella veste di cuoco e non più di cacciatore, continua ad esercitare la sua spinta creativa, fino a tirar fuori l’opera finale.
Certo, è il mio punto di vista, ed è solo un esempio di come si possa affrontare la fotografia in modi diversi, secondo diverse filosofie ed approcci.
Il bello è che nessuno di questi deve per forza escluderne un altro e si può tranquillamente, ed anche contemporaneamente, esplorare terreni differenti, crescendo e divertendosi.
E tu come ti senti? Cacciatore o cuoco?

🙂

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Smoke Ectoplasm

Smoke Ectoplasm - Copyright 2010 Pega

Hai mai provato la “smoke photography”?
Alcuni giorni fa ho postato sul mio album Flickr questa foto che ho chiamato “Smoke Ectoplasm”, ricevendo molti commenti e qualche richiesta di spiegazioni su “come si fa”.

E’ una tecnica molto semplice e divertente che ti consiglio di provare.
Per il setup serve un buon treppiede, uno sfondo nero, un flash remotizzabile e qualcosa che faccia un po’ di “bel” fumo: un bastoncino di incenso va benissimo.

Per questo scatto ho utilizzato come lente un 50mm fisso ma è un tipo di fotografia che si può fare praticamente con qualunque focale, anzi, su questo ti direi di dar libero sfogo alla tua creatività.

Si posiziona il bastoncino su sfondo nero con il flash a 90° rispetto alla fotocamera, praticamente devi fare in modo che la luce arrivi sul fumo parallela allo sfondo e non illumini assolutamente quest’ultimo. Può essere una buona idea usare un cartoncino o comunque qualcosa che schermi la luce nella direzione dello sfondo nero ed anche lavorare in condizioni di luce ambientale molto bassa e tempi abbastanza elevati (es: 1/250), evitando quindi ogni possibilità di “rivelazione” dello stesso.

La remotizzazione del flash può essere fatta con un normale cavo oppure con sistemi wireless all’infrarosso, come previsto da molti modelli di fotocamere e flash, o anche con economici trigger via radio che si reperiscono a poche decine di euro su ebay.

Weird Violet

Weird Violet - © Copyright 2010 Pega

Non resta poi che assicurarsi che non ci siano correnti d’aria “perturbatrici” e si può procedere con l’accendere il “generatore di fumo”, iniziando a scattare, con il consiglio di impostare fuoco manuale ed usando come riferimento il bastoncino stesso per la prima e definitiva messa a fuoco.

Credo che poi tutto stia un po’ nella fortuna, nel provare varie combinazioni di tempo ed apertura ed un po’ della capacità di essere pazienti e prolifici nel numero di scatti.

E’ divertente poi anche la fase di selezione e postproduzione, in cui andare ad immaginare strane forme e creature in quei segnali di fumo (come il mio ectoplasma che non proprio tutti vedono 🙂 ) o anche provare a sperimentare qualche tecnica di ritocco o colorazione come nel caso dell’immagine “Weird Violet” qui a fianco, scattata pochi secondi dopo a “Smoke Ectoplasm”.

Il fumo è un soggetto semiastratto che si presta molto bene ad una infinità di manipolazioni creative.

BUON DIVERTIMENTO!

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