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The fleeting equilibrium – © Copyright 2012 Pega

Sono solo due sassi su uno scoglio, ma dato che sono (o forse solo appaiono) in un precario e temporaneo equilibrio, fanno pensare.
Inizio a riflettere, penso ai materiali evidentemente diversi che costituiscono le due pietre. Quella più chiara è striata ed irregolare, quella scura più rotondeggiante e liscia. Un richiamo immediato a Yin e Yang, maschio e femmina, brutto e bello, forza e debolezza, amore ed odio…
Poi è la posizione che cattura il mio interesse: perchè il sasso chiaro è più in alto e quello scuro più in basso? Un simbolismo a sfondo razziale? Il bene che sovrasta il male? Oppure è il caso, la forma della roccia sotto, che magari permetteva solo questa posizione reciproca e non l’inverso.
Fatalità, conseguenze, rapporti causa effetto. Caos.
Due pietre in equilibrio precario. Se la scura rotola via la bianca può forse resistere lì, indisturbata. Se cade la più chiara, la scura è molto probabile che venga travolta, il suo destino è legato a quello del sasso poco sopra. Non è libera. Una situazione ingiusta.
Le due pietre riflettono in modo differente calore e luce. Inviano segnali diversi agli occhi dell’osservatore ma entrambe, a modo loro, mettono in qualche difficoltà il sensore della mia macchina fotografica. Con il sole estivo i chiari della pietra più in alto si avvicinano pericolosamente ai limiti gestibili dalla fotocamera, mentre le ombre del sasso più in basso scivolano comunque nella perdita di dettaglio.
Sono solo due sassi in bilico su uno scoglio.
Ed io forse mi sto cuocendo il cervello sotto un forte sole d’estate.

😀

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carterSono affascinato dai video backstage. Mi piacciono in particolare quelli dove si vedono i dettagli e la spettacolarità di alcune idee realizzative insieme alle scelte artistiche e tecniche.

Ti propongo questa accoppiata: il primo video è un breve spot realizzato per Nikon dal fotografo Australiano Simon Carter, grande specialista delle immagini di montagna, arrampicata e sport all’aria aperta in genere. Sono due minuti spettacolari e di gran qualità che sicuramente rendono merito al prodotto pubblicizzato ed alle capacità dei ragazzi ripresi, ma di certo anche a chi ha realizzato il filmato e gli scatti che esso contiene.

Il secondo è il backstage.
Carter si racconta e ci mostra come realizza i suoi servizi e come inventa soluzioni acrobatiche per ritrarre in modo efficace i suoi soggetti proprio mentre effettuano arrampicate per niente banali.
E’ un video interessante che mi ha fatto pensare a come diavolo fa questo Carter a:

1) Arrampicarsi fino in cima ad una montagna portandosi dietro tutta quella attrezzatura fotografica (spesso a noi poveri dilettanti ci pesa uno zainetto per una passeggiata).

2) Destreggiarsi e fare magnifiche foto e video imbracato ed in condizioni di equilibrio precario magari associato ad oscillazioni, quando alla maggior parte dei mortali, in condizioni ben più stabili, serve addirittura un treppiede.

3) Trattenere ogni pezzo di equipaggiamento che maneggia estraendolo dalla borsa senza farselo sfuggire perdendolo nell’abisso che gli sta sotto (magari qualcosa cascherà anche a lui ogni tanto?)

Beh, in ogni caso gli vanno proprio fatti i complimenti.
Buona visione (sconsigliata a chi soffre di vertigini… 🙂 )

Il sito di Simon carter: http://onsight.com.au/

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