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AriasC’è chi ancora pensa che sia importante tenersi stretti i segreti del mestiere, custodirli come i trucchi da prestigiatore, mantenerli riservati e chiusi nel proprio cassettino.
Ma i tempi sono cambiati e ci sono fotografi che hanno voltato pagina, dando finalmente importanza al valore della condivisione. In passato questo comportamento era raro ma oggi, nella società connessa, ciò concorre sempre più alla maturazione ed all’autorevolezza di artisti e professionisti. È così che fotografi del calibro di Chase Jarvis e Zack Arias (ma anche molti altri devo dire) si sono spinti su questo terreno, iniziando a raccontare nei dettagli il loro modo di lavorare, svelando i loro metodi e workflow, esponendosi anche a dubbi e critiche.
Il video qui sotto è un bell’esempio di come si fa. Zack Arias l’ha realizzato coprendo dall’inizio alla fine una sua sessione di ritratto dedicata al progetto Inside Out. Guardarlo è un po’ come trascorrere una giornata con questo fotografo, partendo dalla scelta dell’attrezzatura, passando poi alla fase di incontro con il soggetto e lo shooting vero e proprio, per finire con la post produzione una volta tornato in studio.
Non è tra i video più brevi che mi è capitato di proporre ma ti invito a sederti e gustarlo con calma per intero, ne vale la pena.
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Sharing Workshop #4

Sharing Workshop #4 - Punta Ala ed Isola d'Elba - 20,21,22 Maggio 2011

Ecco, questa è la “ciurma” che ha partecipato a quello che definirei come il Mitico-Sailing-Sharing-Workshop.

Sono stati giorni intensi, divertenti e molto interessanti, passati insieme a parlare di fotografia (ma anche di altro) a bordo di una barca a vela di dodici metri, navigando nelle splendide acque dell’arcipelago toscano.
Un esperimento, partito un po’ come una scommessa, che grazie alle doti dei partecipanti si è subito rivelato un’occasione ideale per conoscersi meglio e condividere la passione per la fotografia.
Imbarcate per questo Sharing Workshop c’erano sia persone che avevano già avuto modo di prendere parte a questo tipo di inziativa sia facce nuove che comunque, senza alcun problema hanno subito colto lo spirito che caratterizza questa idea : la voglia di provare a creare un’occasione di scambio reciproco di conoscenze ed argomenti.
Com’è ormai tradizione, chi prima ha ascoltato si è poi messo in gioco per svolgere la sua parte di workshop, il tutto non più nel breve volgere di qualche ora, com’era sempre stato negli eventi precedenti, ma sfruttando tutto l’arco del weekend in barca.
E così tra un bordo di bolina ed un piatto di pasta gustato all’ancora, si è parlato degli argomenti portati dai partecipanti, come gli errori in fotografia, della creazione di immagini senza fotocamera, di storia della vela e della fotografia, il tutto saltando tra teoria e pratica quasi senza soluzione di continuità e ritrovandosi anche a tarda sera a sfruttare il buio di una caletta per sperimentare light painting e lunghe esposizioni.
Insomma un’esperienza che non è per niente facile descrivere in poche righe e che quindi voglio provare a condividere con un paio di brevi estratti video che puoi vedere qui sotto.
Il primo è stato realizzato durante l’interessante porzione di workshop tenuta da m|art, il secondo durante una virata,  manovra dell’imbarcazione in cui si sono impegnati i più o meno esperti membri dell’equipaggio…

Davvero un grazie sincero a tutti i partecipanti, e… buon vento! 🙂

Puoi dare un’occhiata ad alcune foto realizzate dai partecipanti durante questi eventi nell’apposito gruppo Flickr.

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Sei interessato a partecipare ad uno dei prossimi Sharing Workshop?
Scrivi a: sharingworkshop@gmail.com

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Fran BobadillaTempo fa parlavo del luogo dove abbiamo svolto il terzo Sharing Workshop.
E’ il Wave Buba, un posto ricco di fascino, opere ed oggetti interessanti.
Un po’ laboratorio ed un po’ studio, ci si respira un’aria di grande libertà creativa.
L’ideatore di questo spazio è Fran Bobadilla, un artista eclettico e generoso che ci ha ospitati partecipando con curiosità alla nostra giornata di workshop fotografico e condividendo senza problemi i suoi spazi ma anche il suo approccio creativo.

Ho pensato di proporre a Fran una breve intervista qui sul blog, un’occasione per conoscerlo meglio ed apprezzare il suo stile essenziale e diretto.

Ciao Fran. Ci racconti come nasce la tua passione per l’arte?
Come tutte le passioni, non nascono, sono lì e si ribellano. Bisogna saperle ascoltare, assecondarle, coccolarle, castigarle e coltivarle.

Ma tu da piccolo cosa volevi fare da grande?
Da piccolo volevo fare il grande, e ora che comincio a essere grande voglio ritornare a essere piccolo.

Che definizione daresti dell’odierno Fran Bobadilla artista?
Un ciclone a tre velocità

Departures

Departures - Misto su tela @ Copyright 2010 Fran Bobadilla

In molti sono rimasti colpiti dal progetto Urban Buba ed i tuoi mobili-scultura. Ti senti più artista visuale o creatore di opere tangibili ed utilizzabili tutti i giorni?
Parto dalla pittura, senza preoccuparmi molto della meta.
Anche le opere bidimensionali possono e devono essere tangibili, vanno “utilizzate” per alimentare i sensi, vanno rilette e rivisitate per continuare a scoprire dei particolari.

Dicci qualcosa sul tuo processo creativo. Come nascono le tue opere?
Lavorando e sbagliando.

Hai qualche aneddoto da raccontare su cose che ti sono successe mentre eri in azione alla ricerca di qualche elemento o pezzo utile ai tuoi lavori?
Mi rimane qualche cicatrice, diverse ubriacature e un paio di pomeriggi in questura a dare delle spiegazioni mai comprese.

Che tipo di reazione ha il pubblico alle tue opere?
Non manca mai di sorprendersi.

Che tipo di rapporto hai con la fotografia?
Effimero, mi serve come ponte. Scatto continuamente, con digitale e diapo analogica, poi ritaglio di qua e di la. Tutte queste immagini entrano nel mio archivio separate in: architettura, corpi, piante, animali, oggetti e volti. Poi le stravolgo.

Bobadilla_4

Tea Time @ Copyright 2010 Fran Bobadilla

Cos’è che ti colpisce in una fotografia, che ti po di scatti ti piacciono e c’è qualche fotografo che ammiri in particolare?
Mi piacciono le fotografie che fanno rumore, sia scattate con previa elaborazione scenica che quelle sparate a raffica dirette al cuore.
Madoz mi annoia, con Bresson trattengo il respiro. Mi rilasso con Wolfgang Tillmans e mi viene l’acquolina in bocca con D. Hockney.

Durante lo Sharing Workshop ci hai mostrato una tecnica di trasferimento dell’immagine da fotografia alla carta. Vuoi parlarne per chi non era presente?
Meglio organizzare un altro workshop, la buona cuccina va assaggiata a caldo, dirlo qua sarebbe una vendetta.

Che progetti artistici hai per il futuro?
Uno grosso, tanto quanto alto (6 metri), pensato per eliminare (sostituire), per non veder più una opera che non riesco a buttare giù.

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Un grazie sincero a Fran per la grande disponibilità, l’ospitalità e l’entusiasmo dimostrati.
Puoi approfondire la conoscenza di questo artista anche attraverso il suo sito internet o, se ti è possibile, il suo atelier/laboratorio Wave Buba a Sesto Fiorentino.

Ed è proprio durante l’inaugurazione del laboratorio che è stato realizzato il video che puoi vedere qui sotto. Una piccola occasione per provare a respirare l’aria di freschezza e creatività che lo caratterizza.

Ti è piaciuta questa intervista ? Vuoi farne conoscere il protagonista anche ad altre persone ? Condividi questo  post su Facebook o Twitter semplicemente cliccando sul bottone qui sotto.

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Sharing Workshop #3Ebbene si, anche il terzo Sharing Workshop è andato !
Ci siamo proprio divertiti ma prima di tutto voglio ringraziare Fran Bobadilla  per averci messo a disposizione il suo atelier ed anche aver partecipato.
E’ stato un elemento fondamentale per l’ottima riuscita dell’evento.
SW3 creareFran è un artista di origine spagnola. Le sue creazioni vanno dalla pittura alla produzione di mobili-scultura che espone nel suo laboratorio, il luogo in cui appunto ci siamo ritrovati : un ampio studio multifunzionale ricco di fascino e di oggetti curiosi che si trova a Sesto Fiorentino, a due passi da Firenze.

Tra i partecipanti al terzo Sharing Workshop c’erano vecchie conoscenze dell’iniziativa ma anche facce nuove che subito hanno colto lo spirito che caratterizza questa idea : la voglia di provare a creare un’occasione di scambio reciproco di conoscenze ed argomenti.
E dunque come ormai tradizione, chi prima ha ascoltato si è poi messo in gioco per svolgere la sua parte di workshop. Le sorprese non sono mancate.

Si è parlato di emozioni nelle immagini e della loro lettura, di rapporto tra vecchio e nuovo in fotografia, dell’uso del flash, di Stanley Kubrick fotografo e delle sue meravigliose foto in bianco e nero.
SW3 creare 2Ma non è tutto. 
Guidati da Fran ci siamo anche spinti al di fuori della fotografia ed “imbracciando” forbici e bomboletta di solvente abbiamo sperimentato un’arte che per molti di noi era sconosciuta : il trasferimento delle immagini dalla foto alla carta, una forma espressiva di grandi potenzialità creative e fascino.

SW3 atelierDurante questa intensa giornata l’ambiente così ricco di stimoli ci ha più volte ispirati a provare diverse e divertenti serie di scatti che abbiamo realizzato sfruttando la luce ed i colori dell’atelier.
Difficile riuscire a spiegare a parole… forse riescono meglio le immagini che, oltre a quelle che trovi qui accanto, puoi trovare nel pool dell’apposito gruppo su Flickr creato appositamente per raccogliere le foto scattate durante questi eventi (cliccare qui).

Insomma è stato veramente un workshop come si deve, un’occasione per condividere, imparare e divertirsi.
Un grazie sincero a tutti partecipanti ed un arrivederci alla prossima edizione !

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Se sei interessato a partecipare ad uno dei prossimi Sharing Workshop scrivi a : sharingworkshop@gmail.com

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Theory and practice

Theory and practice - © Copyright 2010 Pega

Eccoci qua ma INNANZITUTTO BUON 2011!
Alcuni giorni fa, cioè in un post dello scorso anno🙂 parlavo di progetti passati, riusciti o meno.
E ora che siamo non solo in un nuovo anno ma addirittura in un nuovo decennio eccomi a raccontare, come ho fatto anche ad inizio 2010, i miei propositi fotografici per i prossimi dodici mesi.

Scrivere qui sul blog queste semplici idee ha come scopo quello di condividerle, aiutarmi a prendere un piccolo impegno per tutto il 2011 e stimolarmi a portarlo a termine.
Se vuoi accompagnarmi in questo esperimento ti propongo di fare altrettanto e scrivere in un commento sotto quali sono i tuoi progetti fotografici per l’anno appena iniziato.
Sarà divertente trovarsi tra dodici mesi e vedere insieme che cosa abbiamo combinato.

Dunque comincio io.
Per quanto riguarda progetti puramente fotografici, nel senso della pura produzione di immagini, voglio provare a svolgere nel 2011 un’idea che mi è venuta come evoluzione di due esperienze precedenti e che ho deciso di chiamare “The weekly Iphortrait Project”.
Si tratterà di produrre un ritratto alla settimana utilizzando uno strumento a cui mi sto affezionando proprio: l’Iphone che, con la sua basilarità ed una app che simula in modo semplice ma realistico la “qualità” Polaroid, sarà lo strumento fondamentale per questo filone inaugurato scorso anno con l’Ipholaroid Project. Saranno ritratti particolari, il più possibile significativi e spontanei, proprio a sottolineare la versatilità di un apparecchio fotografico a disposizione anche nelle situazioni più impensate.

Ci sarà poi una serie di quattro progetti “Season Holter”. L’holter fotografico è una serie di fotografie fatte ad intervalli molto regolari durante tutto l’arco di una giornata, proprio come accade con lo strumento diagnostico che porta lo stesso nome. Ne parlai in un vecchio post qui.
Non ho ancora deciso la frequenza con cui effettuerò questi scatti ma quel che è certo è che voglio fare una sequenza per stagione. Il primo Holter quindi è già alle porte… 🙂

Ovviamente c’è poi il blog, per me fonte di stimolo con i visitatori ed i partecipanti in continua crescita, a cui si affianca la prosecuzione dell’iniziativa degli Sharing Workshop  oltre alla sperimentazione di qualche photowalk di cui parlerò a breve nei prossimi post.

Aggiungo infine una piccola novità.
In dicembre, dopo aver partecipato ad un interessante evento, sono stato invitato a far parte di Photoexperience.
Nel 2011 sarò direttamente coinvolto in molte delle occasioni fotografiche ed iniziative promosse da questo interessante gruppo e sarà un piacere darne sempre massima informazione in anticipo qui sul blog.

Insomma anche quest’anno un sacco di roba… come al solito troppa carne al fuoco?
Verrà un rosticcio?
Vabbè… come mi è già capitato di dire… L’importante è divertirsi… 🙂

Ciao ed ancora auguri di un ottimo 2011!

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Trust
Trust – © Copyright 2010 Pega

Durante questo 2010 mi sono divertito a svolgere dei piccoli progetti fotografici, alcuni che mi ero proposto ad inizio anno, altri che sono spuntati dopo. Si è trattato di esperienze diverse, non solo semplici serie di fotografie.

L’idea di fondo di queste attività è quella di avere impegni non troppo gravosi da portare avanti con regolarità, impegni tesi ad imparare e sviluppare la creatività. Il fatto di dichiararli agli altri li rende un po’ più vincolanti ed abbassa il rischio che vengano abbandonati… Almeno per me è così.

Tra i progetti di quest’anno, oltre naturalmente a questo blog che ho cercato sempre di aggiornare con regolarità, ci sono stati ben due Sharing Workshop (a proposito: è rimasto un solo posto disponibile per il prossimo del 15 gennaio 2011)  una divertente Florence Worldwide Photowalk e quindi i due progettini puramente fotografici “The Ipholaroid Project”“12 Emotions in 12 shots”  che con questa fine anno giungono al termine.

In particolare tengo molto al secondo, una raccolta di docici scatti (uno al mese) che mi ha divertito e quasi mi dispiace non aver intitolato 24 emotions in 24 shots per poterlo continuare nel 2011… 🙂
Ho dedicato l’ultimo dei dodici scatti alla Fiducia, quella con la F maiuscola, quella tra le persone, quel sentimento di cui abbiamo bisogno per vivere sereni in una società.
Quella fiducia che ci fa apprezzare il presente e confidare nel futuro.
Senza fiducia siamo condannati a farci sempre più furbi, sempre più scaltri e spregiudicati, rischiando di finire in un vortice da cui non c’è via di uscita perchè ci sarà sempre chi è più furbo.

BUON 2011 !!!

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Tatoopsy

Tatoopsy – © Copyright 2009 Pega

Ogni tanto propongo ai lettori di questo blog una “missione fotografica” da svolgere nel fine settimana, una sorta di incarico che spinga ad approfondire un tema in modo creativo e divertente.
Dopo aver scattato invito poi a condividere i risultati di queste semplici missioni, per farlo non hai che da mettere, in un commento a questo articolo, il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo le tue immagini.

Forse è per il fatto che si sta svolgendo il Florence Tatoo Convention 2010 che questa volta il tema mi è venuto facilmente : in questo fine settimana prova a fotografare : i tatuaggi.

E’ un tema intrigante, si può svolgere in molti modi, magari andando in giro a scovare le parti di epidermide decorata che così di frequente fanno capolino anche con gli abbigliamenti autunnali, oppure privatamente dedicandosi alle parti tatuate di qualcuno che vorrà prestarsi ad un set dedicato a questo assignment.
Sta a te decidere se sfruttare il tatuaggio come dettaglio della foto o addirittura come protagonista. Interessante potrebbe essere anche andare a scattare dove questa forma di body art nasce, magari proprio nello studio di un tatuatore professionista.

Insomma, in questo weekend prova a cercare, notare e fotografare il tatoo. Poi, se vuoi, condividi  con tutti i lettori del blog. Sarà divertente e potrà portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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