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Posts Tagged ‘Street photography’

Masi GuidoC’è un giovane fotografo che come altri ha la passione di fare scatti di strada per i vicoli e le piazze di Firenze. Lui si apposta discreto e attende. È attento e rispettoso, cerca momenti e dettagli, per catturarli con la sua fotocamera.
Conosco Guido Masi da qualche anno, dopo averlo incontrato in uno dei tanti meeting tra flickeriani e da quel momento ho sempre seguito il suo album. Ora mi sono deciso a fargli qualche domanda per il blog.

Ciao Guido, lo sai che sono un estimatore delle tue foto e quindi ti ringrazio per aver accettato con entusiasmo questa intervista. Una cosa che voglio chiederti subito è quanto valore ha per te la pubblicazione on line dei tuoi scatti ed in particolare su Flickr.
Credo che condividere gli scatti on line ed in particolare su Flickr abbia molto valore per molteplici motivi: in primo luogo ti consente di confrontarti con altri fotoamatori e, se hai un’atteggiamento critico, ti permette di imparare e di crescere; in secondo luogo i commenti e le visite che vengono fatti sulle foto ti consentono di capire come l’immagine viene percepita dagli altri, svincolandola delle emozioni che l’autore ripone nella foto stessa.

Back to home by Guido MasiCom’è nata la tua passione per la fotografia? E come hai imparato?
Sia mio padre che mio zio erano fotoamatori ed io ho ereditato la Canon FTb di mio padre con la quale ho imparato da autodidatta i primi rudimenti (diaframmi, tempi, luce).
Poi col primo stipendio mi sono comprato la mia prima reflex digitale (una Canon 350D) con la quale ho iniziato a provare a fare Fotografia.

Nel tuo album ci sono molti scatti di strada. Qual’è il tuo atteggiamento in questo genere? Ti capita di uscire con un progetto in mente o ti è più naturale scattare quello che ti colpisce senza pianificare tanto?
La fotografia di strada è il genere che amo di più, quello che ho studiato maggiormente e che pratico più spesso. A differenza dei grandi maestri, che per scattare si immergono totalmente nell’ambiente circostante, io utilizzo lo zoom per rimanere distante dal soggetto e non perturbare la scena mantenendola più genuina possibile. Il mio approccio è quasi antropologico, mi piace studiare le persone comuni e documentare situazioni e gestualità tipiche della vita quotidiana. Non esco mai con un piano preciso, in genere vago per Firenze in cerca di soggetti e situazioni interessanti.

Vespanning by Guido MasiCi parli un po’ del tuo progetto Polaroid carbonmade, di cos’è e come funziona?
Il progetto illustrato sul sito guidomasi.carbonmade.com/ (oppure http://www.facebook.com/StyleItalian) nasce da una riflessione sulla fotografia stessa: oggigiorno siamo tutti fotografi e vengono scattate foto continuamente. Questo, oltre ad essere una opportunità positiva, fa crollare il valore artistico ed economico delle fotografie praticamente a zero. Per questo ho iniziato a ricercare un processo che rendesse le immagini “uniche” e facesse dell’unicità un loro valore aggiunto. Le immagini del sito si riferiscono ad un processo che si chiama Polaroid Transfer ovvero trasferimenti di immagine da una pellicola Polaroid ad un foglio di carta da acquerello. In questo modo da ogni singola Polaroid scattata ottengo un trasferimento che è a metà tra foto e stampa e assume caratteristiche uniche. Per adesso il mio target, oltre alla nicchia degli appassionati della fotografia creativa, sono i turisti e per questo, come soggetti, mi sono concentrato sulle icone italiane (la Vespa e la 500) e panorami di Firenze.

Wondering Florence by Guido MasiSaresti in grado di definire un tuo “stile”?
Credo di avere uno timbro riconoscibile nella fotografia di strada dovuto all’uso costante del bianco e nero, oltre del contrasto accentuato che mi serve a dare un tono drammatico ed epico alle immagini. Una cosa che credo possa rappresentare il mio stile è l’attenzione alla composizione delle immagini e allo sfondo; generalmente scarto le foto se non mi convince la composizione oppure se lo sfondo non è omogeneo.

Ci racconti qualcosa circa il tuo workflow e di quale approccio hai alla postproduzione delle tue immagini?
Per le immagini digitali lavoro prima sul RAW per sistemare la luce e l’esposizione, una volta passato a JPG converto l’immagine in bianco e nero e lavoro sui contrasti.
Per le immagini analogiche faccio fare sviluppo e scansione del negativo al laboratorio fotografico e poi incrocio le dita..
I trasferimenti Polaroid necessiterebbero di un blog a parte, se qualcuno è interessato mi puo’ contattare.

La domanda classica che faccio agli ospiti di questo blog: Cosa significa per te la tua fotografia?
La fotografia è la forma di espressione che più mi rappresenta, è un bisogno quotidiano che nasce principalmente per me ma che trova il suo fine nella condivisione.

Qual’è l’emozione che più frequentemente ti capita di provare quando fai foto? E quando ti vengono commentate su flickr?
Quando faccio “lo scatto”, e succede poche volte in un anno, me ne accorgo subito e sento un brivido. In generale però quello che mi spinge a fare foto è la curiosità del mondo circostante. I commenti di flickr sono sempre molto apprezzati ma hanno più valore quelli dei fotografi che conosco e che stimo.

L’ultima domanda è sempre la stessa per tutti… ed eccola anche per te : -). Se tu avessi l’opportunità di incontrare un grande fotografo e ti fosse concesso di fargli una sola domanda, cosa gli chiederesti?
Sarò banale ma, se fosse vivo, il fotografo sarebbe Cartier Bresson e non vorrei fargli nessuna domanda, mi accontenterei di fargli una foto mentre lavora, di nascosto, da lontano..

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Grazie a Guido per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati.
Ti consiglio proprio di approfondire la conoscenza di questo artista gustandoti il suo album su Flickr, o visitando il suo sito http://guidomasi.carbonmade.com/
Alla prossima!

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Per alcuni la fotografia di strada diviene quasi un modo di essere e di vivere.
E’ stato il caso di grandi maestri come per esempio Henri Cartier-Bresson o Walker Evans, che trovarono nella “street” la loro principale vena artistica, ma anche di tanti fotografi contemporanei più o meno famosi che si appassionano specializzandosi in questo tipo di produzione fino a farne il loro interesse principale. 

E’ il caso di Chris Weeks, che ha realizzato un ebook gratuito molto ben fatto sulla street photography e lo ha messo a disposizione per tutti su Deviantart.
Si tratta di un bel lavoro di 160 pagine in cui sono raccolte idee creative e suggerimenti che ne fanno una lettura molto stimolante, tutto questo anche grazie al contributo di un piccolo gruppo di altri fotografi che hanno collaborato con lui fornendo immagini e pensieri personali riguardanti questo affascinante settore della fotografia, che ne viene fuori come un’arte al tempo stesso facile ed istintiva ma anche incredibilmente difficile.
Belle ed anche numerose le immagini che accompagnano il testo, tutte in bianco e nero nel segno della street photography più classica. 

Lo trovi qui. Te lo consiglio.
Buona lettura.

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