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Posts Tagged ‘toccare’

All and nothing

All and nothing – © Copyright 2009 Pega

“There’s nothing wrong with loving a camera — as long as it remains platonic”
(Non c’è niente di male nell’amare una macchina fotografica – finchè rimane platonico)

Ho trovato questa ironica frase del fotografo americano Gregory Simpson che fa riflettere sull’importanza, a volte morbosa, che in qualche caso viene data all’attrezzatura, in particolare alla macchina fotografica ed al suo “corpo”.
Si certo, la fotocamera è importante, è il nostro strumento. Va curata e trattata bene, manutenuta e protetta ma è pur sempre solo una parte (transitoria, per altro) del nostro corredo.
Eppure ogni tanto capita di conoscere qualcuno che le rivolge un’attenzione spropositata, dandole un’importanza eccessiva decisamente feticista.

Ma quello che mi lascia definitivamente perplesso è quanto questo attaccamento morboso raramente si rifletta anche in una vera, profonda ed intima conoscenza della macchina nei suoi aspetti di funzionamento, nelle sue vere peculiarità.
Lo dico perchè ho conosciuto persone in grado di pulire con un cencetto bagnato la macchina ad ogni utilizzo, strofinandola ed alitandoci sopra, di riporla nella sua scatola dopo ogni uscita e di portarla quasi mensilmente a pulire il sensore. Queste stesse persone però si scopre che non hanno mai letto completamente il manuale del loro “tesoro” e non conoscono nemmeno la metà delle potenzialità e caratteristiche.

Insomma un feticismo fotografico che a mio vedere è piuttosto preoccupante
🙂

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Stairway to Hell

Stairway to Hell - Copyright 2010 Pega

Con l’era del digitale ci siamo un po’ dimenticati quanto possa essere importante e bello prendere in mano una foto, guardare l’oggetto fisico “fotografia”.
Lo schermo del monitor non è in grado di dare le stesse sensazioni di una buona stampa perchè alla fine non è proprio solo nell’immagine il fascino di una foto.
E’ anche la forma, l’odore della carta, la delicatezza che ispira nel maneggiarla…

Che sia una stampa tradizionale o una a getto d’inchiostro, l’atto stesso di poter guardare da vicino ed osservare i dettagli, i riflessi, poterla girare, inclinare o disporre su un piano insieme ad altre, è un qualcosa che ha un gusto tutto particolare.

Robert Mapplethorpe disse : “I never liked photography. Not for the sake of photography. I like the object. I like the photographs when you hold them in your hand”.

Prova a stampare un po’ di più le tue foto. Prova anche solo con una comune stampante a getto d’inchiostro usando della buona carta per stampa fotografica.
E anche se la qualità non sarà sublime vedrai che apprezzerai in modo inaspettato alcuni tuoi scatti, e potrà anche succedere che cambierai il tuo giudizio su altri.

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Il Porcellino

Il Porcellino - © Copyright 2009 Pega

L’inizio di un nuovo anno è il momento giusto per un po’ di sana superstizione 🙂

La Fontana del Porcellino è un popolare monumento di Firenze, posto presso la Loggia del Mercato Nuovo.
Si tratta di una fusione in bronzo raffigurante un cinghiale all’erta e fu realizzata da Pietro Tacca nel 1633 dall’originale in marmo, visibile agli Uffizi, donato nel 1560 da papa Pio IV al Granduca Cosimo I.
Alcuni anni dopo la realizzazione, Ferdinando II de’ Medici decise di trasformare l’opera in una fontana che, oltre ad una funzione decorativa, serviva ad approvvigionare l’acqua ai mercanti di stoffe e sete che commerciavano sotto la loggia.
E’ antica superstizione che toccare il naso del porcellino porti fortuna. Da ciò deriva l’aspetto splendente dello stesso, accarezzato quotidianamente da centinaia di mani, la gran parte di turisti che a orde si accalcano intorno alla fontana.
Non molti sembrano però conoscere la vera procedura tradizionale per l’ottenimento del buon auspicio che consiste nel porre una moneta nella bocca del porcellino dopo averlo accarezzato.
Solo se la monetina cadendo si infila nella grata sottostante porterà fortuna.

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