La Eastman Kodak Co. produttrice della mitica pellicola Kodachrome, dopo aver tempo fa annunciato ufficialmente la chiusura delle linee di produzione, ha deciso di affidare l’ultimo rotolino da 36 pose prodotto al fotografo Steve McCurry.
McCurry non ha bisogno di presentazioni. E’ uno dei fotografi storici del National Geographic, è sua la “Ragazza Afgana” definita come la più riconosciuta e premiata foto della storia della rivista e suoi sono centinaia di fantastici scatti dai più remoti angoli del globo che in tanti anni si sono potuti scoprire sul mensile (a questo proposito ricordo, per chi se lo fosse perso, il magnifico allegato che National Geographic proponeva in Gennaio e tutto dedicato a McCurry).
Certo che nemmeno la Kodachrome ha bisogno di presentazioni. E’ stata la pellicola più venduta per una buona parte del ventesimo secolo, a partire dagli anni ’30 durante la Grande Depressione che fu immortalata da molti fotografi con immagini ricche di colori saturi e nitidezza. Anche la capacità di mantenere nel tempo la qualità era una apprezzata caratteristica di Kodachrome ma proprio il tempo le si è voltato contro, i manager della società si sono resi conto che l’onda del digitale ha preso il sopravvento e reso impossibile sostenere la produzione di questo tipo di pellicola.
Ed adesso McCurry ha l’onore e l’onere di “gestire” quest’ultimo cimelio.
Cosa ne farà ?
Ha già iniziato un suo progetto : girerà il mondo alla ricerca di scatti significativi. 36 pose “finali” per il Kodachrome, sarà il soggetto di un documentario del national geographic che vedremo nel prossimo inverno, per cui McCurry lavorerà cercado di dare un degno saluto finale a questo strumento che lo ha accompagnato per buona parte della sua carriera.
“Ho pensato che il miglior modo di onorare la memoria di questa pellicola fosse di andare a fotografare luoghi e persone che rappresentano simboli. E’ nel mio DNA fotografare storie dove si svolge l’azione ed questo aiuta raccontare la condizione umana” ha detto McCurry.
E’ un bel progetto ed anche una bella responsabilità per il grande fotogiornalista americano. Solo 36 scatti per un lavoro che nasce per rimanere nella storia.
Una situazione di notevole pressione per un fotografo, anche di grande esperiena come McCurry, non trovi ?
Un gran bell’assignment.
E tu verso cosa volgeresti il tuo obiettivo in una condizione del genere ?







una responsabilità davvero Spaventosa, non voglio neanche pensarci
Concordo. Però McCurry è un grande.
Credo che se la caverà egregiamente.
Certo che a pensare alla fine di questa mitica pellicola, con cui chi ha fotografato in analogico sicuramente almeno qualche volta ha scattato, fa proprio tristezza.
..l’apocalisse si sta avvicinando, motivo per “fare” ancora di più..
dove si può trovare il filmato di natgeo?
Ciao Paolo.
Il documentario di National Geographic sugli ultimi scatti Kodachrome di McCurry sta passando proprio in questo periodo sul canale National Geographic, trasmesso in Italia da Sky nell’ambito della serie “Le migliori foto di National Geographic”.