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Posts Tagged ‘ritratto’

Sì, oggi andiamo sul difficile, roba per pochi. Voglio dire: c’è chi la sala posa manco ce l’ha e si arrangia come può, e c’è invece chi non si accontenta delle cose umane e lo “vuole fare strano”, così si mette a far ritratti sott’acqua con tanto di set fotografico arredato.
Anche se non sei acquatico, converrai con me che questo Brett Stanley è davvero in gamba: si è specializzato in ritratti fotografici subacquei ambientati, una tecnica che prevede preparazione e capacità che vanno su un terreno molto creativo ed un po’ diverso dal solito.
La piscina della sua casa a Long Beach in California è l’ambiente fotografico in cui Brett prepara arredi e dettagli proprio come in un classico set all’asciutto. Poi, quando tutto è pronto, si immerge con autorespiratore ed attrezzatura fotosub per creare immagini surreali e quasi oniriche di cui puoi trovare molteplici esempi nella gallery del suo sito web.
Un dettaglio non insignificante sono le necessarie capacità di apnea ed acquaticità richieste alle modelle, che dire…
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Fare una foto è divenuto per molte persone un riflesso condizionato, quasi una sorta di dovere. Non ci si pone il problema dell’opportunità o del rispetto per l’altrui volontà di essere immortalati e si procede senza esitazione, senza chiedere.
E così, guardando questo video, ho pensato che proprio dal regno animale a volte ci arrivano lezioni (nel vero senso della parola) di cui non dovremmo aver bisogno.

Un tempo ormai lontano la foto era un rito: ci si preparava ed avvicinava reciprocamente, qualcuno si metteva in posa mentre alcune persone, forse intere culture, addirittura credevano che nel farsi fotografare si subisse un furto dell’anima. Questioni ormai perse in un passato remoto come alcune forme di rispetto.
Pensaci la prossima volta che imbracci la tua reflex o anche solo il tuo smartphone per fotografare qualcuno, magari con l’idea di condividerlo istantaneamente con l’intero universo senza prima aver chiesto il permesso.
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Scanner portrait by Maitha Demithan

Un attimo prima di aggiungere un mio vecchio scanner A4 ai rifiuti RAEE da portare in discarica, ho pensato bene di cercare in rete qualche idea creativa che mi convincesse a tenerlo. Mi sono così, quasi per caso, imbattuto in un’artista di Dubai che con questo strumento realizza ritratti fotografici particolarissimi.
Maitha Demithan è una “scannografa” (si potrà dire così?) che vive a Dubai ed usa dei normali scanner flatbed A4 per immortalare i suoi soggetti, ottenendo risultati molto originali.
La tecnica prevede di eseguire un adeguato numero di scansioni, coprendo le varie parti del soggetto, mettendole sostanzialmente in contatto con la superficie dello scanner, per poi montare il tutto in una singola immagine globale.
I ritratti realizzati da Maitha sono composti da decine, a volte centinaia, di esposizioni ed il risultato è un’immagine dalla personalità molto spiccata, affascinante, ma forse anche vagamente inquietante.
Quali sono gli aspetti particolari di queste opere? Innanzitutto la modalità di ritratto (o sarebbe meglio scansione?), che prevede la scelta di una posizione che deve consentire il processo di scansione ma che, di conseguenza, tende ad apparire poco naturale. A questo si sommano la necessità di far mantenere chiusi gli occhi per evitare l’intensa luce della lampada dello scanner, ed anche l’effetto di ridottissima profondità luminosa che è insita nell’acquisizione di immagini tramite scansione.
Tutto ciò risulta in un ritratto in cui il soggetto sembra affiorare e galleggiare esanime su uno sfondo buio profondo ed intenso, quasi irreale.
Che dire, io trovo comunque queste foto tremendamente affascinanti, quasi ipnotiche, e tu?
Puoi vederne altre ed approfondire la conoscenza di Maitha sul suo Instagram o sul suo sito web.

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ComposerIgorStravinskyNewYorkDecember11946

Conosci questa foto? E’ il famoso ritratto del grande compositore Igor Stravinsky scattato nel 1946 da uno dei più importanti fotografi ritrattisti del novecento: Arnold Newman.
Newman immortalò moltissimi personaggi famosi: da Picasso a Marilyn Monroe, passando per Chagall, Dalì e tutti i presidenti americani da Truman in poi.
Il ritratto di Stravinsky nel suo studio di New York è senz’altro un’icona nella storia della fotografia ed anche di quello che fu lo stile di Newman: il “ritratto ambientato”.“Le persone esistono nello spazio”, diceva il fotografo americano, maestro nel trasmettere all’osservatore l’essenza dei suoi soggetti immergendoli nel loro ambiente naturale: una sorta di geniale unione tra la tradizionale fotografia di ritratto e quella di reportage.
Sono sempre affascinato dal cercare di comprendere il percorso creativo seguito nelle fasi di realizzazione di una fotografia e qui abbiamo anche un interessante documento: la serie di scatti effettuati da Newman proprio in occasione della sessione con Stravinsky. Si tratta di un insieme di quindici fotogrammi scattati il primo dicembre del 1946, proprio nello studio del compositore e da cui è tratta la foto che è divenuta così famosa.

Stravinsky_set

E’ un esempio molto interessante in cui si apprezzano i vari tentativi del fotografo alla ricerca dell’inquadratura migliore per realizzare un ritratto davvero significativo.
Con i primi fotogrammi Newman esplora alcune soluzioni diverse, alla ricerca di quale possa essere la strada giusta.
All’inizio appare anche la moglie del compositore, poi si passa ad idee diverse, fino a quando il fotografo sembra trovare la chiave nella forma sinuosa del coperchio del pianoforte, che forse richiama in qualche modo le simbologie del pentagramma.
Si concentra e si avvicina al risultato finale negli ultimi quattro scatti, posizionando Stravinski ad un lato.
C’è poi la traccia evidente della valutazione effettuata a posteriori sulle immagini. Si vedono i segni di selezione delle “preferite” e la decisa scelta di quello che sarà il prodotto finale, compreso il particolarissimo taglio: un bel “crop” per dirla con i termini odierni.

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Dennis_Stock_by_Andreas_Feininger

Dennis_Stock_by_Andreas_Feininger

Oggi voglio riproporti questo mitico ritratto di Dennis Stock, importante firma dell’Agenzia Magnum e fotografo che divenne celebre per le sue immagini di grandi nomi dello spettacolo, da James Dean a Louis Armstrong.
L’autore dello scatto fu Andreas Feininger, studioso di architettura e scrittore di testi sulla tecnica fotografica che lo resero tra i più influenti autori di fotografia moderna. Feininger era appassionato alla natura ed alla struttura delle cose, solo raramente si dedicava ai ritratti che non considerava come sua specialità, ma questo a Stock era straordinario e divenne subito celebre.
Fu realizzato nel 1955 per la rivista Life, subito dopo l’assegnazione a Stock di un premio per giovani fotografi. Il volto è un tutt’uno con la Leica e crea un’immagine dai tratti futuristi dove gli occhi sono quelli della macchina fotografica. La luce e la posa sono costruite a comporre un’entità nuova, quasi non umana, una sorta di cyborg.
Un cortocircuito razionalista che lascia il segno e che rimane un’opera passata alla storia.

I precedenti cortocircuiti fotografici:

#1: Eugene Atget fotografato da Berenice Abbott
#2: Berenice Abbott fotografata da Hank O’Neal
#3: Edward Weston fotografato da Tina Modotti
#4: Tina Modotti fotografata da Edward Weston
#5: Alfred Stieglitz fotografato da Gertrude Käsebier
#6: Steve McCurry fotografato da Tim Mantoani
#7: Robert Capa fotografato da Gerda Taro
#8: Gerda Taro fotografata da Robert Capa
#9: Robert Mapplethorpe (con Patti Smith) fotografati da Norman Seef
#10: Szarkowski fotografato da Winogrand fotografato da Friedlander
#11: Andy Warhol fotografato da Robert Mapplethorpe
#12: Henri Cartier-Bresson fotografato da René Burri
#13: Dennis Stock fotografato da Andreas Feininger

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illusione_contrasto_femminilita

Bisogna far bene attenzione a come gestiamo il contrasto nelle nostre foto, specie quando sono ritratti.
Richard Russel, un ricercatore di Harvard, dimostrò nel 2009 che il contrasto modifica la percezione di genere: la stessa persona, raffigurata nello stesso scatto, appare infatti come più femminile se il contrasto nelle zone occhi e bocca viene aumentato, mentre risulta più maschile al diminuire del contrasto in queste aree.
Il suo lavoro ottenne anche un riconoscimento al premio internazionale Illusion of the Year, dove la sua foto “Illusion of Sex”, che vedi sopra, ottenne il terzo posto assoluto.
Il rapporto tra contrasto e percezione di genere non deve meravigliare, è perfettamente coerente con ciò che millenni di costume ed usanze prevedono:  la colorazione di labbra e contorno occhi. Questi interventi di comune make-up dunque altro non sono che tecniche per aumentare, dal vivo, il contrasto sul volto, ed il nostro cervello ha acquisito la capacità di interpretarne subliminalmente il significato.
Ci avevi mai pensato? E’ un’informazione di cui far tesoro.

🙂

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Old memeSembra uscire da un post su Facebook, ma in realtà quella che vedi sopra è una vignetta che apparve sul giornale satirico “The Judge” nel 1921.
Si tratta forse di uno dei primi meme della storia, un esempio emblematico di come, da sempre, ci poniamo e sentiamo davanti all’obiettivo di una fotocamera.
Nella didascalia l’espressione “flashlight” era il modo con cui venivano tipicamente chiamati i ritratti, al tempo sempre scattati con l’ausilio di un robusto colpo di flash.
Pensa a quanto questa vignetta di quasi un secolo fa è simile alle tante dello stesso tono che girano oggi sul web, evidentemente le differenze tra aspettativa e realtà non sono state ancora risolte dallo sviluppo della tecnologia…

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