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Posts Tagged ‘moda’

Helmut by JuneIl mio debole per il grande Helmut non è una novità ed oggi ho il piacere di proporti una chicca. Helmut by June è un documentario realizzato nel 1995 da Alice Springs, al secolo June Newton: moglie, musa, artista e collaboratrice del grande fotografo. Originariamente pubblicato per il circuito dei cinema d’essai, “Helmut by June” è ora disponibile gratuitamente, e racconta la vita del fotografo attraverso immagini e filmati girati durante il lavoro di colui che con i suoi scatti iconici ha influenzato i canoni estetici di un’epoca.
Se avrai voglia di vederlo troverai, tra le tante magnifiche e sensuali modelle in posa per Helmut, alcune vere star: da Claudia Shiffer a Cindy Crawford ma anche l’attrice Sigourney Weaver.
Ma il vero protagonista è lui, con la sua creatività e la grande capacità di entrare in sintonia con le persone. Un artista splendidamente dipinto da una persona a lui vicina, intima ma anche professionale come sapeva essere Alice, del resto anche lei notevole fotografa.
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ChanelNon sono un grande fan della cosiddetta “Fashion Photography” ma ho comunque molto rispetto per la professionalità e le capacità tecniche di molti fotografi di questo settore. La fotografia di moda richiede altissima qualità e forti capacità di gestire ogni dettaglio dell’immagine. Il fotografo si trova spesso a lavorare sotto pressione ed in tempi ridotti.
E poi si sa, le star non sono facili…
È per questi motivi che ogni tanto vado a vedere cosa c’è di nuovo sul sito di Breed, una scuola di fashion Photography, ed è qui che ho trovato questo interessante video. Mostra le fasi di un workshop in cui l’obiettivo è ricreare il ritratto di Kristen Stewart realizzato da Mario Testino per una pubblicità di Chanel.
C’è tutto: dal make up alle luci, dalla gestione della modella fino alla fase di scatto vera e propria. Un processo che quelli di Breed chiamano “Image Decostruction” e che trovo davvero istruttivo per qualunque fotografo.
Buona visione!
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[Fonte: Breed]

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Dovima with elefants

Dovima with elefants – @ Copyright 1955 The Richard Avedon Foundation

Torno spesso a rivedermi le foto di Richard Avedon, un grande fotografo che è stato senza dubbio uno dei principali protagonisti della fotografia americana del secondo novecento.
Per me la sua principale caratteristica è l’aver rappresentato una sorta di sintesi tra fotografia artistica classica, pop art, mondo dello spettacolo e della moda.
Con una carriera che iniziò come fotografo per carte di identità e di relitti di navi mercantili, Avedon passò negli anni ’40 al mondo della moda portando in Harper’s Bazaar, la rivista per cui lavorava, la novità di porre le modelle in contesti urbani non convenzionali.
Da quel momento la sua carriera decolla, lavorerà per Vogue, Life e molti prestigiosi marchi della moda e con il passare del tempo emerge la sua grande passione per il ritratto. È una tipologia di ritratto introspettivo che scava nella personalità del soggetto, lo pone in atteggiamenti e contesti che consentono un contatto emotivo diverso dai clichè tradizionali.
Attraverso intere decadi che vanno dagli anni ’60 all’alba del nuovo millennio, per molti personaggi famosi e star, quello di Avedon diviene uno studio fotografico da cui è necessario passare, a patto di essere disposti ad esporre se stessi in modo diretto.

Homage to Munkacsi

Homage to Munkacsi, Parigi © Copyright 1967 Richard Avedon

Trovo particolare in Richard Avedon la capacità di saper separare molto bene la sua attività di fotografo commerciale su commissione, tipicamente per il settore della moda e dello spettacolo, dal suo personale impegno, passione e ricerca sul ritratto introspettivo ed anche al reportage di denuncia, come nel caso del suo viaggio in Vietnam a documentare gli orrori della guerra con crude foto di corpi mutilati e straziati dal napalm.
Uno stile, quello di Avedon che, anche nei lavori più chiaramente  commerciali come ad esempio gli scatti per i grandi nomi della moda, fa percepire una personalità ed una originalità che solo pochi grandi hanno saputo esprimere.

E’ significativa una sua frase che sottolinea l’irrefrenabile passione per la fotografia che lo accompagnò fino all’ultimo: “If a day goes by without my doing something related to photography, it’s as though I’ve neglected something essential to my existence

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Bresson

Henri Cartier-Bresson – © Copyright Magnum Photos

Apprendo dal sito New Camera News che si sta indagando su un curioso fenomeno riguardante la tomba di Henri Cartier-Bresson, il grande fotografo noto a tutti per la sua capacità di cogliere l’attimo decisivo.
In un’affollata conferenza stampa è stato reso noto che un gruppo internazionale di scienziati sta studiando da tempo il luogo dove il maestro è sepolto ed il team ha fatto una scoperta sensazionale: Bresson è ancora morto, ma sta ruotando nella tomba.
Gli esperimenti iniziati nel 2007 con l’ausilio di speciali apparecchiature, evidenziano un movimento di rotazione che, dalle circa tre rivoluzioni all’anno misurate inizialmente, è aumentato nel tempo, arrivando nel corso del 2013 ad oltre ottocento rotazioni: più di due al giorno!
Nei soli primi tre mesi del 2014 Bresson si è già rigirato oltre seicento volte nella sua tomba. Se l’accelerazione continua a questi ritmi, non solo gli scienziati saranno costretti a passare dall’indicazione di “rotazioni all’anno” a quella di “giri al minuto” come per i motori, ma si rischierà un aumento della temperatura interna alla bara a causa dell’attrito e forse ci sarà il rischio di combustione.
Gli scienziati ipotizzano che il fenomeno sia legato all’aumento esponenziale ed incontrollato di fotografie definite impropriamente “di strada” (il genere che HCB aiutò a creare e definire) ed al loro imperversare sui social network.
Pare che i membri della famiglia Cartier-Bresson si preparino a lanciare un appello a tutti i fotografi del mondo per cercare di limitare il proliferare di insignificanti, inconsistenti e banali scatti di strada, in particolare in bianco e nero.

😀 😀 😀

Fonte NCN

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Karl Taylor fashion shootTi piace il mondo della fotografia fashion? Modelle bellissime con tacchi pazzeschi e fotografi prestanti che se la godono su splendide spiagge tropicali? Divertimento? Soldi a palate?
Non è sempre così. Dai un’occhiata a questo video, in cui il fotografo commerciale britannico Karl Taylor si trova alle prese con un ventoso shooting in Islanda.
Sì, il risultato finale poi sarà di tutto rispetto, ma probabilmente anche il raffreddore della povera modella dal vestito rosso… 😀 😀 😀
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Helmut Newton 1Helmut Newton è il fotografo che negli anni settanta portò il nudo nell’estetica fashion, proponendo immagini talmente nuove e provocatorie da trasformare per sempre il concetto stesso di fotografia di moda.
Leggendarie sono le sue pubblicazioni White Women (1976), Sleepless Nights (1979) ma più di tutti lo spettacolare Big Nudes (1981) fatto in gran parte di foto realizzate in esterni, spesso in strada, con modelle in atteggiamenti sensuali o inquietanti, dove il rapporto con le immagini fashion divenne solo una scusa per portare avanti un progetto puramente artistico.
Helmut Newton 2Con questi lavori Newton si conquistò un posto da protagonista nella fotografia del secondo Novecento, dimostrando la capacità di sondare una dimensione che andava oltre la pura estetica, un terreno non convenzionale fatto di ambiguità ed erotismo ma anche violenza e morte. In sostanza una visione cruda della realtà dove all’osservatore tocca un ruolo di interpretazione molto importante.
Alcune immagini di Newton hanno trovato un posto di tutto rispetto nella storia di questa disciplina e sono particolarmente famose, come il ritratto di Andy Warhol nella stessa posa di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana, oppure la foto di Nastassia Kinsky che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich.

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Kate Moss

Kate Moss – Copyright 1993 Albert Watson

Kate Moss la considera una delle più belle foto che le siano mai state scattate. Fu realizzata dal fotografo di moda Albert Watson nel 1993 sulla spiaggia di Marrakech, alla fine di una sessione di scatti per la rivista di moda Vogue.
Era il diciottesimo compleanno di Kate e dopo tre estenuanti ore di foto e continui cambi di abiti Watson si rivolse alla modella e le disse: “adesso che abbiamo finito con il lavoro, perché non ti spogli?”.
Il risultato furono alcune immagini tra cui quella qui a fianco, divenuta un’icona e battuta all’asta da Bonhans pochi anni dopo a Londra dove se la aggiudicò un acquirente anonimo per venticinquemila dollari. Successivamente altre stampe originali di questa foto hanno raggiunto valori da capogiro, come nel caso di una di grande formato battuta da Christie’s nel 2007 a 108.000 dollari.

Alfred Hitchcock

A. Hitchcock – Copyright 1973 Albert Watson

Le foto di Albert Watson sono apparse su oltre duecento copertine di Vogue ma anche altre importanti riviste come Rolling Stone.
Non vedente da un occhio, Watson studiò arte e design in Scozia per poi trasferirsi a Los Angeles negli anni settanta.
Tra le sue foto più note c’è il famoso ritratto di Alfred Hitchcock che mostra un’oca spennata. Watson lo realizzò nel 1973 per il numero di Natale di Harper’s Bazaaar in cui il famoso regista, presentando in un articolo la sua ricetta per l’oca, rivelava al pubblico la sua seconda grande passione: la cucina.
Come riconoscimento ad una notevole carriera che si è sviluppata nell’arco di oltre trentacinque anni, nel 2010 a Watson è stato assegnato uno dei riconoscimenti più ambiti della Royal Photographic Society’s: il “lifetime achievement award” Centenary Medal.
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