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Archive for the ‘video’ Category

CianotipiaL’estate è il momento giusto per provare la cianotipia, uno dei più antichi processi eliografici che risale ai primissimi anni della storia della fotografia.
Intorno al 1842 l’astronomo inglese Sir John Herschel inventò questa tecnica basata sull’uso di sali ferrici, quindi diversa da quelle di Talbot e Daguerre, che sfruttavano la fotosensibilità dei sali d’argento. I sali di ferro sono molto sensibili alla componente ultravioletta della luce solare e questo l’ha resa un processo di minor successo in ambito fotografico, mentre è stata utilizzata a lungo per realizzare copie a basso costo di complessi disegni tecnici chiamate blueprint. La cianotipia, proprio per la sua praticità può essere però ancora sfruttata per fare divertenti esperienze.
Preparare da soli il materiale necessario per questa attività di bricolage fotografico non è difficile, lo dimostra il video sotto. In ogni caso, per i più pigri (come me) c’è Sunprints, azienda produttrice di fogli già trattati con sali ferrici, con cui si può facilmente provare una semplice tecnica di stampa a contatto.
Si possono usare normali negativi o anche oggetti come foglie, fiori o manufatti vari; basta esporre il tutto al sole. Il bello è che non serve alcuna camera oscura e ci si può preparare con calma alla luce, a patto che non sia intensa e diretta.
L’esposizione vera e propria, quella alla luce solare, deve essere di qualche minuto (c’è chi sostiene decine di minuti). In ogni caso occhio al meteo: serve una giornata di bel tempo…
Io ci ho provato e mi son proprio divertito 🙂
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Triangolo dell’esposizionePer chi avesse ancora qualche lacuna su concetti di base della fotografia, come ad esempio il triangolo dell’esposizione, eccomi a segnalare un modo diverso per affrontare questo tema.
L’opera è frutto del lavoro di PHLEARN che, sul suo canale YouTube dedicato all’apprendimento attraverso formule innovative, ha creato una trilogia video in cui si trattano i concetti di diaframma, ISO e velocità di otturatore prendendo a prestito l’universo Star Wars riprodotto per mezzo dei mattoncini LEGO.
Buona visione e buon divertimento!

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Sono alle prese con il tentativo di riportare alla decenza alcune vecchie foto di famiglia, quindi oggi ti ripropongo un argomento già trattato qualche tempo fa.
Il passare del tempo regala fascino alle fotografie, è vero, ma a volte le segna un po’ troppo. A chi non è capitato di imbattersi in una vecchia stampa su cui gli anni hanno lasciato cicatrici eccessive?
Non è facile restaurare la foto stampata, ci vogliono capacità e maestria, è però possibile affrontare un restauro digitale, mettendo mano ad una scansione della foto stessa.
In questo breve video di due minuti creato dall’Argentino Hernan Folmer, restauratore di foto, ci viene mostrata la sintesi di due ore di competente lavoro in Photoshop per ridare vita e dignità ad una vecchia stampa strappata. Ancora una volta digitale ed analogico si incontrano per dare (anzi ridare) vita ad una Fotografia.
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Film plane indicatorQualche giorno fa avevo in mano una mia vecchia macchina fotografica quando la persona con cui stavo parlando mi fa: “Ma anche sulla tua c’è il simbolino di Saturno! E’ lo stesso che ho sulla mia che è tutta un’altra marca e generazione. Ma che significa?”.
Forse anche sulla tua fotocamera c’è il “simbolo di Saturno”, che altro non è che il segno di dove si trova esattamente il piano del sensore (o della pellicola). La sua presenza è fondamentale per chiunque abbia bisogno di misurare con precisione la distanza tra il soggetto ed il mezzo su cui si forma l’immagine.
In alcune situazioni, come ad esempio la fotografia macro, la differenza tra approssimazione e precisione può essere determinante e così la misura esatta di questa distanza viene spesso usata per calcolare il fattore di ingrandimento o la compensazione dell’esposizione ma anche la corretta impostazione del diaframma.
Per chi volesse approfondire ecco un breve video al proposito.

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Ken KieferSolo pochi giorni fa parlavo a proposito dei pericoli che alcuni fotografi decidono di correre per realizzare i loro scatti.
In alcuni casi il rischio viene anche condiviso con altre persone, ad esempio assistenti e modelle, proprio come nel caso che voglio farti vedere oggi, dove siamo ad un livello davvero notevole, anzi forse eccessivo a mio vedere.
Il fotografo Ken Kiefer è specializzato in una sorta di fotografia fashion subacquea, un genere che trovo affascinante sia per i risultati estetici che per la sua complessità realizzativa. Il punto è che, specie nel caso di Ken, a volte il genere si modifica in “fotografia fashion subacquea estrema”, come nel caso in cui si è spinto fino a portare la sua modella (Kimberly Kiefer) in una situazione davvero tosta: sott’acqua a tu per tu con un coccodrillo, nel suo ambiente naturale.
Il coccodrillo è poco intelligente ma micidiale, specie quando si tratta di un bestione come quello del video qui sotto. l’idea di nutrirlo per attirarlo e mettergli la bella Kimberly accanto per fare delle foto è veramente un gran rischio.
Io dico che non ne vale la pena. Dammi retta Ken, non può andare sempre bene…

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Più volte mi è capitato di toccare il tema del rischio.
La fotografia non è di per sè un’attività rischiosa ma ci sono circostanze in cui il fotografo può trovarsi ad affrontare situazioni pericolose e la valutazione del rischio è tra le capacità necessarie, specie quando si entra nell’ambito della sopravvivenza.
Il fotografo naturalista Maxim Deminov era appostato nei pressi di Capo Kozhevnikov, in Russia, quando un orso bianco si è diretto verso di lui.
Come tutti sanno, l’Orso Polare è considerato tra gli animali più pericolosi del pianeta ma Deminov non si è fatto prendere dal panico.
Non voglio anticiparti altro perché la scena è stata interamente ripresa dalla sua action cam.
Il mestiere del fotografo può essere pericoloso… molto pericoloso. Brrrrr…

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iphone underwaterCome utente di telefono cellulare prima e di smartphone poi, fin dai primordi ho sempre rabbrividito al pensiero del dispositivo che cade in acqua e, nonostante la diretta conoscenza di gente riuscita persino a farlo cadere nella tazza del WC, sono sempre stato capace di tenerlo all’asciutto, anche adesso che ormai anche il mio è “sommergibile”.
Nonostante la conquistata “impermeabilità” oltre all’amore per il mare e le attività subacquee, l’idea di portare il telefono in acqua non mi lascia comunque ancora tranquillo, figuriamoci immergerlo. Eppure mi piacerebbe eccome provare ad utilizzare il mio smartphone come fotocamera subacquea, anche a minime profondità.
Sono rimasto quindi colpito da questo semplice video realizzato da Frederic van Strydonck, che l’ha girato immergendo il suo iPhone X in mare.
Non è certo di una ripresa subacquea in profondità, è chiaro, ma in ogni caso Frederic non ha usato alcuna protezione ed ha inzuppato il telefono nudo realizzando questo breve video che non è niente male anche dal punto di vista artistico.
Se hai intenzione di provarci tieni comunque a mente che la gran parte degli smartphone impermeabili sono fatti per resistere per un tempo limitato e ad una profondità massima di un metro…

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