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Archive for the ‘Nature’ Category

200000 stelleIl TESS è un nuovo satellite NASA lanciato con la precisa missione di cercare nuovi pianeti, il suo acronimo infatti sta per Transiting Exoplanet Survey Satellite.
Durante la sua prima orbita intorno alla Luna, effettuata il 17 Maggio, la sua attrezzatura è stata messa alla prova per una normale fase di test ed è stata scattata una prima strabiliante foto, quella che vedi sopra.
E’ l’immagine di un piccolo settore dell’universo, quello centrato sulla costellazione Centauro, in cui la stella più luminosa è Beta Centauri ben visibile in basso; uno scatto contenente oltre 200.000 stelle.
Per me è una fotografia di una bellezza straordinaria, un caso di arte inconsapevole frutto di impegno, lavoro e scienza.
Guardala bene, osservala come se fosse il frutto delle capacità creative di un grande maestro della fotografia. E’ l’emblema di un punto a cui l’umanità è arrivata grazie ad enormi sforzi spesso sottovalutati se non addirittura dimenticati. Un’immagine che vorrei stampare in alta qualità (cosa non facile) e che davvero meriterebbe di essere spesso a portata di sguardo.
Del resto da sempre le stelle hanno rappresentato il punto di riferimento per trovare, e mantenere, la giusta rotta.

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Linea di galleggiamento

Linea di galleggiamento – © Copyright 2011, Martino Meli

A proposito dei rischi che a volte si corrono per fare una fotografia, tempo fa presi in prestito un’immagine realizzata dall’amico Lorenzo Mugna.
Lo scatto pericolosoNella foto è ritratto il mitico Martino Meli (aka M|art) mentre si sporge dal pulpito di un’imbarcazione a vela. È alla ricerca di una bella inquadratura e la sua preziosa biottica Rollei è puntata verso il basso alla ricerca dell’onda di prua. Una piccola incertezza, un sobbalzo o un movimento sbagliato e sarebbe stato il disastro.
La scena si svolse durante il memorabile Sailing Sharing Workshop del maggio 2011. Dato che si trattava di un’immagine di backstage, Mi fu chiesto di mostrare il risultato finale del rischio corsi dal fotografo. Ecco: è “Linea di galleggiamento” la foto ottenuta da Martino, visibile qui sopra ma anche a piena risoluzione sul suo album Flickr, dov’è perfettamente accompagnata dalla magnifica citazione che ho rubato per il titolo di questo post.
.
P.s.
Una breve nota per chi non conosce i dettagli del linguaggio marinaro.
Vengono chiamate opera viva ed opera morta le due porzioni dello scafo di un’imbarcazione poste rispettivamente sotto e sopra la linea di galleggiamento. In altre parole l’opera viva è la parte immersa dello scafo mentre l’opera morta è quella asciutta e visibile, anche nella foto.

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El CapitainEl Capitain è un enorme sperone di granito che si erge maestoso nel parco Nazionale Yosemite in California. Alto un migliaio di metri ha una parete pressoché verticale con una via chiamata “The Nose” che un tempo era ritenuta impossibile da scalare.
Ma nel 1958 due alpinisti americani riuscirono a raggiungere la vetta, ci misero dodici giorni e dopo un paio di anni la loro impresa fu superata da un team di quattro persone che impiegarono solo una settimana. Successivamente molti alpinisti si cimentarono nell’impresa finché nel 1975 l’ascesa fu completata in un singolo giorno.
Oggi El Capitain è una prova impegnativa che molti scalatori esperti decidono di affrontare, tipicamente un’avventura da tre o quattro giorni che prevede varie soste ed almeno un pernottamento in parete, ma l’anno scorso due tizi hanno battuto ogni record, scalandola in poco più di due ore. Sì hai letto bene.
Quello che ti propongo oggi è il favoloso video timelapse che documenta l’impresa di Brad Gobright e Jim Reynolds che hanno raggiunto la vetta di El Capitain in due ore diciannove minuti e quarantaquattro secondi. E’ un documento fantastico, non solo perché racconta un’impresa notevole, ma anche perché è realizzato in modo magnifico. La ripresa segue i due che, come due formichine sul muro, partono dalla base ed effettuano l’impegnativa ascesa superando di slancio molti altri arrampicatori, raggiungendo la vetta dopo una salita incredibile.
Tralasciando gli aspetti alpinistici e concentrandosi su quelli fotografici, converrai con me che si tratta di un lavoro di altissima qualità. L’autore Tristan Greszko, ha optato per inquadrare la scena da molto lontano, evidentemente con un’ottica lunga ma molto ben stabilizzata, il movimento che segue gli arrampicatori è fluido e preciso, tanto da rendere godibilissima una sequenza che in tempo reale forse non sarebbe altrettanto entusiasmante. Da sottolineare le bellissime immagini notturne, con le tracce del firmamento ma anche delle luci in parete che ci fanno rendere conto di quanto El Capitain sia frequentato…

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Cowgirl by Pega

Cowgirl – © Copyright 2011, Pega

Eccolo, semplice e fascinoso come una domenica di sole, il tema per questo weekend assignment arriva insieme all’ora legale ed è: la primavera.
Ti dico subito che, a mio parere, non è una missione facile. La banalità è in agguato ed il rischio di cadere in foto poco significative è concreto, ma è al pari di tanti altri assignment affrontati finora.
La primavera non è solo una stagione, è un concetto, un emblema, uno stato d’animo. Prova a catturarne l’essenza, cerca un’immagine che possa rappresentarla, è un tema dove ci possiamo sbizzarrire senza troppi indugi o difficoltà tecniche.
Che piova o ci sia il sole, in questo fine settimana dedica qualche tuo scatto alla primavera e poi, se vuoi, condividi qui la tua foto.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Beach no more

Beach no more – © Copyright 2009 Pega

L’estate è ormai un lontano ricordo. Mentre le giornate sono sempre più corte e le temperature scendono, eccoci nella stagione in cui sembra più difficile fotografare.
Per molti appassionati questo è il periodo più “buio”, quello in cui la fotocamera rimane meno attiva e può succedere di optare per il divano invece che uscire a scattare, magari proprio perché fuori il tempo non è bello.
Eppure in realtà il brutto tempo, indipendentemente dalla stagione, non è per niente nemico della fotografia. Freddo, vento o pioggia possono essere un problema per l’attrezzatura e per il fotografo ma non per le immagini. Infatti lo scatenarsi degli elementi crea spesso interessanti opportunità fotografiche, specie se non ci si fa sopraffare dalla pigrizia o dalla paura di danneggiare la fotocamera.
Del resto lo dicevano anche i vecchi fotografi in bianco e nero: “un bel cielo sereno può essere il peggior nemico per le tue foto”.
Quindi dai, non lasciarti intimorire e tieni a mente che non esiste il brutto tempo. Esiste solo l’abbigliamento sbagliato.

🙂

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Star trailDa ormai troppo tempo sto pensando di cimentarmi con gli startrail, le fotografie a lunga esposizione del cielo stellato. E’ una specialità solo apparentemente facile che nasconde una serie di insidie che il digitale ha solo in parte risolto. Si tratta infatti di sintetizzare in una sola immagine il movimento del firmamento durante la notte, cosa più semplice a dirsi che a farsi.
Sul web si trovano moltissimi esempi di questa tecnica ed alcuni fotografi sono veramente molto bravi a realizzare questo tipo di immagini associandole anche a location ricche di fascino.
Ho trovato un video interessante che riporta tutta una serie di accorgimenti ed esempi molto utili a chi volesse avvicinarsi a questa specialità che, specie adesso che il buio inizia presto, potrebbe essere un’ottima scusa per passare la notte fuori…
🙂 🙂 🙂

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Mountain trail - Copyright 2017, Erika Greta

Mountain trail

Non succede spesso qui sul blog, ma già qualche altra volta mi è capitato di ospitare il contributo di amici e lettori appassionati di fotografia. Sono sempre molto favorevole a dar voce a chi propone un contributo ed è così che oggi lascio spazio ad un’amica lettrice del blog. Erica è appassionata di discipline equestri oltre che di fotografia ed in questo breve articolo ci racconta la sua esperienza, mostrandoci i suoi scatti realizzati durante lo svolgimento di una particolare manifestazione equestre.

Ciao mi chiamo Erica ed, anzitutto, vorrei ringraziare Pega per avermi offerto uno spazietto nel suo blog nel quale potervi raccontare la mia esperienza di fotografa durante le finali del campionato Italiano I.R.R.A. – Italian Ranch Roping Association – che si sono svolte il 16 e 17 ottobre 2017 presso un centro equestre a Vivaro, in provincia di Pordenone nel Friuli Venezia Giulia.

Roping irra

Roping I.R.R.A.

Nella vita faccio tutt’altro ma da qualche anno mi sono appassionata al mondo della fotografia e, avendo molta strada davanti per potermi definire “fotografa”, sono stata molto felice di aver ricevuto la possibilità di mettermi alla prova durante queste gare.

L’I.R.R.A. è un associazione di livello nazionale che segue la cultura “buckaroo” (cowboy) e mette in pratica e promuove le discipline equestri in stile western ispirate alla vita quotidiana nei ranch: esse consistono principalmente nello spostare le mandrie – anche in percorsi accidentati – e nella cattura dei vitelli con il lazzo per poi poterli vaccinare, curare, marchiare, etc. Il tutto viene svolto nel massimo rispetto degli animali e, a tal proposito, sono stati fatti dei test appositi con i vitelli da una commissione veterinaria del Friuli Venezia Giulia (prima regione in Italia ad aver creato un regolamento specifico per la tutela degli animali d’affezione) che ha dato il nullaosta.

Roping I.R.R.A.

Roping I.R.R.A.

Per poter svolgere queste discipline bisogna effettuare vari corsi ed esami con istruttori riconosciuti I.R.R.A. Vi possono partecipare anche i ragazzi a partire dai 12 anni, che devono anch’essi avere la patente di equitazione. Per poter ottenere buoni risultati si deve instaurare un buon affiatamento tra cavallo e cavaliere frutto di allenamenti costanti nel reciproco rispetto.
Se volete maggiori informazioni seguite il link: www.irraroping.com .
Da “fotografa” posso dire che sono state due giornate molto impegnative, tra polvere cavalli e pioggia, ma che mi hanno dato molte soddisfazioni. Ho conosciuto tante persone interessanti, ho imparato molte cose sui cavalli e la vita nei ranch, ho messo alla prova le mie capacità e spinto al limite la reflex (una entrylevel) in condizioni di luce non ottimali.
Erica

mountain trailvaquero dressage

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