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Posts Tagged ‘autunno’

Firenze d'autunno

Firenze d’autunno – Copyright 2008 Pega

C’è poco da fare: l’Autunno ha un gran fascino, almeno fotograficamente parlando. 
Lo dico anche se odio le giornate brevi, il clima piovoso ed umido, le foglie bagnate che ti fanno scivolare… ma devo ammettere: l’Autunno è la vera stagione della fotografia.
Gran parte di questa “fotogenicità” dell’Autunno sta nella luce, nella tipicità della luce solare che in questi mesi è esattamente del calore giusto e per buona parte della giornata, proviene proprio dall’angolazione giusta.
Le ombre regalano una gran tridimensionalità alle immagini e d’autunno sono allungate per molte ore, quasi a creare una prolungata situazione di quella “golden hour” che d’estate dura solo per le brevi fasi vicine all’alba ed al tramonto.
Il cielo d’autunno è poi spesso carico di umidità e si comporta come un enorme diffusore, regalando una  luce che per alcune foto è assolutamente perfetta.
E poi c’è natura che ci mette la sua parte: i colori delle foglie che cadono vengono esaltati, specie quando piove. Mai provato ad uscire a fotografare quando piove?

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Attesa contemplativa

Attesa contemplativa - © Copyright 2011 Pega


Solo d’Autunno c’è questa luce, un’atmosfera fatta di ombre che ogni giorno si allungano sempre più e colori magici che solamente questa stagione sa regalare.
Perché non approfittarne? Ecco quindi che per il weekend assignment voglio proprio proporti di riservare qualche scatto a questo tema, invitandoti a sfruttare la delicata luce d’autunno per valorizzare un tuo soggetto. Potresti scegliere un panorama, uno scorcio o magari il volto di una persona.
Lo spirito di questa proposta è poi tradizionalmente sempre lo stesso: ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, almeno una delle immagini che avrai realizzato. Dai, è bello condividere i propri scatti.

Buon divertimento e buon fine settimana!
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Beach no more

Beach no more – © Copyright 2009 Pega

L’estate è ormai un lontano ricordo. Mentre le giornate divengono pian piano sempre più corte e le temperature scendono, ecco che arriva una stagione in cui sembra più difficile fotografare.
Per molti appassionati questo è il periodo più “buio”, quello in cui la fotocamera rimane a lungo inattiva e può succedere di optare per sedersi al pc invece che uscire a scattare, magari proprio perché fuori il tempo non è bello.
Eppure in realtà il brutto tempo, indipendentemente dalla stagione, non è per niente nemico della fotografia. Freddo, vento o pioggia possono essere un problema per l’attrezzatura e per il fotografo ma non per le immagini, infatti lo scatenarsi degli elementi crea spesso interessanti opportunità fotografiche, specie se non ci si fa sopraffare dalla pigrizia o dalla paura di danneggiare la fotocamera.
Del resto lo dicevano anche i vecchi fotografi in bianco e nero: “un bel cielo sereno può essere il peggior nemico per le tue foto”.
Quindi dai, non lasciarti scappare l’autunno e tieni a mente che non esiste il brutto tempo. Esiste solo l’abbigliamento sbagliato.

🙂

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Dissenso generazionale - Copyright 2009 Pega
Dissenso generazionale – Copyright 2009 Pega
Art ain’t easy… but autocritic is way harder…
Come riuscire ad essere costruttivamente autocritici ?

Oggi voglio riproprre un vecchio post che pubblicai tempo fa, nelle prime settimane di vita del blog. 
E’ una riflessione che mi è tornata in mente mentre stavo valutando alcune mie foto, cercando di capire se mi piacessero o meno e se fossero adatte ad essere pubblicate.
Mi perdonerai se sei un vecchio lettore o forse lo rileggerai traendone lo spunto per provare ad aggiungere un tuo contributo.

Ragionando sul valore comunicativo ed emotivo che si può attribuire ad una propria fotografia in modo indipendente dall’opinione degli altri, mi sono trovato a pensare a che processo seguire per dare un giudizio artistico il più possibile “meditato” su alcuni miei scatti.
Il fine di questa sorta di “valutazione” è quello di sviluppare un maggiore senso critico nello scegliere a quali foto dedicare maggiore attenzione in termini di trattamento e successiva eventuale stampa o pubblicazione su web.
Non mi è risultata cosa facile perchè, ovviamente, essendone io il creatore tendo naturalmente a dare alla foto una interpretazione ed un valore che non sono per niente assoluti o forse nemmeno condivisibili con gli altri.
Ho comunque provato a raffinare un semplice criterio che si basa sul fondamento che la foto deve essere interessante e “funzionare”, da tre punti di vista.

Tre pilastri che “sostegono” la foto.

Il primo è il punto di vista del fotografo stesso. Se non sono soddisfatto io della foto è inutile andare avanti. Devo sentire che in qualche modo l’immagine ha per me un significato, mi trasmette qualcosa, insomma “funziona”.
Il mio punto di vista di osservatore del soggetto ripreso deve essere soddisfatto in termini estetici, tecnici ed emotivi.

Il secondo punto di vista è quello del soggetto ritratto. A qualcuno potrà sembrare un’assurdità specie nel caso dei soggetti inanimati, ma la mia tendenza è quella di personificare comunque il soggetto ed immaginarne il punto di vista come elemento fotografato. Spesso si sente dire che in fotografia il fotografo guarda il soggetto attraverso l’obiettivo ma il soggetto guarda il fotografo attraverso la stessa lente. E’ proprio questo che intendo. In qualche modo ci deve essere una reciprocità. Una storia sostenibile e percepibile, che renda il punto di vista del soggetto interessante e caratterizzante questo aspetto della foto.

Terzo ed ultimo punto è quello dell’osservatore, del fruitore della foto… del pubblico insomma.
Dal suo punto di vista l’osservatore finale cosa troverà nella foto ? Se la foto ha un senso solo per i primi due elementi di questa analisi ma non per il terzo, la foto non funziona comunque. E’ il caso di scatti che hanno un grande significato emotivo per chi li ha scattati ma nessun messaggio per un estraneo che vede quella foto.

Tutto questo è una mia visione personale, una sorta di processo di valutazione che prova ad essere, se non oggettivo, almeno bilanciato e rispettoso di quelli, che nella mia idea, sono gli altri soggetti coinvolti.

Non nascondo che esiste in me la curiosità di sapere quali invece sono i processi che altri seguono per fare una simile valutazione. Quindi, rifacendomi ad un precedente post, non escluderei che la mia domanda ad un fotografo che stimo, nell’ipotesi provocatoria di poterne fare una soltanto, potrebbe essere proprio : “come valuti il valore artistico e comunicativo di una tua foto” ?

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4 seasons time lapseMi piacciono i timelapse, non è una novità.
Questo lo trovo meraviglioso.
E’ una sequenza di immagini catturate durante un intero anno dalla fotocamera di Eirik Solheim, fotografo norvegese, che l’ha piazzata nel salotto della sua casa nei pressi di Oslo ed  impostata per scattare una fotografia ogni 30 minuti.
Il video mostra i cambiamenti che questo scorcio naturale assume al fluire delle stagioni ed è realizzato  con una mole di circa 16.000 immagini.
Affascinante no ?
Buona visione !

I dettagli di come è stato realizzato sul sito di Eirik Solheim.

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Ancora un altro autunno

Ancora un altro autunno - © Copyright 2010 Andrea Picchi

Una foglia caduta su un vetro appannato.
La pioggia che crea striature e strane forme quasi in rilievo…
Un gioco di chiaroscuri che cattura l’attenzione dell’osservatore.

E’ una foto di Andrea Picchi, amico lettore del blog che mi invita a provare anche con una sua immagine, quello che mi piace definire fotodegustazione : un modo di guardare le fotografie alla ricerca di elementi e sensazioni che emergono osservandole con calma, magari a lungo, proprio come si stesse degustando un vecchio liquore. 
E’ un esercizio che non vuole essere una critica ma solo un modo diverso e creativo, magari divertente, di avvicinarsi al lavoro di un fotografo, cercando nuove proiezioni e significati.
Ognuno può “sentire” sapori ed aromi diversi ed i risultati possono essere imprevedibili 🙂 

Questa immagine mi ha colpito subito per le sensazioni secondarie che sembra trasmettermi.
La foglia, ormai ingiallita e morente è poggiata su una superficie grigia, rigata e irregolare.
E’ la vittima di un crudele delitto, abbandonata su un marciapiede o un selciato.
Una sinistra macchia scura le si estende accanto, come se fosse il sangue che l’ha abbandonata. E’ la linfa, il colore di cui la foglia risplendeva fino a così poco tempo fa, che si è disperso lasciandola ora senza vita.
La pioggia scende decisa e sembra quasi lavare via quella macchia, proprio come nella scena di un film giallo, in cui è fin troppo facile intuire il colpevole citato nel titolo, ma anche il mandante.

Beh, è evidente che si tratta di un’interpretazione del tutto personale e un po’ noir di questa immagine che trovo bellissima e per certi versi struggente, completata da un dettaglio che la rende stupenda anche dal punto di vista compositivo : quel particolare tratto nel quadrante alto destro, che sembra quasi una firma. Il segno distintivo di un artista di talento.

Complimenti Andrea. Gran scatto.

—-

Ti piacerebbe vedere “fotodegustata” una tua foto ?
Bene, scrivi a pegaphotography@gmail.com allegando una tua fotografia o il link ad una immagine di tua produzione che vorresti essere pubblicata e analizzata qui.
La posterò volentieri con un mio tentativo di degustazione aperto ai contributi di chi vorrà partecipare con commenti ed osservazioni.

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Firenze d'autunno

Firenze d'autunno - Copyright 2008 Pega

C’è poco da fare: l’Autunno ha un gran fascino, almeno fotograficamente parlando.

Io odio le giornate brevi, il clima piovoso ed umido, le foglie bagnate che ti fanno scivolare… ma devo ammettere : l’Autunno è la vera stagione della fotografia.

Credo che una gran parte di questa “fotogenicità” dell’Autunno stia nella luce. Intendo nella tipicità della luce solare che in questi mesi è esattamente del calore giusto, e per buona parte della giornata proviene proprio dall’angolazione giusta.

Le ombre regalano una gran tridimensionalità alle immagini e d’autunno sono allungate per molte ore, quasi a creare una prolungata situazione di “golden hours” che d’estate dura solo per le brevi fasi vicine all’alba ed al tramonto.
Il cielo, poi, è spesso uniformemente carico di umidità e si comporta come un enorme diffusore, regalando una  luce che per alcune foto è assolutamente perfetta.

D’Autunno anche la natura ci mette la sua parte: i colori delle foglie che cadono vengono splendidamente esaltati, specie quando piove. Hai provato ad uscire a fotografare quando piove ?

Insomma, io odio l’Autunno ma la sua luce è davvero fenomenale.

🙂

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