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200000 stelleIl TESS è un nuovo satellite NASA lanciato con la precisa missione di cercare nuovi pianeti, il suo acronimo infatti sta per Transiting Exoplanet Survey Satellite.
Durante la sua prima orbita intorno alla Luna, effettuata il 17 Maggio, la sua attrezzatura è stata messa alla prova per una normale fase di test ed è stata scattata una prima strabiliante foto, quella che vedi sopra.
E’ l’immagine di un piccolo settore dell’universo, quello centrato sulla costellazione Centauro, in cui la stella più luminosa è Beta Centauri ben visibile in basso; uno scatto contenente oltre 200.000 stelle.
Per me è una fotografia di una bellezza straordinaria, un caso di arte inconsapevole frutto di impegno, lavoro e scienza.
Guardala bene, osservala come se fosse il frutto delle capacità creative di un grande maestro della fotografia. E’ l’emblema di un punto a cui l’umanità è arrivata grazie ad enormi sforzi spesso sottovalutati se non addirittura dimenticati. Un’immagine che vorrei stampare in alta qualità (cosa non facile) e che davvero meriterebbe di essere spesso a portata di sguardo.
Del resto da sempre le stelle hanno rappresentato il punto di riferimento per trovare, e mantenere, la giusta rotta.

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Stainless - Adam MagyarLa fotografia è nata statica, la sua caratteristica primaria è catturare la realtà congelandola in una immagine fissa. Esistono però tecniche, derivate dalla fotografia, che si discostano dal concetto originale. Sono mutazioni che per complessità realizzativa sono da considerarsi ormai lontane dalla fotografia classica, ma per quanto riguarda la fruizione, le sono vicinissime e portano un valore nuovo. È il caso delle riprese ad alta velocità, tecnica un tempo riservata solo a pochi fortunati in grado di permettersi attrezzature costose e sofisticate. Oggi però sono arrivati sul mercato dispositivi dal costo abbordabile capaci di ottime prestazioni “high speed”.
Guardare con calma un’opera come Stainless di Adam Magyar, è un’esperienza che ha un forte legame con un certo modo di “gustare” la fotografia statica. L’occhio scorre alla scoperta dell’immagine, trova dettagli, emozioni, storie e movimento. Un movimento lieve, a tratti quasi impercettibile. Se nella fotografia statica è la mente dell’osservatore a dover proiettare il dinamismo, qui questo elemento è contenuto nell’opera stessa. Viene sussurrato, quasi suggerito all’osservatore, che è comunque lasciato libero di continuare a proiettarci la sua lettura.
Chissà se questa tecnica avrà sviluppo o meno. Per il momento la trovo quantomeno interessante e dalle notevoli potenzialità.
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Super Group !

Amo le foto di gruppo. È un genere spesso sottovalutato, considerato banale, quasi sempre visto dai fotografi solo un male necessario. Eppure può essere un tipo di fotografia fantastica, in cui con uno scatto si può sintetizzare l’intera umanità.
Oggi ti ripropongo quella che considero tra le foto di gruppo più spettacolari mai realizzate. La scattò nel 2010 Mark Pain, fotografo del Mail on Sunday che si trovava sul green della Ryder Cup.
La pallina, malamente colpita da Tiger Woods, finì direttamente sulla macchina fotografica di Pain, proprio mentre stava scattando. Un tiro pessimo ma un’immagine straordinaria.
A parte l’aneddoto sportivo del tiro sbagliato (che per inciso non influì sulla vittoria di Woods) trovo che si tratti di una foto semplicemente fantastica, uno scatto che personalmente considero una foto di gruppo perfetta.
Guardala in grande, prova a studiarne i particolari, nota come si riescono a vedere le persone.
Il fotografo si trovava esattamente dove era focalizzata tutta l’attenzione dei presenti in un istante allo stesso tempo agonisticamente importante ma anche curioso ed incredibile. Un emblematico caso di “decisive moment“.
Osserva le espressioni! Nel gruppo sono presenti alcuni personaggi che, se isolati, varrebbero tranquillamente un ritratto a sé: uno per tutti il tipo sul lato destro con turbante e sigaro…
🙂

P.s. Se ci fai caso c’è anche un… periscopio :-O

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Sembra facile realizzare una buona foto di gruppo, ed invece ciò che spesso viene fuori è uno scatto banale, noioso, il solito visto milioni di volte.
I gruppi sono un genere con cui molti professionisti devono, bene o male, fare i conti, specie chi lavora con le cerimonie.
Visto che siamo sotto Natale e forse anche tu sarai tra quelli che si troveranno nella più o meno desiderata posizione di fare una foto di gruppo, eccoti un video con sette validi consigli da parte di uno specialista del settore: Denis Reggie, un vero veterano con alle spalle oltre trent’anni di matrimoni!
Buona visione e… BUON NATALE!

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roma_2017_lightpaintingTi segnalo un interessante evento che si svolgerà nelle serate del 3 e 4 Marzo prossimi a Roma. Si tratta di un vero e proprio raduno internazionale di artisti del Light Painting, la tecnica fotografica che prevede l’uso creativo di sorgenti di luce in scatti a lunga esposizione.
La location scelta è nientemeno che Piazza di Spagna, ed in questo magico luogo convergeranno 42 artisti provenienti da 13 paesi, in una manifestazione promossa per la prima volta in Italia da LPWA e coordinata come local supervisor dall’artista italiana Maria Saggese.

Light daemon

Light daemon © Copyright 2011 Pega


L’idea di fondo dell’evento è la realizzazione di immagini collaborative, come già sperimentato in eventi simili già svolti fin dal 2013 in Francia, Spagna, Germania, Cina ed USA.
Puoi trovare tutte le informazioni ed anche le modalità di partecipazione come artista qui.

Devo dire che io adoro il light painting e con questa tecnica mi sono “baloccato” diverse volte.
Ricordo con piacere una divertente photowalk con gli amici del gruppo Flickr di Firenze ed anche qualche altro scatto scemo in compagnia… come quello qui accanto 😀

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Sonda Cassini 2016Da oltre un decennio c’è una macchina fotografica che viaggia solitaria nello spazio profondo. L’abbiamo spedita verso Saturno nell’ormai lontano 2004, creando uno di quei casi in cui la fotografia è parte integrante della storia della scienza.
In un vecchio post avevo già avuto occasione di parlare della bellezza delle immagini trasmesse da questo oggetto, ma adesso non posso fare a meno di tornare sull’argomento.
Da alcuni giorni stanno infatti giungendo dalla sonda Cassini nuove foto scattate da un’orbita inferiore del pianeta Saturno: sono immagini fantastiche degli anelli, con dettagli incredibili di un luogo tanto remoto, affascinante e misterioso.
Le ammiro da giorni, trovandole di una bellezza assoluta oltre che di grande qualità non solo tecnica ma anche artistica.
Sono scatti che potrebbero tranquillamente essere esposti in qualche importante galleria d’arte e sono convinto che per moltissimi anni continueranno a trasmettere qualcosa a chi li ammirerà.

Paul Strand una volta ha detto: “the most important decision a photographer makes is where to place the tripod“.
Ecco: la sonda Cassini ha scelto proprio un posto fantastico dove piazzare il treppiede… 🙂

Per chi volesse appofondire ecco il link al sito NASA.

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Sorry, no more fuel...

Sorry, no more fuel… – © Copyright 2009 Pega


Rieccomi a proporti quella che ormai è una consolidata tradizione di questo blog: la “missione fotografica” del fine settimana.
Come sai, da tempo sostengo che uscire con una sorta di incarico predefinito sia un ottimo modo di stimolare la propria creatività fotografica, oltre che occasione per capire sempre meglio lo strumento che abbiamo in mano.
La condivisione dei risultati di queste semplici missioni è poi una naturale prosecuzione e quindi ti invito a commentare questo post con qualcuno dei tuoi scatti.
Per questo weekend il tema è un genere che da sempre trovo ricco di stimoli ed affascinante: l’esplorazione urbana.
Le nostre città sono ricche di luoghi misteriosi, spesso abbandonati o lasciati al loro destino. Sovente questi angoli sono ad un passo da zone frequentate, altre volte bisogna spingersi in periferia, ma quel che conta è che la decadenza ed i segni del tempo marcano alcuni scorci in modo particolare, fotograficamente interessante.
Il tema è ampio e può riguardare anche ciò che abbiamo davanti ogni giorno ma che, se osservato con spirito esplorativo, può cambiare aspetto. Parlo dei segni del tempo che scendono inesorabili sugli oggetti e sugli edifici, i dettagli di cose ormai in disuso o anche oggetti comuni come il sellino arrugginito di una vecchia bicicletta abbandonata.
Dato che a volte esplorare vuol dire anche penetrare in luoghi diversi dal solito, raccomando rispetto per la proprietà altrui e sopratutto massima prudenza!
Buon divertimento e buon weekend!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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