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Posts Tagged ‘NASA’

Sonda Cassini 2016Da oltre un decennio c’è una macchina fotografica che viaggia solitaria nello spazio profondo. L’abbiamo spedita verso Saturno nell’ormai lontano 2004, creando uno di quei casi in cui la fotografia è parte integrante della storia della scienza.
In un vecchio post avevo già avuto occasione di parlare della bellezza delle immagini trasmesse da questo oggetto, ma adesso non posso fare a meno di tornare sull’argomento.
Da alcuni giorni stanno infatti giungendo dalla sonda Cassini nuove foto scattate da un’orbita inferiore del pianeta Saturno: sono immagini fantastiche degli anelli, con dettagli incredibili di un luogo tanto remoto, affascinante e misterioso.
Le ammiro da giorni, trovandole di una bellezza assoluta oltre che di grande qualità non solo tecnica ma anche artistica.
Sono scatti che potrebbero tranquillamente essere esposti in qualche importante galleria d’arte e sono convinto che per moltissimi anni continueranno a trasmettere qualcosa a chi li ammirerà.

Paul Strand una volta ha detto: “the most important decision a photographer makes is where to place the tripod“.
Ecco: la sonda Cassini ha scelto proprio un posto fantastico dove piazzare il treppiede… 🙂

Per chi volesse appofondire ecco il link al sito NASA.

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NASA Lens F0,7

F 0,7

Prima o poi la smetterò lo prometto, ma ormai anche per oggi ti propongo qualcosa su Kubrick, a proposito del quale è noto che sono fissato…
E’ un video in cui Adam Savage (sì, quello dei Mithbusters) visita la Stanley Kubrick Exibition, una mostra itinerante attualmente allestita a San Francisco, dedicata al famoso regista ed ai suoi capolavori cinematografici.
Tra le prime cose che si vedono c’è la mitica lente Zeiss F/0,7 originariamente progettata per le missioni Nasa, che Kubrick usò per le scene a lume di candela di Barry Lyndon. L’apertura era così estrema da offrire una profondità di campo davvero minima e gli attori furono istruiti a muoversi pochissimo e solo lateralmente, in modo da mantenersi sempre nella sottilissima area a fuoco offerta dal diaframma F/0,7!
Adam ci mostra inoltre la speciale cinepresa Mitchell 35mm, profondamente modificata per poterci adattare la lente NASA. Praticamente i tecnici ne smontarono e ricostruirono artigianalmente molte parti.
Si vedono poi tutta una serie di affascinanti “memorabilia” che i cultori del grande maestro facilmente riconosceranno: dal casco spaziale di “2001 Odissea nello Spazio” alla ricostruzione della war room del “Dottor Stranamore”.
Chissà che un giorno l’esibizione non possa passare dalle nostre parti, sarebbe un must!
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Non si tratta di quella del Brunelleschi, nemmeno di San Pietro; la Cupola di cui parlo oggi è sulla IIS: la Stazione Spaziale Internazionale.
È un luogo fantastico da cui sono state scattate tra le più belle foto mai fatte al nostro pianeta ed è un posto che molti farebbero carte false per poter visitare, anche solo per un momento, ne sono sono sicuro.
Nel video qui sotto l’astronauta Jeff Williams ci mostra questa meraviglia ma anche alcuni notevoli pezzi della ricca attrezzatura fotografica usata in orbita dalla NASA.
Fa uno strano effetto vedere una pesante Nikon D4x con un enorme teleobiettivo da 800mm ruotare senza peso tra le mani di Jeff. Ho pensato: chissà, forse è anche grazie a questa “leggerezza” che le foto riescono così bene agli astronauti… O forse proprio no 🙂 🙂 🙂
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Buzz Aldrin
Appena letta la notizia del Project Apollo Archive, l’iniziativa con cui la NASA ha inserito su Flickr oltre ottomila immagini delle missioni spaziali del periodo Apollo, mi sono subito precipitato a sguazzarci dentro.
Sono fotografie bellissime, originariamente realizzate con la mitica Hasselblad 500EL con ottica Zeiss Planar 80mm e digitalizzate ad alta risoluzione attraverso un lungo lavoro durato dieci anni.
Tra i primi rullini che ho scelto di gustarmi (sì, perché le foto sono state diligentemente raccolte secondo l’ordine dei “magazine” effettivamente usati) ci sono stati quelli della mitica missione Apollo 11, l’impresa che nel 1969 segnò lo sbarco sulla Luna.
Tra gli scatti più belli ho trovato un ritratto. E’ un’immagine di Buzz Aldrin, l’astronauta che insieme a Neil Armstrong scese sul suolo lunare.
All’interno di una composizione che già di per sé risulta affascinante, con quel triangolo di luce spaziale alle spalle, Aldrin è ripreso in una posa naturale, forse sorpreso dal collega che si era appostato per fargli una foto.
Osservando la sua espressione non è difficile scoprire una miscela di emozioni. C’è serenità mista ad apprensione, forte senso di fiducia in sé stesso ma anche fatalismo, il tutto condito dalla consapevolezza di una grande preparazione affrontata e condivisa insieme ai compagni di viaggio che, non dimentichiamolo, erano tutti di estrazione militare.
E’ uno scatto che dice molto su chi fossero quegli uomini e cosa siano state quelle missioni, ed assume per questo un grandissimo valore fotografico, visto che è pure realizzata con maestria.
Grazie NASA per averla condivisa 🙂

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foto lasciata sulla Luna
C’è chi ama “lasciare una traccia”, segnare con un gesto un luogo visitato.
C’è chi getta una monetina in acqua e chi invece una firma sul muro (in barba al rispetto delle cose altrui).
In genere sono gesti fatti auspicando di poter tornare sul posto, ma non credo sia questo il motivo che spinse l’astronauta Charles Duke a portare con sé e lasciare sul suolo lunare una sua fotografia di famiglia.
Sì, la lasciò di proposito durante la missione Apollo 16, il 23 Aprile del 1972. La posò accanto alle sue impronte immortalandola con la Hasselblad Lunare.
Venire a conoscenza di questa storia mi ha incuriosito.
Avevo sentito di foto alla Luna, di foto sulla Luna ed anche di macchine fotografiche lasciate sulla Luna, ma di una foto di famiglia portata dalla Terra e abbandonata sulla Luna non ne sapevo niente.
Di sicuro questa immagine lascia la porta aperta ad immaginarsi tutta una storia, ma quale storia? Forse un messaggio ai posteri? Ai figli o ai nipoti che un giorno potrebbero tornare da turisti sul nostro bel satellitone e ritrovare la foto del nonno? Forse semplicemente una promessa mantenuta tipo “vi porto tutti con me sulla Luna”. Oppure un cinico e metaforico abbandono spaziale? 😀
Chissà…
Chissà anche se quella foto di famiglia è ancora lì o l’hanno presa gli alieni.

😀

[Fonte: Universe Today]

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Buzz Aldrin


Mentre gira intorno al pianeta Terra il 14 Novembre 1966 l’astronauta Edwin Eugene Aldrin (detto “Buzz”), decide di farsi un bell’autoscatto durante l’escursione fuori dalla capsula. Il bagliore del sole, insieme alla forma distorta del nostro mondo, si riflettono sul suo casco; dietro di lui c’è lo spazio profondo. Era la dodicesima orbita della missione NASA Gemini XII.
Altro che quelli che oggi imperversano sui social network… Questo sì che può essere definito un selfie spaziale!
🙂

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Hasselblad Lunare

Image courtesy of WestLicht

E’ l’unica macchina fotografica tornata sulla Terra dopo esser stata sulla Luna, la Hasselblad 500 HEDC che andrà all’asta da Westlich il prossimo 22 marzo.
Fu usata dall’astronauta Jim Irwin, nel 1971, durante la Missione Apollo 15 ed è una delle quattordici fotocamere di questo tipo usate dalla NASA per le missioni Apollo dalla 11 alla 17.
A differenza delle sue simili, che una volta spogliate dalle pellicole rimasero sulla Luna sostituite dall’equivalente del loro peso in campioni di polvere e rocce, questa fece ritorno a casa.
Jim Irwin la usò per realizzare 299 fotografie durante i tre giorni di permanenza sulla superficie lunare ed altre 96 durante il viaggio di ritorno.
Si prevedono puntate che supereranno i 150,000€.
Hai intenzione di partecipare?
🙂

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