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Posts Tagged ‘progetto’

Presenza - by Pega

Presenza – © Copyright 2013 Pega

Non difficile ma nemmeno banale, il tema che ti propongo per questo fine settimana. L’idea deriva da un mio vecchio progetto fotografico, a cui starei ancora lavorando, che è dedicato all’assenza. La presenza non è altro che il concetto opposto che, se ci pensiamo bene, ha forse un potenziale ancora maggiore.
Mentre fotografare l’assenza è una sorta di contraddizione in termini, in quanto si tratta di immortalare ciò che non c’è cercando di far nascere nell’osservatore una sensazione di mancanza, fotografare la presenza è tutt’altra cosa. In ogni fotografia c’è sempre e comunque qualcosa di presente; come si può fare quindi a rendere il concetto?
Qui sta la sfida per questo weekend. Non voglio influenzarti troppo con le mie considerazioni personali e preferisco quindi limitarmi a darti lo spunto per poi lasciarti completa libertà.
In questo fine settimana prova a fotografare la presenza. Fanne il concetto di fondo di qualche tuo scatto. Poi, come al solito, ti propongo di condividere la foto mettendone il link in un commento qui sotto.
Buon fine settimana!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Ti ripropongo questo fantastico time lapse realizzato dal fotografo Christoph Malin che ha piazzato la sua attrezzatura sull’isola di La Palma alle Canarie e passato svariate notti all’aperto in questo luogo caratterizzato da un bassissimo inquinamento luminoso.
E’ un time lapse che coglie gli scenari suggestivi del posto ma anche, e sopratutto, il cielo stellato con la Via Lattea in tutto il suo splendore.
Una settimana di lavoro ed oltre 13.000 immagini, scattate con l’ausilio di vari accessori per la fotografia astronomica ed anche un dolly per ottenere il movimento, caratteristica che ormai è un must per i time lapse professionali.
Gran bel lavoro Christoph!

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SLO 3D printed cameraEcco un bel progettino per le fredde serate che l’inverno porterà (forse). Sui tratta della SLO, una fotocamera fai da te da assemblarsi con pezzi stampati in 3D.

L’intero progetto è disponibile on line ed il suo ideatore, il designer Amos Dudley, ha ben documentato sul suo blog l’intero processo di realizzazione.
Una dalle cose più interessanti è che anche la lente è stampata. Dudley ha usato una tecnica ancora in via di perfezionamento che richiede una certa dose di manualità per rifinirla e renderla davvero efficace, ma questo rende la SLO un prodotto integralmente realizzabile solo con dei pezzi stampati in 3D, senza aggiunte industriali o altri componenti.
slo 3d printed camera frontL’intero progetto è molto ben studiato, compresa la totale modularità del gruppo otturatore/lente che Dudley ha deciso di rendere indipendente, in modo da poter sempre sostituire queste parti con versioni migliorate senza dover ristampare tutta la fotocamera.
Insomma proprio una bella idea, anzi una sfida, che chiunque può raccogliere dato che i file sono liberamente scaricabili qui e sfruttabili anche da chi non possiede una stampante 3d: basta infatti consegnarli ad un service.
Quasi quasi ci provo…

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legotron

Tra i miei progetti nel cassetto che forse prima o poi riuscirò ad iniziare c’è quello di una fotocamera che, tempo fa, trovai sul sito di un simpatico genio del fai-da-te, un certo Cary Norton, che aveva progettato e  costruito una macchina fotografica grande formato usando i mattoncini Lego: la Legotron Mark I.
Si tratta di una 4×5 che Cary aveva assemblato aggiungendoci un’ottica acquistata su Ebay per la bellezza di 40 dollari.
Come molte fotocamere di questa taglia, il sistema di messa a fuoco è semplicissimo e si basa sullo scorrimento di una sezione dentro l’altra della “scatola” che, in questo caso è fatta di Lego. Non c’è molto di più in questa macchina se non una slitta per l’inserimento della lastra. 
Da parte mia avrei idea di modificarla un po’ e renderla una “Instant-Legotron”, facendo in modo di accoppiarci un porta cartridge per pellicole istantanee Fuji a strappo, in stile Polaroid insomma, come ho fatto con la Pinolaroid.

ashley legotron

Oltre ad una buona scorta di mattoncini, quello che serve è pazienza ed anche una certa attenzione nell’uso che, come ben sa chi ha avuto modo di utilizzare questa classe di fotocamere, difficilmente permette di lasciare le cose al caso. D’altro canto, si tratta di un approccio in grado di regalare grandi soddisfazioni.
Ne è un esempio il ritratto qui a fianco realizzato con la Legotron.
Adesso Cary sta lavorando ad una seconda versione di questo progetto, un perfezionamento che sarà contrassegnato dalla sigla Mark II e che, come per la prima versione, potrai a breve vedere descritta nei particolari sul suo sito.

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Parallelismi

Parallelismi – © Copyright 2010 Pega

Click! Ecco fatta la foto; ma è proprio così che stanno le cose?
Pensaci bene: in che momento nascono davvero le tue fotografie?
E’ forse nelll’istante in cui premi il pulsante di scatto che la tua creatività si esprime? O è in qualche momento precedente, quando percepisci il potenziale in ciò che hai davanti.
Forse, invece, sei tra quelli che solo nell’intima solitudine davanti al computer (o perché no in camera oscura) esprimono il loro estro artistico, andando ad estrarre materiale grezzo dai tanti scatti realizzati quasi in automatico, scegliendone uno speciale per lavorarlo e farne qualcosa di compiuto?
Oppure sei tra i fotografi che l’opera la concepiscono prima, molto prima dello scatto, pensandola in anticipo, pre-visualizzandola e poi adoperandosi perché l’immagine finale sia come apparsa nella mente fin dall’inizio.
Insomma quando nascono le tue foto? Ci avevi mai pensato?
Ed i tuoi titoli come nascono? Prima o dopo le foto?

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Fotografia ansiogena

In anxious anticipation – Photo by Aaron Tilley – Set Design by Kyle Bean

La Fotografia può essere ansiogena, eccome, non solo per il soggetto ritratto che, insieme al fotografo, è sovente alle prese con ansie da prestazione; il fatto è che le immagini possono essere generatrici di ansia anche per l’osservatore.
Un interessante progetto che esplora questo tema è In Anxious Anticipation, un lavoro a quattro mani frutto della collaborazione tra il fotografo Aaron Tilley e designer Kyle Bean, che puoi trovare su Kinfolk Magazine.
In questa serie di fotografie, ogni immagine è creata ad arte per trasmettere un senso di apprensione, quella strana sensazione che tutti ben conosciamo di “sta per succedere qualcosa”. Nella mente di chi guarda si forma l’immagine di “ciò che sarà dopo”, insomma del “danno fatto” ma è una proiezione del tutto autonoma del cervello di chi osserva. La foto è solo l’innesco di questo meccanismo.
Trovo che si tratti di un aspetto dell’arte fotografica caratterizzato da grandi potenzialità, forse mai abbastanza esplorato.
E’ un tema impegnativo, forse non adatto ad un semplice weekend assignment 🙂 ma ben considerabile come progettino di lungo respiro. Che ne dici?

[Fonte: Kinfolk Magazine]

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Buzz Aldrin
Appena letta la notizia del Project Apollo Archive, l’iniziativa con cui la NASA ha inserito su Flickr oltre ottomila immagini delle missioni spaziali del periodo Apollo, mi sono subito precipitato a sguazzarci dentro.
Sono fotografie bellissime, originariamente realizzate con la mitica Hasselblad 500EL con ottica Zeiss Planar 80mm e digitalizzate ad alta risoluzione attraverso un lungo lavoro durato dieci anni.
Tra i primi rullini che ho scelto di gustarmi (sì, perché le foto sono state diligentemente raccolte secondo l’ordine dei “magazine” effettivamente usati) ci sono stati quelli della mitica missione Apollo 11, l’impresa che nel 1969 segnò lo sbarco sulla Luna.
Tra gli scatti più belli ho trovato un ritratto. E’ un’immagine di Buzz Aldrin, l’astronauta che insieme a Neil Armstrong scese sul suolo lunare.
All’interno di una composizione che già di per sé risulta affascinante, con quel triangolo di luce spaziale alle spalle, Aldrin è ripreso in una posa naturale, forse sorpreso dal collega che si era appostato per fargli una foto.
Osservando la sua espressione non è difficile scoprire una miscela di emozioni. C’è serenità mista ad apprensione, forte senso di fiducia in sé stesso ma anche fatalismo, il tutto condito dalla consapevolezza di una grande preparazione affrontata e condivisa insieme ai compagni di viaggio che, non dimentichiamolo, erano tutti di estrazione militare.
E’ uno scatto che dice molto su chi fossero quegli uomini e cosa siano state quelle missioni, ed assume per questo un grandissimo valore fotografico, visto che è pure realizzata con maestria.
Grazie NASA per averla condivisa 🙂

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