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Posts Tagged ‘divertimento’

Fisiogramma – © Copyright 2012 Pega

La macchina fotografica appoggiata a terra con l’obiettivo che guarda in alto e l’otturatore aperto per una lunga esposizione. Sopra, al buio, una piccola luce oscilla appesa ad un filo e crea un’immagine ricca di fascino: il fisiogramma.
I fisiogrammi erano già noti nell’ottocento e furono ampiamente studiati dagli scienziati impegnati nella descrizione di fenomeni fisici e matematici.
Hai mai provato a realizzare una foto di questo tipo? Di fatto è un piccolo esercizio di light painting, molto più semplice di quel che potrebbe sembrare.
Si può giocare con diversi tipi di luce, usando lampadine colorate o lampeggianti, cercando di imprimere movimenti oscillatori ed inventandosi qualche idea creativa.
Ad esempio si può variare il “setup” attorcigliando il filo, inquadrando obliquamente oppure rivoluzionando tutto facendo oscillare anche la fotocamera. Le possibilità sono infinite.
Buon divertimento!

p.s. Se ci provi però fammi sapere com’è andata 🙂

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Acufene by Pega

Acufene – © Copyright 2014, Pega

Può il divano essere un tema fotografico? Beh, certo che sì ed è proprio questa la riposante piccola sfida che ti propongo per il centoquarantacinquesimo weekend assignment.
Divano, sofà, ottomana, canapè, poltrona imbottita ad almeno due piazze, chiamalo come vuoi ma deve essere lui, il millenario simbolo del relax, il protagonista assoluto di qualche tuo scatto creativo del fine settimana.
Attenzione, il tema è il mobile ma questo potrebbe anche non essere il soggetto manifesto nell’immagine, quindi caratterizzarla anche senza essere visibile. Cosa intendo? Voglio dire che la foto a tema “divano” potrebbe anche essere uno scatto (o una serie) realizzata “dal” divano, oppure un’immagine dove questo oggetto gioca comunque un ruolo fondamentale anche senza essere il soggetto formale. Bella spiegazione confusa eh 😀
Comunque sia, buon divertimento e… buon addivanamento!

p.s. Come al solito l’invito è poi a condividere i tuoi scatti a tema. Inserisci, in un commento, il link alla tua foto.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Florence Worldwide Photowalk 2012SAVE THE DATE!
Non prendere impegni per la mattina di Sabato 13 Ottobre 2012 perchè ti invito a partecipare all’edizione di quest’anno della Scott Kelby’s Worldwide Photowalk a Firenze.

E’ il più grande evento al mondo della cosiddetta “fotografia sociale” e si svolgerà in contemporanea in oltre mille città, sotto forma di passeggiate fotografiche a cui può partecipare gratuitamente chiunque sia interessato alla fotografia, non importa a che livello, divertendosi e socializzando. L’unico requisito necessario è avere una qualsiasi macchina fotografica. Va bene tutto, persino una usa e getta.
Dopo averlo fatto nel 2010 e nel 2011 , ho il piacere di guidare la Photowalk di Firenze anche quest’anno e quindi… ti aspetto!
Un’occasione per incontrarsi, conoscersi, ammirare insieme le bellezze di questa meravigliosa città e vedere un sacco di altri appassionati di fotografia.

Quest’anno partiremo da Piazzale Michelangelo ed attraverso un bel percorso arriveremo fin nel quartiere di San Niccolò, dove ti invito ad uno spuntino insieme a chi vorrà trattenersi.
Per tutti i dettagli e l’iscrizione, che ti consiglio di non dimenticare di fare perchè dà diritto a partecipare al contest per i premi messi in palio dall’organizzazione, visitare il sito ufficiale.

(max 50 partecipanti – ancora alcuni posti disponibili)

p.s. Sei un po’ distante da Firenze? Considera che per le scorse edizioni abbiamo avuto chi ha preso un aereo per venire a partecipare proprio nella nostra splendida città. Se comunque sei proprio molto distante e non consideri fattibile venire a visitare Firenze in occasione di questo evento, puoi sempre provare a verificare se vicino a dove ti trovi sia in fase di organizzazione un’altra photowalk. Lo puoi fare sul sito ufficiale della Worldwide Photowalk o anche sottoporre la tua candidatura per organizzarne una!

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Seascape BU Pega

Seascape – © Copyright 2012 Pega

Trovi il soggetto giusto, magari un bel paesaggio o anche una scena con cose e persone, prepari il treppiede, ci piazzi la macchina fotografica ed inizi a valutare inquadratura e composizione. In testa hai l’idea di fare una lunga esposizione, qualcosa di almeno mezzo secondo, ma anche più. In questo modo le presenze umane si trasformeranno in strani fantasmi, le cose in movimento disegneranno strane scie e l’acqua assumerà un aspetto strano e fiabesco…
È questo il fascino della fotografia long-exp: divertente ed un po’ meditativa.
Ma c’è un dettaglio. Se vuoi farlo in condizioni di luce diurna è probabile che ce ne sia troppa ed anche impostando diaframmi molto chiusi sia impossibile allungare decentemente i tempi senza bruciare tutto.
E allora, in attesa che i produttori di macchine fotografiche si decidano ad incorporare una funzione di forte riduzione della sensibilità direttamente nelle caratteristiche della fotocamera (che ci vorrebbe? Poco!) ecco che ci vengono in aiuto i filtri Neutral Density (ND).
I filtri ND sono sempre esistiti, fin dagli albori della fotografia e si trovano ancora facilmente in commercio perchè il loro effetto non sempre è ottenibile con la postproduzione. Consentono di abbattere la luminosità che arriva nell’ottica senza alterare troppo la qualità dell’immagine e si possono trovare filtri che tolgono due, quattro, ma anche otto o più stop di esposizione. Ne esistono anche di graduali, molto utili nel caso ci si trovi con soggetti a forte differenza di luminosità come succede spesso con cielo e panorama.
Gli ND sono tipicamente impilabili in modo da moltiplicare l’effetto montando davanti all’obiettivo più filtri sovrapposti.
Provaci, è interessante. Basta solo un po’ di attenzione al bilanciamento del bianco e ai riflessi in caso di controluce.
Intanto, se non conosci bene questa specialità, ti consiglio di dare un’occhiata a questo video in cui Gavin Hoey spiega come si fa, portando anche alcuni esempi di impostazione tempo/diaframma.
Buon divertimento!

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Martin

Capitan M|artin von Melik – Copyright 2012 Pega

Il capitano Martin von Melik è un uomo di mare. Si imbarcò da giovanissimo sui piccoli bastimenti fuorilegge che, mettendo ogni giorno a rischio la vita dei propri equipaggi, facevano la spola tra le coste britanniche e la Francia occupata portando vitali risorse ed informazioni alla resistenza analogica.
Dopo la guerra accettò per alcuni anni il comando di una lenta ma solida unità mercantile che lo vide solcare i mari di mezzo mondo trasportando merci di varia natura e provenienza, probabilmente anche di contrabbando, tra cui pellicole scadute e apparecchi fotografici ormai obsoleti ma ancora efficaci, di cui lui stesso era utilizzatore.
Ora naviga con una grossa imbarcazione da pesca d’altura alla ricerca di quella che considera la vera missione della sua vita: catturare un carangide di straordinarie dimensioni che si narra viva nelle profonde e fredde acque invernali dei litorali Toscani.
Più di una volta ha incrociato la sua lenza con l’enorme bestia, mai riuscendo a trattenerlo nè fotografarlo, è stato quindi costretto a ricorrere a tecniche ed attrezzature di dimensioni progressivamente maggiori nel tentativo di vincere la devastante forza dell’animale. Lenze in acciaio ed esche artificiali a misura di capodoglio sono il suo normale corredo insieme ad agili apparecchi fotografici impermeabili usa e getta, rigorosamente analogici.
Forte e leggendaria, tra gli uomini che hanno navigato con lui, è la sua fiducia nelle tradizionali metodologie di pesca, fotografia e navigazione, che sempre lo hanno tratto d’impaccio nelle situazioni più difficili e tempestose.
In questa foto è ritratto al tavolo da carteggio del suo bastimento. Qui opera studiando il mare e le rotte di pesca, ricorrendo esclusivamente a compasso e squadrette analogiche in barba ad ogni forma di moderna tecnologia digitale.
😀 😀 😀

[Ogni tanto mi diverto ad inventare una storia scema partendo da una mia foto. Prometto di non farlo spesso 🙂 E tu ci hai mai provato?]

Altre “storie da una foto”:
La porta
Alieni
Viva Viva, La Befana!
Il viaggio di Fotone
La discendenza di Fotone

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bibblioteca

Biblio – © Copyright 2009 Pega

Come sempre l’idea è quella di svolgere un piccolo compito durante il corso del fine settimana e provare a sviluppare un tema fotografico. E’ un semplice esercizio che aiuta a coltivare la creatività e migliorare le nostre capacità di fotografi.
Prima che davvero arrivi la primavera eccomi quindi a proporti un tema piuttosto “invernale” per questo weekend assignment : gli interni.

La fotografia d’interni è una vera e propria specializzazione caratterizzata da una tecnica non facile ed esistono molti professionisti che ne hanno fatto un vero cavallo di battaglia. Io in questo caso però intendo semplificare molto e ti propongo solo di fare qualche foto dove sia l’interno di un ambiente creato dall’uomo il soggetto che caratterizza la foto. Forme, geometrie architettoniche, ma anche arredi e persone, va bene tutto.
Messo così è un tema facile dove puoi sbizzarrirti. Ti invito poi, come al solito, ad un secondo passo ovvero la condivisione con gli altri dei risultati di queste semplici missioni. Per farlo non hai che da postare in un commento il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione in cui avrai postato i tuoi scatti.

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Mi sono accorto che tendo sempre più a fare attenzione a cosa dicono le persone quando sono consapevoli di essere fotografate, quando faccio dei ritratti o osservo altri fotografi mentre ne fanno.
E’ curioso notare quanto spesso le affermazioni si assomiglino ed in qualche modo ricadano in categorie ben precise. Ad esempio ricorrono spesso frasi sugli aspetti puramente estetici, quelli tecnici, quelli legati all’ambito del diritto sulle immagini che si stanno realizzando e non di rado si finisce col ricevere anche consigli artistici.
Ti è mai capitato di sentirti dire cose tipo “posso avere i file dele tue foto per metterle su facebook” o “che bella la tua macchina fotografica, è come quella di mio cugino” o addirittura “mi puoi togliere le rughe e modificare il naso con Photoshop”?
Ho iniziato ad elencarle queste frasi, divertendomi parecchio ed accorgendomi che ci sono quasi degli standard. Vuoi darmi una mano in questa ricerca dicendomi cosa ti dicono le persone che fotografi “mentre le fotografi”? Scrivilo in un commento che poi pubblicherò una bella lista completa.

Evidentemente comunque non sono il solo ad aver notato questo aspetto. Dai un’occhiata al video qui sotto, lo trovo fantastico ed esattamente sul tema di cui sto parlando.
(E’ in inglese ma credo che valga comunque la pena vederlo anche per chi non lo comprende, perchè in molti casi il senso di quello che viene detto si capisce benissimo!)  🙂
.

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Banked Landing

A perfect landing attitude - © Copyright 2009 Pega

Alcune attività sembrano più difficili di altre? A volte questo è dovuto solo al fatto che nell’apprenderle non è granchè concesso di sbagliare. Ciò può rendere l’imparare lento e complesso, in qualche caso anche rischioso.

Ma per fortuna con la fotografia non è così.
Evitare gli errori non è l’obiettivo di chi vuole progredire, anzi.
Poter commettere sbagli, magari anche tanti, e farne tesoro è una grande opportunità sempre esistita in fotografia. E’ un vantaggio che, specie con il digitale, rende possibile apprendere e migliorare molto rapidamente. Basta capirlo e volerlo.
Se non sei disposto a rischiare di sbagliare stai solo rendendo tutto più difficile.
Esci e sperimenta, prova cose nuove, osa. Affronta le tecniche e le tematiche che ti mettono in difficoltà, prova a metterti in gioco fotografando in situazioni o ambienti dove non sei a tuo agio, o anche facendo quel tipo di scatti che non ti vengono mai bene…
Se poi viene fuori qualcosa di buono non ti fermare, continua a sperimentare e non ti accontentare.
Se invece i risultati sono scadenti cogli l’occasione per imparare rapidamente dai tuoi errori.
Alla fine è proprio così che ci si diverte un sacco.
🙂

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The framed Shark-o

The framed Shark-o - © Copyright 2011 Pega

Framing è incorniciare, sfuttare la presenza di una forma che ci permette di racchiudere il soggetto della nostra fotografia e convogliarci l’attenzione dell’osservatore.
La cornice non è solo quella cosa in legno o altri materiali che usiamo per valorizzare ed esporre le stampe fotografiche ma può anche essere un elemento interno all’immagine.

Puoi trovare tantissimi esempi di framing creato con l’inquadratura e la composizione, dal classico panorama ripreso attraverso la forma di una finestra o racchiuso da una breccia in un muro di pietra, ma si può anche ricorrere a qualsiasi idea venga in mente, ne è un esempio il mio scatto sopra.  

Insomma, per questo weekend assignment ti invito proprio a sperimentare il framing.
Prova scattare cercando di racchiudere il soggetto dentro ad una forma esterna, incorniciandolo con gli elementi che trovi intorno, muotivi a cercare la giusta posizione della fotocamera, componi con questo in mente.

Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Light daemon
Light daemon © Copyright 2011 Pega

Le giornate si accorciano ma la sera il clima è ancora gradevole ed è bello star fuori a far foto…
Quale stagione è quindi migliore di questa per fare un po’ di Light Painting?

Si, è esattamente con ciò che voglio invitarti a “giocare” per il weekend assignment n°41.

Light Painting significa semplicemente disegnare con la luce: piazza la tua fotocamera su un treppiede ed impostala per una lunga esposizione, poi dai sfogo alla tua creatività con l’ausilio  di una piccola fonte luminosa come ad esempio una lampadina tascabile.
Non ci sono limiti, puoi inventare e creare quello che ti pare, forme colori e idee… ti assicuro che è molto divertente.

Se non hai mai provato ti porto come esempio i dettagli di come è stato realizzato lo scatto qui a sopra.
Abbiamo scelto un luogo piuttosto buio, c’era solo una leggera luminosità del cielo, fotocamera impostata a 400 ISO, f:11 e 30 secondi di esposizione.
Il “modello” faceva ruotare una pallina luminosa che cambia colore mentre una seconda persona disegnava con una normale piletta tascabile i contorni della figura, le corna le ali e la coda…
Un terzo “assistente” ha poi sparato qualche colpo di flash sulla parete rocciosa sullo sfondo. Ecco fatto, tutto qui.

In questi giorni prova il light painting, divertiti a sperimentare, scatta variando i tempi di esposizione, cambia le regolazioni della macchina andando allegramente per tentativi alla ricerca del setup migliore. Vedrai che qualche bello scatto viene sempre fuori.
Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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