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Posts Tagged ‘sea’

amore per un alberoIl mare, nella sua eterna mutevolezza, ma anche con la sua presenza nelle vite delle persone oppure nella sua essenza di elemento naturale, ecco ciò che ti propongo come tema per questo fine settimana.
L’idea del weekend assignment nasce per provare a focalizzare la nostra attenzione su un tema predefinito a cui dedicare qualche scatto e fotografare con in mente una missione ben precisa.
Del resto quale stagione migliore per questo meraviglioso soggetto?
Libertà totale su come interpretare il tema. La mia foto sopra, ad esempio, è un tentativo di possibile declinazione dell’assignment, in quanto il mare nemmeno si vede bene, ma la sua presenza è comunque un elemento cardine.
Come sempre ti invito ad inserire in un commento il link al tuo scatto.
Buon fine settimana!
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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Martin

Capitan M|artin von Melik – Copyright 2012 Pega

Il capitano Martin von Melik è un uomo di mare. Si imbarcò da giovanissimo sui piccoli bastimenti fuorilegge che, mettendo ogni giorno a rischio la vita dei propri equipaggi, facevano la spola tra le coste britanniche e la Francia occupata portando vitali risorse ed informazioni alla resistenza analogica.
Dopo la guerra accettò per alcuni anni il comando di una lenta ma solida unità mercantile che lo vide solcare i mari di mezzo mondo trasportando merci di varia natura e provenienza, probabilmente anche di contrabbando, tra cui pellicole scadute e apparecchi fotografici ormai obsoleti ma ancora efficaci, di cui lui stesso era utilizzatore.
Ora naviga con una grossa imbarcazione da pesca d’altura alla ricerca di quella che considera la vera missione della sua vita: catturare un carangide di straordinarie dimensioni che si narra viva nelle profonde e fredde acque invernali dei litorali Toscani.
Più di una volta ha incrociato la sua lenza con l’enorme bestia, mai riuscendo a trattenerlo nè fotografarlo, è stato quindi costretto a ricorrere a tecniche ed attrezzature di dimensioni progressivamente maggiori nel tentativo di vincere la devastante forza dell’animale. Lenze in acciaio ed esche artificiali a misura di capodoglio sono il suo normale corredo insieme ad agili apparecchi fotografici impermeabili usa e getta, rigorosamente analogici.
Forte e leggendaria, tra gli uomini che hanno navigato con lui, è la sua fiducia nelle tradizionali metodologie di pesca, fotografia e navigazione, che sempre lo hanno tratto d’impaccio nelle situazioni più difficili e tempestose.
In questa foto è ritratto al tavolo da carteggio del suo bastimento. Qui opera studiando il mare e le rotte di pesca, ricorrendo esclusivamente a compasso e squadrette analogiche in barba ad ogni forma di moderna tecnologia digitale.
😀 😀 😀

[Ogni tanto mi diverto ad inventare una storia scema partendo da una mia foto. Prometto di non farlo spesso 🙂 E tu ci hai mai provato?]

Altre “storie da una foto”:
La porta
Alieni
Viva Viva, La Befana!
Il viaggio di Fotone
La discendenza di Fotone

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Peschereccio

Santa Lucia - © Copyright 2012 Martino Meli

Solo pochi giorni fa, nel porto di Livorno, l’amico Martino scattava questa foto di un peschereccio di nome Santa Lucia.

E’ l’immagine in bianco e nero di un’imbarcazione da pesca, tranquilla all’ormeggio, al sicuro nel porto dopo una giornata di lavoro.
Una foto che qualcuno può considerare pittoresca, forse banale, ma è anche emblematica di quella vita e lavoro che sanno essere duri come pochi altri.
Una foto che guardata attentamente rivela tanti particolari che evocano quel rapporto di amore e rispetto per il mare che solo chi lo vive quotidianamente conosce bene.
Una foto scattata solo pochi giorni fa.
Poi la tragedia.
Ieri il peschereccio Santa Lucia è naufragato.
È affondato portandosi via due vite e lasciando in tremenda angoscia i parenti di un terzo disperso.

L’immagine di Martino è stata pubblicata sui giornali. Adesso trasmette sensazioni diverse.
Per chi apprende la storia, questa foto è ora simbolo di dolore e morte, di uomini che hanno perso la vita mentre lavoravano per le loro famiglie.

Il significato di una fotografia in bianco e nero, scattata durante una tranquilla passeggiata al mare in un bel pomeriggio d’inverno, è profondamente cambiato.

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The pointbreaker
The pointbreaker – © Copyright 2011 Pega

Un sorriso così non lo fingi.

Non lo puoi simulare perchè ti si stampa in faccia da solo, schietto e inconfondibile, con un’energia che arriva diretta a chi guarda, o fotografa.

E’ il sorriso di chi ha appena fatto qualcosa di bello, soddisfacente, qualcosa che lo ha fatto davvero star bene.

Ho postato alcuni giorni fa questo ritratto sul mio album Flickr, vedendo che molti commenti convenivano su ciò che anche a me era parso subito dopo lo scatto: l’aver carpito un’espressione così vera ed empatica da riuscire a strappare un sorriso a chiunque.

Ma non è mio il merito.

Tutto sta nella condizione in cui si trovava il soggetto della foto, quegli istanti in cui tornava stanco ma felice, da una magnifica cavalcata sulle onde.

E’ questa energia che trovo sia bellissimo cercare e trovare per un certo tipo di ritratti, un aspetto che si fonde nella foto in modo difficile da descrivere a parole ma che può essere percepito con facilità da chi osserva.

Prova a cercare questa condizione negli attimi che seguono momenti belli ed intensi. Scegli tu quali e con chi, poi scatta, ma senza lasciare che la macchina fotografica perturbi troppo il momento.

Saranno foto intense e forse anche molto intime, probabilmente non sempre adatte ad essere condivise on line, ma di sicuro significative.

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sailing workshop… ed il quattro vien da sè !
Si è proprio così: oggi ho il piacere di annunciare la quarta edizione dello Sharing Workshop.

Se non sai di cosa parlo ti invito a visitare l’apposita pagina dedicata a questa iniziativa che è aperta a tutti gli appassionati di fotografia.

La formula di base per questo quarto evento rimane simile a quella dei precedenti appuntamenti di Villa Petraia , Gualdo e Wave Buba ma con una nota evolutiva che renderà questo Sharing Workshop decisamente diverso dai precedenti.
Innanzitutto la durata : non si tratta più di un solo giorno, lo svolgimento sarà sull’intero arco di un fine settimana.
Ma non è tutto.
La vera novità è che l’evento stavolta non ci vedrà in una villa Medicea fiorentina, in un rifugio di montagna o nell’atelier di un’artista.
Stavolta l’intero Sharing Workshop si svolgerà a bordo di una barca a vela e precisamente nel weekend del 21 e 22 Maggio.

Dopo l’imbarco, che potrà avvenire fin dalla sera del venerdì, salperemo dal porto di Punta Ala (GR) il sabato mattina volgendo la prua all’isola d’Elba per poi rientrare nel tardo pomeriggio della domenica.
Gli interventi a tema fotografico saranno svolti nel corso di queste giornate in mare.

Negli Sharing Workshop ogni partecipante è sia fruitore che protagonista, perchè ad ogni partecipante è richiesto di condurne una piccola parte portando un suo contributo. In linea di massima si tratta di esporre un proprio argomento a tema fotografico.
Se intendi partecipare sappi quindi che potrai parlare di ciò che vuoi, non importa a che livello, tutti gli argomenti sono graditi ed assolutamente ben accetti purchè attinenti alla fotografia.

Non ci sono vincoli di età o livello tecnico. Se sei interessato potrai partecipare indipententemente dal fatto che tu sia un principiante o un professionista, l’importante è comprendere lo spirito dell’iniziativa : tutti possono imparare da tutti.

Per la partecipazione è richiesto un contributo economico alle spese di locazione dell’imbarcazione.

Per iscriverti manda una e-mail a sharingworkshop@gmail.com indicando su quale argomento vorrai svolgere la tua sessione di workshop.

Ti piace ? Allora vieni. Sarà divertente, ma non tergiversare troppo : i posti a disposizione sono molto limitati

🙂

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Trendy elements

Trendy elements – © Copyright 2009 Pega

a fotografia è un’arte strettamente connessa allo strumento necessario per realizzarla ed è tra le forme espressive che ha visto una maggiore evoluzione di questo strumento nel corso degli anni.
L’evoluzione della macchina fotografica ha pian piano avvicinato un grandissimo numero di persone alla fotografia. E’ un un percorso che possiamo dire iniziato nel dopoguerra con la diffusione delle fotocamere di piccolo formato, e continuato fino ai giorni nostri con l’accelerazione portata dal digitale attraverso le compatte ed i telefonini dotati di videofotocamera.
Questi decenni di automatismi sempre più evoluti ed efficaci hanno reso via via più semplici e facili da usare le macchine fotografiche, riducendo la necessità di possedere una solida preparazione per essere in grado di fare delle belle foto, almeno dal punto di vista tecnico s’intende. Esiste di conseguenza la possibilità di fare fotografia in modo quasi totalmente passivo, limitandosi ad “inquadrare e scattare”.
E’ un atteggiamento contrapposto a quello classico, quello più accademico, di chi invece vede nella fotografia una disciplina attiva che richiede applicazione. E’ l’impostazione che esiste in tutte le altre forme d’arte che necessitano un artista preparato a creare: la pittura ad esempio, ma anche la narrazione scritta o la musica…
Alla luce di questo doppio approccio che contribuisce a rendere la fotografia così affascinante ed in continua mutazione, evoluzione e diffusione, possiamo comunque considerare anche la fotografia passiva una vera e propria forma d’arte?

Tu che ne pensi?

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Lucchetti sul molo di Viareggio

Lucchetti sul molo di Viareggio - Copyright PegaPPP - All right reserved

Matasse di “lucchetti d’amore”…. se ne trovano ormai ovunque… e a volte ci si diverte a fotografarli…

Fino a pochi giorni fa ero convinto che questa moda dei lucchetti fosse una cosa veramente folle…. oltre che una piccola grana per la problematica ed il costo di doverli, ogni tanto, andare a rimuovere… dato che si accumulano a ritmi incredibili…

Poi ho conosciuto una persona che vede la cosa da un’altra prospettiva.

Mi limiterò a dire solo che vive a Firenze ed ha un negozio di ferramenta in centro. Inutile aggiungere che… vende centinaia di lucchetti alla settimana. A volte anche grossi, robusti e costosi… magari difficili da segare o aprire… E… beh… lui ne è ben felice…

Questione di punti di vista… di inquadratura insomma….

🙂

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