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Posts Tagged ‘analogico’

Stairway to Hell

Stairway to Hell – Copyright 2010 Pega

Ad un’asta di fotografie i cui proventi andavano a favore di un’associazione, mi sono trovato ad osservare le persone che guardavano le foto esposte. Le stampe erano di tipo e dimensioni diverse, alcune appese con solo un passepartout, altre in una semplice cornice. Quello che le caratterizzava tutte era il fatto che fossero oggetti fisici.
I visitatori le osservavano con attenzione, in qualche caso spostandosi o inclinando la testa per cambiare angolazione, il tutto con un’attenzione diversa da quella che solitamente è riservata alle immagini su schermo.
Già, perché con l’era del digitale e l’abitudine alla visualizzazione su display e monitor, ci siamo un po’ dimenticati quanto sia bello in sè l’oggetto fotografia.
Il fascino di una “fotografia” non sta solo nell’immagine, c’è anche la forma, l’odore della carta, i riflessi che produce, la delicatezza che richiede nel maneggiarla…
Che sia una stampa tradizionale o una a getto d’inchiostro, l’atto stesso di poter guardare da vicino ed osservare i dettagli, i riflessi, poterla girare, inclinare o disporre su un piano insieme ad altre, è un qualcosa che dà un gusto tutto particolare.
Robert Mapplethorpe disse: “I never liked photography. Not for the sake of photography. I like the object. I like the photographs when you hold them in your hand”.
Stampa un po’ di più le tue foto. Prova anche solo con una comune stampante a getto d’inchiostro, usando della buona carta per stampa fotografica.
Anche se la qualità non sarà sublime vedrai le tue immagini in modo diverso, scoprendo inaspettatamente di apprezzarne alcune e magari cambiando il tuo giudizio su altre.

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The Rescued film project
Il Rescued Film Project è un archivio online di immagini da pellicole reperite ancora non sviluppate. Il lavoro è portato avanti con grande dedizione da un gruppo di volontari che raccoglie rotolini provenienti da tutto il mondo e da periodi che vanno dagli anni trenta fino alla fine del secolo scorso.
L’idea alla base di questo progetto è affascinante: ogni immagine “recuperata” è, in effetti, come se fosse appena nata. Per qualche motivo l’autore non l’ha mai vista sebbene l’abbia scattata. Sono momenti che non hanno mai fatto parte di album di famiglia o pubblicazioni, queste immagini non sono mai state stampate, incorniciate ed appese; sono rimaste latenti nel buio del rullino non sviluppato e solo oggi vengono alla luce.
Nel fascinoso video che ti propongo sotto, è raccontata l’esperienza di recupero di ben trentuno rullini esposti da un soldato della seconda guerra mondiale e mai sviluppati finora. Processare e poter vedere per la prima volta queste immagini è una sfida decisamente emozionate.
Buona visione.


La pellicola è un prodotto destinato a degradarsi col tempo. I ragazzi del Rescued Film Project sono decisi a salvare tutto il materiale possibile ed accettano supporto di ogni tipo.
Riconosci qualcuno nelle immagini? Qualche luogo? Vuoi fare una donazione al progetto? Scrivi a info@rescuedfilm.com o visita www.rescuedfilm.com

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Prima della GoProAdesso sembra tutto così facile ed ovvio: basta agganciare la fantastica fotocamerina al suo supporto e via di selfie o video in HD.
Con questi piccoli ma sofisticati oggetti non ci sono piu problemi e si possono fare riprese in cielo come sott’acqua senza doversi troppo preoccupare di questioni tecniche come l’esposizione, la messa a fuoco o la durata della batteria.
Eppure fino a pochi anni fa non era per niente così: per lunghi decenni analogici, la cattura di immagini in soggettiva è stata una specialità difficile e praticata solo da veri esperti, in genere riservata al mondo del cinema e sempre caratterizzata da soluzioni estemporanee ed abbastanza artigianali.
McQueen GoProHo trovato su Kottke una piccola raccolta: sono foto di installazioni “on-helmet” che oggi fanno ridere ma che mostrano come, anche nel ricco e sofisticato mondo di Hollywood, non si andasse tanto per il sottile e, più che altro, si abbondasse con il nastro adesivo.
In alto puoi vedere come venne montata una fotocamera sul casco del leggendario pilota di Formula 1 Jackie Stewart per il GP di Monaco del 1966, mentre qui a fianco trovi il mitico Steve McQuenn che indossò un bell’armamentario fatto da cinepresa e batteria, per le riprese del film Le Mans del 1971.
Ma il top resta qui sotto l’installazione per il videoselfie d’epoca, direttamente con l’operatore “on board”… Altri tempi eh!
Videoselfie

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Polaroid 250

Polaroid Automatic 250 – Copyright 2013 Pega

Se non hai cose ancor più belle da fare, ti invito al prossimo appuntamento con i Florence Photo Friends, un fresco gruppo di appassionati di Fotografia che si è recentemente costituito a Firenze. Avrò il piacere di introdurre una serata dedicata ad un mondo che per molti fotografi digitali è poco conosciuto, forse misterioso: quello della fotografia istantanea.
Molto tempo fa, in un’era in cui era normale aspettare ore (o giorni) per vedere i risultati di uno scatto, un certo Mr. Land se ne uscì con un’invenzione che rivoluzionò il mondo e che, ancora oggi, sembra miracolosa; per decenni questa tecnologia rappresentò la possibilità di avere affascinanti e “sociali” fotografie istantanee: era la fotocamera Polaroid, con cui potevi fare una foto e condividerla subito… passandola nelle mani di altre persone.
L’avvento delle macchine digitali ha relegato questo tipo di fotografia in una nicchia per amatori ed è un peccato perché le possibilità creative rendono questo mezzo molto interessante, non solo per le sue caratteristiche di immediatezza (che vanno oltre il digitale, dato che la polaroid produce una stampa fisica), ma anche per tutto ciò che concerne la manipolazione a posteriori resa possibile da questo tipo di pellicole.
Durante la nostra serata verranno mostrati alcuni esemplari di macchine Polaroid utilizzabili ancora oggi, proveremo insieme qualche scatto ed anche un paio di tecniche di postproduzione (sì hai capito bene) vedendo esempi di interventi creativi possibili solo con questo tipo di fotografie, dando però poi anche un’occhiata a cos’è oggi l’istantanea in digitale.
L’incontro è gratuito ed aperto a tutti, l’appuntamento è alle 21.00 di Martedì 5 Luglio presso il Polo Didattico Donatello – Piazzale Donatello, 20 – Firenze.
Vieni?

Florence Photo Friends

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Worldwide pinhole photo daySi avvicina la data della Giornata Mondiale della Fotografia a Foro Stenopeico che quest’anno sarà Domenica 24 Aprile. Si tratta di un evento internazionale creato per promuovere e celebrare l’arte della fotografia pinhole, la tecnica che non prevede uso di lenti ed obiettivi e tende ad usare come macchine fotografiche scatole e barattoli.
Lo spirito è di invitare tutti gli appassionati di Fotografia ad uscire un momento dall’universo sempre più tecnologico nel quale viviamo e partecipare creando immagini con la macchina più semplice che esiste: quella a foro stenopeico.
Costruirsi una fotocamera pinhole non è difficile e con essa si entra in una dimensione molto diversa dal solito, un’esperienza che parte proprio dalla creazione della macchina stessa: una scatola con un piccolo foro e del materiale fotosensibile all’interno; nient’altro.
Puoi trovare tutte le informazioni sul sito Worldwide Pinhole Photography Day dove è possibile cercare anche tra eventi che si terranno in Italia. Al momento sono disponibili workshop gratuiti a Milano, Roma, Perugia, Cuneo, Sarzana e Cagliari ma invito eventuali altri organizzatori a farsi avanti così posso citarli qui.
Io sicuramente il prossimo 24 aprile farò qualche scatto con la mia Pinolaroid, una pinhole istantanea che ho costruito unendo un dorso Polaroid ad una scatola in legno con un foro stenopeico fatto con l’alluminio di una lattina. È un piccolo oggetto magico, capace di fare foto strane e particolari. Ne parlai tempo fa in questo post e tutt’ora mi ci sto divertendo.
Partecipi anche tu al WPPD?

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Camera oscura in container us armySì, trasportabile con il semplice ausilio di un camion adatto. È così che potresti portarti anche in vacanza questa magnifica camera oscura che ho trovato in vendita alla modesta cifra di 2.500 dollari.
Realizzata in un container militare climatizzato, era in uso all’esercito americano, è in perfette condizioni ed è dotata di tutto il necessario per sviluppo e stampa. Adesso è in cerca di un nuovo proprietario al quale basterà solo dotarsi di un po’ di reagenti freschi e carta sensibile per continuare ad usarla, bello no?
Credo che potrebbe davvero essere una notevole occasione per un gruppo di appassionati di fotografia analogica, basta solo farsela spedire dal North Carolina!
Per chi fosse interessato sul serio, ecco il link all’annuncio.

P.s. A me piace da impazzire. Non ho idea di dove potrei metterla e non posso quindi esserne l’acquirente, ma se qualcuno la comprerà grazie a questo post mi aspetto almeno un invito a fare un paio di stampe 🙂

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Foglia-pinholeMi sono imbattuto in un folle progetto su Indiegogo: due tizi si sono specializzati in foto di paesaggio fatte con fotocamere interamente costruite sul posto e raccolgono fondi per un viaggio lungo il Rio Grande, che documenteranno con questa tecnica.
Site Specific Cameras è il nome che Adam Donnely e David Janesko hanno dato alla loro originale idea che prevede la realizzazione di grosse fotocamere stenopeiche usando solo materiali reperiti sul luogo dello scatto, come ad esempio sabbia, tronchi e spazzatura riportata dal mare, nel caso di una location marina.
Il foro stenopeico è poi sempre reperito in loco e può essere una foglia o una conchiglia, che deve essere trovata rigorosamente già bucata.
Uno dei due fotografi si infila poi nel buio di questa curiosa costruzione artigianale, mentre l’altro funge da otturatore…
La creatività analogica non ha limiti.
🙂

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