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Posts Tagged ‘Iphone’

iphone underwaterCome utente di telefono cellulare prima e di smartphone poi, fin dai primordi ho sempre rabbrividito al pensiero del dispositivo che cade in acqua e, nonostante la diretta conoscenza di gente riuscita persino a farlo cadere nella tazza del WC, sono sempre stato capace di tenerlo all’asciutto, anche adesso che ormai anche il mio è “sommergibile”.
Nonostante la conquistata “impermeabilità” oltre all’amore per il mare e le attività subacquee, l’idea di portare il telefono in acqua non mi lascia comunque ancora tranquillo, figuriamoci immergerlo. Eppure mi piacerebbe eccome provare ad utilizzare il mio smartphone come fotocamera subacquea, anche a minime profondità.
Sono rimasto quindi colpito da questo semplice video realizzato da Frederic van Strydonck, che l’ha girato immergendo il suo iPhone X in mare.
Non è certo di una ripresa subacquea in profondità, è chiaro, ma in ogni caso Frederic non ha usato alcuna protezione ed ha inzuppato il telefono nudo realizzando questo breve video che non è niente male anche dal punto di vista artistico.
Se hai intenzione di provarci tieni comunque a mente che la gran parte degli smartphone impermeabili sono fatti per resistere per un tempo limitato e ad una profondità massima di un metro…

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framed: short movieOggi voglio riproporti Framed, un delizioso corto realizzato dal videomaker francese Mael Sevestre. Parla di un fotografo che vive una misteriosa esperienza: un incontro del tutto inaspettato che avviene mentre è in cerca di scatti bucolici con la sua fotocamera vintage biottica.
Sevestre realizzò l’intero video esclusivamente con un ormai obsoleto Iphone 4S, usandolo anche per filmare le inquadrature attraverso il mirino a pozzetto della reflex usata dal protagonista.
Budget minimo ma talento e bravura quanto basta. E’ la dimostrazione che, con passione e creatività, si possono fare grandi cose anche senza investimenti importanti, riuscendo persino a mettere insieme le comuni tecnologie tascabili odierne con i gioielli medio formato usati dai fotografi di qualche decennio fa. In questo caso l’Iphone che guarda nella biottica è proprio una trovata di classe. Niente male come metafora.
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A 43 anni dalla foto che gli fece riconoscere il premio Pulitzer, il fotografo Nick Ut è tornato nel luogo in cui realizzò la drammatica immagine della piccola Kim Phùc, la bambina che fugge nuda con il corpo coperto di ustioni provocate da un bombardamento al napalm. E’ una foto di cui ho già parlato altre volte, raccontando anche la storia della protagonista. Un’immagine assoluta che con la sua crudezza scosse nel profondo gli animi del popolo americano non abituato ad immagini così violente, e sicuramente contribuì a rinforzare le convinzioni sull’assurdità della guerra in Vietnam e determinarne la fine. Ut è ancora un fotografo in attività e collabora sempre con Associated Press, la stessa agenzia per cui lavorava a quel tempo. Tornando a Trang Bang è anche riuscito a contattare una persona presente nella famosa fotografia: si tratta di Ho Van Bon, il cugino di Kim Phùc, che nell’immagine è il piccolo per mano alla bambina. Nick Ut oggi dice di preferire la semplicità di un Iphone alle complicazioni della pellicola, nel video lo si vede mentre carica “al volo” le sue immagini su Instagram. Parlando proprio degli istanti di quel drammatico scatto, fa notare che il suo collega fotogiornalista militare David Burnett, presente nella destra della foto, non riuscì a fare niente perché impegnato a caricare un nuovo rullino nella sua fotocamera. “A quei tempi dovevi tornare fino a Saigon e sviluppare la pellicola” dice Ut. Di certo non ha alcuna nostalgia per i vecchi tempi, e c’è da capirlo…

 

Nick Ut

© Copyright 1972 Nick Ut / The Associated Press


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[Fonte: American Photo Magazine]

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Crepa.

Crepa. (The IPholaroid project) – © Copyright 2010 Pega

A volte il connubio tra foto e titolo può come germogliare, trasformandosi in qualcosa che si ramifica in una serie di significati che cambiano e sfumano sviluppandosi a seconda dei punti di vista soggettivi. E’ una sorta di sinergia comunicativa che si può creare tra parole, immagini e mente di chi osserva.
Ho avuto modo di sperimentarlo tempo fa postando su flickr l’immagine sopra, intitolata “Crepa.”
Tutto è iniziato con una foto fatta con l’Iphone e trattata in modo da assomigliare ad uno scatto Polaroid per il mio progettino che si chiama appunto IPholaroid project. È un muro colorato con una bella spaccatura… Un’immagine semplice, un po’ minimale, che per me ha però cominciato subito ad assumere una serie di possibili significati metaforici.

In effetti la crepa è sì un piccolo danno locale ma potrebbe risultare la manifestazione di un grave problema più generale. Può essere vera e tangibile su un muro di casa ma, visti alcuni temi di attualità, potrebbe anche rappresentare un’immagine figurata degli avvenimenti politici e sociali che stanno accadendo nel nostro paese o nel resto del mondo.
Qualcuno ci vede solo un segno, altri ci leggono un messaggio, ad esempio tra i commenti su Flickr c’è chi percepisce passione e sofferenza.
Insomma l’immagine di una crepa può trasmettere sensazioni diverse, in particolare associata alla sua descrizione che, in questo può suonare come l’espressione di constatazione cinica di fronte ad un organismo che sta giungendo alla fine della sua vita o addirittura… un minaccioso imperativo! (Con relativi gesti scaramantici di qualcuno).
Insomma… non è solo una crepa…

🙂

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Mariotti

Il “coso” di Mario Mariotti – © Copyright 2012 Pega

 

È facile cadere nella “dipendenza” da Instagram. Basta uno smartphone e cominci a far foto, rendendoti conto che ti puoi divertire molto, concentrandoti sul contenuto, sul risultato, senza tante preoccupazioni tecniche, usando la miglior fotocamera esistente al mondo: quella che hai sempre con te.
È evidente l’influenza che questo modo di fotografare sta avendo in rete, un’influenza che si fa ovviamente sentire anche su chi è appassionato di fotografia e lo era ben prima dell’avvento di questi nuovi strumenti per realizzare immagini, insieme ai modi con cui si condividono in rete i risultati.
Ma c’è un aspetto particolare che, secondo me, indica l’enorme impatto che Instagram sta avendo: è il forte aumento delle immagini di formato quadrato che ora si vedono in giro. Fino a pochissimo tempo fa le foto quadrate erano rimaste una nicchia, delle rarità che solo i nostalgici dell’analogico (anche quelli ormai digitalizzati) ogni tanto sfoderavano, memori della gloria dell’antico “medio formato”.
E invece ecco che ora, all’improvviso, sui social network si vedono foto quadrate ovunque. Sono immagini che nascono rettangolari sui sensori di iPhone o telefoni vari, ma che poi Instagram ti costringe a “squadrare”, definendo uno stile particolare che é stato immediatamente seguito da moltissime applicazioni fotografiche, ma anche riscoperto da tanti appassionati di fotografia.
Ecco, questo sì che vuol dire “avere influenza“.

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Una delle più grandi rivoluzioni nella storia della fotografia è quella che stiamo osservando adesso e riguarda il ruolo sempre più importante che stanno assumendo i telefonini e gli smartphone.
Sono piccoli oggetti, che possiamo avere sempre con noi e che ormai producono immagini tranquillamente paragonabili a quelle delle fotocamere compatte, mettendone di fatto in crisi la ragione stessa d’essere.
Certo che osservare un video come quello che ti propongo oggi è comunque curioso: si tratta di uno dei primi lavori di tipo professionale realizzati integralmente solo con un iphone.
Il fatto che un fotografo professionista abbia deciso di realizzare il suo lavoro esclusivamente con questa attrezzatura e che i suoi committenti abbiano accettato, fa pensare. Anche a tutta l’importanza che troppo spesso diamo all’attrezzatura.

Quel che è certo è che alla fine la qualità non credo proprio sia tanto inferiore alla media…  

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Ufo

UFO2 - © Copyright 2011 Pega

Ero a cena da amici quando, guardando fuori dalla finestra, ho notato una strana forma luminosa che sbucava dalle nubi basse…

Avevo con me solo l’Iphone e così ho inquadrato e fatto qualche scatto al volo.

Questo è probabilmente il migliore tra quelli che sono riuscito a fare nei pochi istanti a disposizione ma devo dire che a rivederlo mi vengono i brividi. Cos’èra veramente quella forma nel cielo?

Posso solo dirti che ovviamente non è un fotomontaggio o un’elaborazione e che questo è esattamente il JPG uscito dal telefono.  Ho i testimoni.

Vuoi provare a dare la tua ipotesi? Dai che è facile.

Perchè UFO2? Beh perchè io un UFO l’avevo già visto e fotografato: guarda qui.

🙂 🙂 🙂

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