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Posts Tagged ‘project’

AppleA volte, ad inizio anno, parlo dei progetti che intendo provare a sviluppare per i mesi a venire, ma per il 2015 non l’ho fatto. Capita infatti di avere solo spunti vaghi, non maturi per diventare veri progetti su cui impegnarsi sul serio.
C’è però una cosa che ho iniziato a fare dall’inizio di quest’anno, non è un progetto fotografico nel senso tradizionale, ma visto che ci sto prendendo gusto, ho deciso di condividerne il principio e, chissà, forse alla fine anche i risultati.
L’idea parte da una riflessione sulle difficoltà che incontriamo nello sviluppare le nostre attività cretive, nel trovare il tempo e le giuste energie per la nostra passione.
Per molti di noi c’è una sorta di separazione tra le tipiche attività quotidiane e la fotografia: si finisce per fotografare solo nel tempo libero, nei momenti che stabiliamo di dedicare a questo aspetto creativo della nostra vita. In questo modo la fotografia diviene un’attività segregata, quasi chiusa in un compartimento stagno, fatto di momenti predeterminati in cui non è detto che la nostra vena creativa sia disposta ad esprimersi.
Ecco allora il progetto 365/2015 che, come idea in sè, non ha niente di nuovo: una creazione fotografica al giorno, ogni giorno per un anno. Trecentosessantacinque foto, ma anche altro. Fare tutti i giorni qualcosa di creativo, farlo nel momento in cui si presenta, quindi pienamente integrato con la vita di tutti i giorni. Può essere uno scatto con lo smartphone, l’elaborazione di una vecchia foto, un nuovo post per il blog o qualsiasi altro tipo di espressione creativa, magari un collage di polaroid o un ritaglio di negativi.
Semplice o complessa, l’importante è che questa creazione sia fatta nel momento in cui l’ispirazione ce la suggerisce, fresca e genuina come una mela colta dall’albero.
🙂

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The Red Flag (IPholaroid project) – © Copyright 2010 Pega

In più occasioni mi è capitato di parlare di ciò che chiamo “degustazione fotografica”.
L’osservazione approfondita di un’immagine intesa come opera creativa ha varie definizioni, quella più tradizionale, chiamata comunemente “lettura” è ciò che viene proposto ed insegnato più classicamente. La lettura fotografica è una vera e propria disciplina da imparare, acquisire e perfezionare attraverso un proprio percorso critico da osservatore.
La degustazione di cui parlo sopra è, a dire il vero, qualcosa di simile alla lettura, ma io la definisco una “deviazione”, un modo più rilassato, informale e meno accademico di osservare un’opera fotografica, più alla ricerca di sensazioni libere e proiezioni personali proprie. Non si tratta quindi di un esercizio volto solo alla lettura critica dell’opera dell’autore ma piuttosto un modo per gustare una fotografia facendo emergere emozioni personali e pensieri paralleli, un po’ come si vanno a cercare aromi esotici ed apparentemente slegati in un sorso di buon vino.
Già in passato mi è capitato di pubblicare esempi di questo processo, anche applicati a foto di lettori del blog. Oggi ti ripropongo questo esperimento.
Vuoi farti degustare? Ti piacerebbe vedere “fotodegustata” una tua immagine?
Bene, inviami una tua opera fotografica o il link alla stessa scrivendo a pegaphotography@gmail.com, la pubblicherò volentieri con un mio tentativo di degustazione aperto ai contributi di chi vorrà partecipare con commenti ed osservazioni.
Ti piace l’idea? Coraggio ti aspetto.

🙂

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20:00
20:00 (Winter Holter) – © 2011 Pega

Ti ha atteso, vuoto e sconsolato, nel periodo di vacanze ed ora è lì che ti guarda, sperando in una bella e corposa “spesa”.
Oppure è sempre stato in vibrante silenzio, facendoti una melanconica compagnia durante questo caldo agosto, magari ospitando ben poche cose tra cui qualche birra fresca ed un po’ di frutta.
Dai, un compagno così importante, fedele e sommessamente silenzioso, qualche ritratto lo merita 🙂
Sì, il frigo è una risorsa interessante, anche fotograficamente parlando e si presta ad essere immortalato in molti modi.
Puoi fotografarlo chiuso come un forziere, magari con i classici magneti attaccati sopra, oppure scegliere di aprirlo e lavorare con quella luce fredda che proviene dall’interno… Puoi celebrarne l’opulenza cogliendolo subito dopo una bella spesa al supermercato o, come dicevo, fissandolo triste e vuoto in un caldo pomeriggio d’estate al ritorno dalle vacanze.
Insomma: che sia nuovo o vecchio, congelato o sbrinato, il frigo ha il suo fascino fotografico. Sarà forse perché è così legato ai concetti di “pieno” e “vuoto” e racchiude quello che mangeremo e quindi ciò che saremo domani, o forse perchè sbirciando tra i suoi contenuti ci si può divertire ad immaginare i gusti e le abitudini di chi lo possiede.
Questa estate fai qualche ritratto al tuo caro frigo: se lo merita.

🙂

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Crepa

Crepa. (IPholaroid project) – © Copyright 2010 Pega

Fermarsi ad inquadrare la piccola fessura aperta in un muro , incurante dello sguardo perplesso delle persone che ti circondano. Oppure tornare, dopo mesi o anni, a fotografare quella spaccatura nella parete, quasi con la sensazione di avere a che fare con qualcosa di vivo. Forse é proprio quest’ultima idea che ogni tanto mi spinge a far foto alle crepe e magari svilupparci un qualche progettino fotografico come il Crepa Project.
Per questo weekend assignment l’invito è quindi quello di cimentarsi proprio a su questo tema.
La crepa è il vuoto che inesorabilmente riconquista il suo spazio nel pieno. È il nulla che nel tempo fa breccia e vince sulla dura materia, troppo rigida per resistere veramente a lungo all’azione del caos.
In questo fine settimana seguimi in questa folle idea, scoprirai che le crepe sono fotogeniche nella loro lentissima ma inesorabile vitalità.
Com’è ormai tradizione di questo blog ti invito poi a condividere il risultato di questi “scatti a tema” in un commento qui sotto.
Buon divertimento!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Lucy in the sky with diamonds

Lucy (The Beatles Project) – © Copyright 2012 Andrea Sbisà

E’ un progetto pensato e creato con passione quello dell’amico fotografo Andrea Sbisà che, partendo da alcune famose canzoni dei Beatles, ha deciso di realizzare degli scatti a tema formando una interessante opera su cui ha lavorato nel corso del 2012.
Sei pezzi famosi, sei titoli che hanno fatto la storia della musica leggera declinati in fotografia con un percorso di immagini che vede sei personaggi femminili e sei stili differenti che in contesti ed atmosfere diverse il fotografo ha voluto esprimere ricercando il mood della canzone.
Il progetto è insomma una sorta di “corto circuito” tra musica e fotografia che ti invito a gustare andando a visitare la galleria appositamente realizzata.
Andrea racconta di aver concepito il progetto alla ricerca di un modo per dare una forma pratica e reale alle sue visioni, valutando di volta in volta come affrontare gli inevitabili compromessi che un’idea del genere comporta.
Aiutato da un piccolo staff e un’agenzia di modelle ha poi messo in pratica una pianificazione tipicamente professionale, necessaria per minimizzare tempi e costi.
Per ogni canzone il fotografo ha pensato in prima persona a tutti gli aspetti, compresa la postproduzione finale, finalizzata a sottolineare ed amplificare il tema scelto.

andreasbisa__LucyLucy in the sky with diamonds

Picture yourself in a boat on a river,
With tangerine trees and marmalade skies.
Somebody calls you, you answer quite slowly,
A girl with kaleidoscope eyes.
Cellophane flowers of yellow and green,
Towering over your head.
Look for the girl with the sun in her eyes, And she’s gone.
Lucy in the sky with diamonds,
Lucy in the sky with diamonds,

Follow her down to a bridge by a fountain,
Where rocking horse people eat marshmallow pies.
Everyone smiles as you drift past the flowers,
That grow so incredibly high.
Newspaper taxis appear on the shore, Waiting to take you away.
Climb in the back with your head in the clouds, And you’re gone.
Lucy in the sky with diamonds, Lucy in the sky with diamonds,

Picture yourself on a train in a station,
With plasticine porters with looking glass ties.
Suddenly someone is there at the turnstile,
The girl with kaleidoscope eyes,
Lucy in the sky with diamonds, Lucy in the sky with diamonds,

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Crepa.

Crepa. (The IPholaroid project) – © Copyright 2010 Pega

A volte il connubio tra foto e titolo può come germogliare, trasformandosi in qualcosa che si ramifica in una serie di significati che cambiano e sfumano sviluppandosi a seconda dei punti di vista soggettivi. E’ una sorta di sinergia comunicativa che si può creare tra parole, immagini e mente di chi osserva.
Ho avuto modo di sperimentarlo tempo fa postando su flickr l’immagine sopra, intitolata “Crepa.”
Tutto è iniziato con una foto fatta con l’Iphone e trattata in modo da assomigliare ad uno scatto Polaroid per il mio progettino che si chiama appunto IPholaroid project. È un muro colorato con una bella spaccatura… Un’immagine semplice, un po’ minimale, che per me ha però cominciato subito ad assumere una serie di possibili significati metaforici.

In effetti la crepa è sì un piccolo danno locale ma potrebbe risultare la manifestazione di un grave problema più generale. Può essere vera e tangibile su un muro di casa ma, visti alcuni temi di attualità, potrebbe anche rappresentare un’immagine figurata degli avvenimenti politici e sociali che stanno accadendo nel nostro paese o nel resto del mondo.
Qualcuno ci vede solo un segno, altri ci leggono un messaggio, ad esempio tra i commenti su Flickr c’è chi percepisce passione e sofferenza.
Insomma l’immagine di una crepa può trasmettere sensazioni diverse, in particolare associata alla sua descrizione che, in questo può suonare come l’espressione di constatazione cinica di fronte ad un organismo che sta giungendo alla fine della sua vita o addirittura… un minaccioso imperativo! (Con relativi gesti scaramantici di qualcuno).
Insomma… non è solo una crepa…

🙂

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101 women
Sei in cerca di un bel progettone fotografico? Uno di quelli che impegnano molto ma che possono anche dare grandi soddisfazioni?
Eccoti una proposta direttamente ispirata al lavoro di Sofia Wraber e Nanna Kreutzmann che hanno pubblicato sul sito onehundredone.dk un’affascinante serie di centouno ritratti di donne: una foto per ogni età: da zero a cento anni.

È un progetto che trovo bellissimo e degno di attenzione perchè sebbene semplice dal punto di vista concettuale e tecnico, è in realtà un lavoro di notevole impegno e spessore umano che però chiunque può realizzare.
Immagina che esperienza possa essere l’entrare in contatto con quelle centouno persone per ritrarle tutte allo stesso identico modo.

Ci vuoi provare? Naturalmente vale anche con centouno uomini. 🙂

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