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Archive for the ‘Bokeh’ Category

OmniQuando si tratta di prodotti che portano il fotografo in direzioni un po’ diverse dal solito, Lensbaby è sempre in prima linea. Ricordo di aver rischiato più volte di acquistare il loro “Composer”, una sorta di lente tilt-shift creativa che consente di sbizzarrirsi con gli spostamenti di piano focale e gestire in modo preciso quello di cui parlavo in questo post.
Raggiunto adesso dalla pubblicità di un nuovo prodotto denominato “Omni”, un sistema di filtri creativi, ne ho ammirato l’idea e pensato che, in effetti, si tratta di un terreno su cui chiunque può sperimentare senza limiti ed anche senza spendere granché.
Si tratta infatti di posizionare nel campo di inquadratura alcuni oggetti trasparenti o semitrasparenti, in pratica pezzi di vetro o plexiglass, trovando posizioni ed angoli che vadano a creare effetti particolari nell’immagine finale.
E’ uno spazio di sperimentazione in cui ti invito ad entrare: prendi la tua fotocamera, trova un soggetto interessante e poi, gioca con un piccolo pezzo di vetro provando a tenerlo molto vicino all’ottica, cercando riflessi, giochi di luce ed amenità varie.
Semplice ed economico, ma serve il prezioso contributo della tua creatività.
Buon divertimento!

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Scanner portrait by Maitha Demithan

Un attimo prima di aggiungere un mio vecchio scanner A4 ai rifiuti RAEE da portare in discarica, ho pensato bene di cercare in rete qualche idea creativa che mi convincesse a tenerlo. Mi sono così, quasi per caso, imbattuto in un’artista di Dubai che con questo strumento realizza ritratti fotografici particolarissimi.
Maitha Demithan è una “scannografa” (si potrà dire così?) che vive a Dubai ed usa dei normali scanner flatbed A4 per immortalare i suoi soggetti, ottenendo risultati molto originali.
La tecnica prevede di eseguire un adeguato numero di scansioni, coprendo le varie parti del soggetto, mettendole sostanzialmente in contatto con la superficie dello scanner, per poi montare il tutto in una singola immagine globale.
I ritratti realizzati da Maitha sono composti da decine, a volte centinaia, di esposizioni ed il risultato è un’immagine dalla personalità molto spiccata, affascinante, ma forse anche vagamente inquietante.
Quali sono gli aspetti particolari di queste opere? Innanzitutto la modalità di ritratto (o sarebbe meglio scansione?), che prevede la scelta di una posizione che deve consentire il processo di scansione ma che, di conseguenza, tende ad apparire poco naturale. A questo si sommano la necessità di far mantenere chiusi gli occhi per evitare l’intensa luce della lampada dello scanner, ed anche l’effetto di ridottissima profondità luminosa che è insita nell’acquisizione di immagini tramite scansione.
Tutto ciò risulta in un ritratto in cui il soggetto sembra affiorare e galleggiare esanime su uno sfondo buio profondo ed intenso, quasi irreale.
Che dire, io trovo comunque queste foto tremendamente affascinanti, quasi ipnotiche, e tu?
Puoi vederne altre ed approfondire la conoscenza di Maitha sul suo Instagram o sul suo sito web.

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Sax Lady

Sax Lady - © Copyright 2009 Pega


Oggi ti ripropongo un vecchio assignment, una vecchia gloria di una delle più solide tradizioni di questo blog: la “missione fotografica del fine settimana”.
L’idea è sempre la stessa, semplice semplice: avere in mente una sorta di incarico fotografico da svolgere ed andare in giro a realizzarlo. E’ un esercizio divertente che può fornire interessanti spunti creativi, magari anche da condividere con altre persone.
Il tema che ti voglio proporre, anzi riproporre è: il suono.
La fotografia in se stessa non contiene ovviamente suoni o rumori ma al nostro cervello piace ricostruire e così, proprio come succede quando la mente colora inconsciamente un’immagine in bianco e nero, accade che alcuni scatti quasi riescano a farci sentire dei suoni.
Sono sensazioni totalmente soggettive ed anche molto dipendenti da quanto si decide di soffermarsi e concentrarci nell’osservazione di una fotografia, insomma quanto si riesce a degustarla.
In questo weekend prova a cercare di fotografare il suono. Fanne il protagonista di qualche tuo scatto, cercando di renderlo evidente ed il più possibile vivo, quasi percepibile da chi osserverà l’immagine.
Poi, se vuoi, mostraci il tuo lavoro aggiungendo un commento con il link.
Condividere con gli altri lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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The fleeting equilibrium – © Copyright 2012 Pega

Ogni tanto mi diletto in questa sorta di arte temporanea che alcuni chiamano “stonebalancing” che consiste nel creare sculture fatte di pietre in bilico che risultano spesso piuttosto fotogeniche, così oggi voglio riproporti un vecchio post al proposito.

Sono solo due sassi su uno scoglio ma, dato che sono (o forse solo appaiono) in un precario e temporaneo equilibrio, fanno pensare.
Inizio a riflettere, penso ai materiali evidentemente diversi che costituiscono le due pietre. Quella più chiara è striata ed irregolare, quella scura più rotondeggiante e liscia. Un richiamo immediato a Yin e Yang, maschio e femmina, brutto e bello, forza e debolezza, amore ed odio…
Poi è la posizione che cattura il mio interesse: perché il sasso chiaro è più in alto e quello scuro più in basso? Un simbolismo a sfondo razziale? Il bene che sovrasta il male? Oppure è il caso, la forma della roccia sotto, che magari permetteva solo questa posizione reciproca e non l’inverso.
Fatalità, conseguenze, rapporti causa effetto. Caos.
Due pietre in equilibrio precario. Se la scura rotola via la bianca può forse resistere lì, indisturbata. Se cade la più chiara, la scura è molto probabile che venga travolta, il suo destino è legato a quello del sasso poco sopra. Non è libera. Una situazione ingiusta.
Le due pietre riflettono in modo differente calore e luce. Inviano segnali diversi agli occhi dell’osservatore ma entrambe, a modo loro, mettono in qualche difficoltà il sensore della mia macchina fotografica. Con il sole estivo i chiari della pietra più in alto si avvicinano pericolosamente ai limiti gestibili dalla fotocamera, mentre le ombre del sasso più in basso scivolano comunque nella perdita di dettaglio.
Sono solo due sassi in bilico su uno scoglio.
Ed io forse mi sto cuocendo il cervello sotto un forte sole d’estate.

😀

p.s. Aggiungo una cosa che al tempo del posto originale non avevo del tutto focalizzato. Molto spesso questa semplice e ludica forma d’arte provoca, in alcune persone, un irrefrenabile istinto distruttivo. E’ curioso vedere come, appena ci si allontana dopo aver realizzato qualcosa del genere, qualcuno non resista a buttar giù tutto. E’ vero che si tratta certo di un’opera temporanea, senza valore e sicuramente caduca, ma tutto ciò svela un lato dell’essere umano che lascia perplessi.

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Firenze d'autunno

Firenze d’autunno – Copyright 2008 Pega

C’è poco da fare: l’Autunno ha un gran fascino, almeno fotograficamente parlando. 
Lo dico anche se odio le giornate brevi, il clima piovoso ed umido, le foglie bagnate che ti fanno scivolare… ma devo ammettere: l’Autunno è la vera stagione della fotografia.
Gran parte di questa “fotogenicità” dell’Autunno sta nella luce, nella tipicità della luce solare che in questi mesi è esattamente del calore giusto e per buona parte della giornata, proviene proprio dall’angolazione giusta.
Le ombre regalano una gran tridimensionalità alle immagini e d’autunno sono allungate per molte ore, quasi a creare una prolungata situazione di quella “golden hour” che d’estate dura solo per le brevi fasi vicine all’alba ed al tramonto.
Il cielo d’autunno è poi spesso carico di umidità e si comporta come un enorme diffusore, regalando una  luce che per alcune foto è assolutamente perfetta.
E poi c’è natura che ci mette la sua parte: i colori delle foglie che cadono vengono esaltati, specie quando piove. Mai provato ad uscire a fotografare quando piove?

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The witness

The Witness – © Copyright 2009 Pega

Un concetto da sempre molto in voga, ma in particolare di questi tempi.
Comunque tu veda il mondo ed i tanti aspetti che segnano la vita, l’incertezza è una faccenda che la natura stessa ci garantisce, dal primo all’ultmo momento della nostra esistenza.
E cosi, in vista del duecentesimo weekend assignment, è questo il tema fotografico che ti propongo per il fine settimana.
Prova a scattare con in mente il concetto stesso di incertezza: puoi lavorare sulla ricerca di un soggetto che ne esprima l’essenza, oppure escogitare qualcosa che ne riporti l’idea alla mente dell’osservatore, magari attraverso qualche espediente tecnico. Metti alla prova la tua creatività per questa missione fotografica.
Come sempre ti invito poi a postare in un commento i risultati della tua missione.
Buon divertimento e buon weekend!

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A volte sono nuovi, ma in tanti casi sono rielaborazioni di vecchie idee; resta il fatto che esiste un’infinità di piccoli trucchi creativi che possono aiutarci ad arricchire le nostre immagini o darci lo spunto per migliorare.
Spesso sono cose semplicissime da realizzare ma il loro impatto su una foto ne può cambiare di molto lo stile e darci la possibilità di pensare a nuovi modi di impostare creativamente i nostri scatti.
Ti propongo un breve video tra i numerosi che puoi trovare online. E’ una raccolta di sei semplici idee realizzata da Jessica Kobeissi, fotografa youtuber molto attiva nel creare questo tipo di materiale.
Buona visione!
https://www.youtube.com/channel/UCvs_Clo5c1u2hXwv0zEG6rw

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