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Posts Tagged ‘Polaroid’

Polaroid 250

Polaroid Automatic 250 – Copyright 2013 Pega

Un vecchio detto recita che “la meraviglia è figlia dell’ignoranza e madre del sapere“. Ci penso spesso quando sento le esclamazioni che accompagnano lo svelarsi di una stampa Polaroid poco dopo lo scatto.
È vero che il digitale ci ha portato un’immediatezza senza precedenti, eppure le immagini che siamo abituati a vedere subito sul piccolo display della fotocamera digitale, mancano di qualcosa: sono come incomplete, immateriali, non “maneggiabili”.
La fotografia stampata, quel piccolo oggetto che puoi tenere tra le dita, avvicinare, annusare, appendere o passare ad un’altra persona, continua ad essere qualcosa di differente, delicato e prezioso, anche nell’era digitale.
Nonostante esistano da tempo piccole stampanti digitali portatili, nessuno le usa ed in genere sono state dei flop commerciali. E così capita che lo “sbucciare” un’istantanea fatta con la vecchia Zietta Polaroid, divenga un piccolo evento, un’esperienza che molti nativi digitali hanno solo sentito raccontare.
“Così veloce?”, “come funziona?”, “ma è bellissima!”, “dentro c’è una stampante ad inchiostro?”, “davvero esistono ancora?”, il repertorio è lunghissimo.
La Polaroid, con la sua totale immediatezza, continua a rappresentare una cosa a sé, quasi una tecnologia ferma in una bolla temporale e culturale. Ed in qualche caso è bello sentirsi raccontare gli sforzi fatti per entrare in possesso ed imparare a conoscere queste meravigliose macchinette, dopo averne vista una all’opera ed essersene innamorati.
🙂

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My first one

My first one – Copyright 2007 Pega

Qual è stata la tua prima macchina fotografica? Che ricordi ne hai? Quanto era diversa da quella che usi adesso?
E’ una domanda che può avere un peso molto diverso a seconda dell’età della persona a cui mi rivolgo.
Per i giovanissimi la risposta oscilla tra “compattina” e “smartphone” ma in ogni caso siamo sempre nel campo del recente digitale e le differenze tra i vari possibili oggetti si avvertono sopratutto in termini di obsolescenza, ma per chi ha qualche anno in più si aprono invece gli scenari più vari. C’è chi ha iniziato con una lomo a pellicola, magari una mitica Diana (chi se la ricorda?), oppure con qualche modello di compatta 35mm dei genitori tipo Kodak Instamatic o le similari che vennero dopo.
In ogni caso tutti abbiamo un qualche ricordo del primo contatto con una fotocamera tutta nostra, un oggetto che potevamo controllare scegliendo noi i soggetti e realizzando le foto secondo criteri personali.
E adesso dov’è quella macchina? Ce l’hai ancora? Fa bella mostra di sé su qualche mensola? Oppure è dimenticata in cantina, o peggio è andata perduta?
Io la mia vecchia Swinger, la Polaroid bianca che mi fu ingenuamente regalata senza calcolare bene il rischio di scatti a raffica con una pellicola allora piuttosto costosa, fa tutt’ora la sua porca figura su uno scaffale in salotto. Mi accompagnò per un certo periodo fanciullesco fatto di scatti istintivi ed istantanei. Una gioia notevole e tanti bei ricordi, sopratutto mentali perché di molte di quelle stampe immediate ne ho proprio perse le tracce…
E tu che fine hai fatto fare alla tua prima fotocamera?

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Fujifilm quadrataAccidenti, ho proprio sviluppato una sorta di rapporto odio/amore con la Fujifilm. Qualche anno fa fu proprio questo produttore giapponese a farmi riscoprire il gusto della fotografia istantanea grazie alle pellicole serie FP, compatibili con le ormai dimenticate Polaroid dette “a strappo”. E’ con macchine di questo tipo, in particolare la Colorpack III e la mitica 250 pieghevole, che mi sono divertito parecchio, almeno fino alla prima doccia fredda, quando Fujifilm comunicò la decisione di interrompere la produzione della FP-3000, pellicola bianco e nero ad alti ISO.
“Poco male” pensai, tanto c’è l’FP-100 a colori che basta e avanza. Peccato che dopo solo un paio di anni eccoci, qualche mese fa, con la terribile notizia della cessazione anche di quest’ultima risorsa.
La disperazione non alberga tra i fotografi istantanei, così iniziai a pensare come poter perseverare nell’ambito dello “scatta e stampa subito“. Fujifilm aveva già da tempo pronta la soluzione: la serie Instax, uno standard che la casa giapponese sta promuovendo con un certo successo, sotto forma di un formato “mini” ed un più interessante (per me) “wide”.
Dopo le classiche “elucubrazioni” avevo finalmente deciso di darmi una mossa e stavo giusto pensando di concretizzare l’acquisto di una fotocamera Fujifilm Instax Wide quando eccoti i giapponesi con una nuova notizia: a febbraio uscirà la Instax a formato quadrato…
Ecco, adesso sono di nuovo in impasse e mi tocca aspettare un po’ di mesi per vedere di cosa si tratta…
Nel frattempo che faccio? Vabbè, ho fatto un po’ di scorta di “Fujifilm FP-100 in via di estinzione” e mi diverto, finché posso, con la Zietta.
🙂

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Polaroid 250

Polaroid Automatic 250 – Copyright 2013 Pega

Se non hai cose ancor più belle da fare, ti invito al prossimo appuntamento con i Florence Photo Friends, un fresco gruppo di appassionati di Fotografia che si è recentemente costituito a Firenze. Avrò il piacere di introdurre una serata dedicata ad un mondo che per molti fotografi digitali è poco conosciuto, forse misterioso: quello della fotografia istantanea.
Molto tempo fa, in un’era in cui era normale aspettare ore (o giorni) per vedere i risultati di uno scatto, un certo Mr. Land se ne uscì con un’invenzione che rivoluzionò il mondo e che, ancora oggi, sembra miracolosa; per decenni questa tecnologia rappresentò la possibilità di avere affascinanti e “sociali” fotografie istantanee: era la fotocamera Polaroid, con cui potevi fare una foto e condividerla subito… passandola nelle mani di altre persone.
L’avvento delle macchine digitali ha relegato questo tipo di fotografia in una nicchia per amatori ed è un peccato perché le possibilità creative rendono questo mezzo molto interessante, non solo per le sue caratteristiche di immediatezza (che vanno oltre il digitale, dato che la polaroid produce una stampa fisica), ma anche per tutto ciò che concerne la manipolazione a posteriori resa possibile da questo tipo di pellicole.
Durante la nostra serata verranno mostrati alcuni esemplari di macchine Polaroid utilizzabili ancora oggi, proveremo insieme qualche scatto ed anche un paio di tecniche di postproduzione (sì hai capito bene) vedendo esempi di interventi creativi possibili solo con questo tipo di fotografie, dando però poi anche un’occhiata a cos’è oggi l’istantanea in digitale.
L’incontro è gratuito ed aperto a tutti, l’appuntamento è alle 21.00 di Martedì 5 Luglio presso il Polo Didattico Donatello – Piazzale Donatello, 20 – Firenze.
Vieni?

Florence Photo Friends

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LandIn questi giorni, proprio in concomitanza con la conferma della funesta decisione di Fujifilm di cessare la produzione delle pellicole istantanee a strappo, ricorre l’anniversario della nascita di Mr. Land, il padre della fotografia istantanea.
Nato in Connecticut il 7 Maggio 1909, Edwin Herbert Land presentò la sua innovativa scatoletta magica al congresso della Optical Society of America nel 1947. Era la prima fotocamera istantanea della storia: la Polaroid Land camera.
Land era un inventore vecchia maniera, esperto in ottica, aveva già messo in commercio prodotti innovativi come occhiali da sole, mirini militari ed i filtri oggi noti come polarizzatori. La fotocamera istantanea nacque quasi per gioco, concepita per soddisfare un capriccio di sua figlia che si lamentava di non poter vedere subito le fotografie scattate.
Con l’istantanea, l’azienda di Land, la Polaroid Corporation fondata nel 1937, fece il botto: nel primo giorno di lancio furono venduti quasi tutti gli esemplari (la mitica Model 95), questo nonostante il prezzo non fosse dei più abbordabili: 89 dollari del 1948.
Qualche decennio dopo, schiacciata dall’arrivo del digitale, l’azienda ha subito un progressivo ma inesorabile declino, fino ad arrivare nel 2007 all’inevitabile pensionamento del settore fotocamere istantanee e la conseguente chiusura degli stabilimenti di produzione delle pellicole.
La storia però non è giunta al termine ma continua su due strade distinte. Da un lato gli “eroi analogici” dell’Impossible Project che dal 2008 hanno intrapreso, fondando una nuova azienda, la difficile strada del riavvio della produzione e commercializzazione delle pellicole con la classica cornice bianca, dall’altro il nuovo impulso digitale di casa “madre” Polaroid.
Come scrivevo all’inizio, è poi di questi giorni la conferma, da parte di Fujifilm, della decisione di cessare la produzione delle pellicole a strappo che ancora oggi mantenevano in uso migliaia di meravigliose fotocamere della serie Land come la mia Zietta che quindi è destinata a diventare un bel soprammobile. E’ un’altra brutta cosa per il mondo degli appassionati delle istantanee ma così va il mondo…
Chissà chi riuscirà davvero a raccogliere l’eredità sostanziale di Mr. Land.

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Fuji FP-100CGira da qualche giorno una notizia per niente bella: a breve FujiFilm cesserà la produzione della pellicola FP-100C.
In effetti è una pessima notizia, ma a dire il vero riguarda un numero esiguo di fotografi. Questo prodotto era l’ultimo baluardo della tecnologia “peel apart“, quella delle fotografie che si estraggono a strappo dalla macchina per poi separare a mano il negativo dalla stampa dopo qualche minuto in attesa dello sviluppo istantaneo; l’unica possibilità rimasta per poter ancora usare le vecchie e meravigliose “folding” Polaroid, come la mia Zietta 250, dopo la scomparsa delle pellicole ufficiali.
E’ un gran peccato, ma è una di quelle cose a cui è davvero difficile porre rimedio. Temo che saranno vani i tentativi dei siti, blog e gruppi Facebook che in questi giorni stanno provando a lanciare varie petizioni per cercare mantenere la produzione, ma il fatto è che si tratta di business e se FujiFilm con FP-100C è ormai da anni in perdita, la fine diventa inevitabile. Accadde esattamente lo stesso con FP-3000B in bianco e nero ed ancora prima con Polaroid, quando fu cessata la fabbricazione delle pellicole originali delle serie 100/600 a cui erano “ispirate” le stesse FP FujiFilm.
La realtà è che siamo un numero troppo piccolo di persone ad usare questa roba e personalmente ho toccato con mano i limiti dell’interesse verso questa nicchia. Ho infatti visto ben pochi amici fotografi concretamente interessati ad avvicinarsi a questo settore della fotografia, nonostante le tante occasioni in cui mi sia capitato di mostrare, far provare, parlare ed anche scrivere delle meraviglie di questo tipo di fotocamere, pellicole e risultati fotografici.
Fotografia per pochi quindi, sempre meno, fino all’estinzione. Chissà se i superstiti si rivolgeranno all’istantanea digitale, filone tutto da esplorare, oppure un giorno qualcuno rischierà i propri denari per riportare in vita questi prodotti; magari potrebbero essere gli stessi di “Impossible project” già impegnati sul fronte pellicole Polaroid serie SX-70, oppure altre aziende operanti nella fotografia istantanea analogica.
Che dire… resta comunque tutto il resto: l’universo sconfinato della foto digitale ed il mondo, ancora vivacissimo, dell’analogico.
La storia rimane, la vita continua.

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Time Lapse movieEccoci con un nuovo caso di incrocio tra cinema e fotografia. Stavolta si tratta di un film di produzione indipendente a sfondo fantastico, il cui legame con il mondo delle fotocamere è inequivocabile.
Time Lapse è la storia di tre amici che trovano una misteriosa macchina capace di realizzare foto del futuro, in particolare lo strano aggeggio produce istantanee (tipo Polaroid) raffiguranti ciò che accadrà  24 ore dopo l’istante dello scatto.
Il ritrovamento scatena tutta una vicenda che, ovviamente, preferisco non rivelarti ma è facile intuire il susseguirsi di fatti inquietanti legati alle foto prodotte da questo marchingegno misterioso. Insomma una storia che è un misto di thriller e fantascienza in cui queste strane istantanee giocano un ruolo da protagonista.
Non mi risulta che in Italia il film sia effettivamente passato dai cinema ma ora è comunque possibile trovarlo nel circuito noleggio oltre che su alcune piattaforme di intrattenimento online tipo Netflix. Nel caso la cosa ti risulti intrigante, eccoti il trailer. Buon divertimento!
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