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Posts Tagged ‘creativity’

Eirik Solheim è un fotografo e blogger norvegese, ne parlai in un precedente post a proposito di un timelapse, da lui realizzato, che concentrava un intero anno in due minuti di video. Oggi voglio proporti un’altra sua creazione, stavolta tutta nel dominio della fotografia vera e propria.
E’ un progetto che Eirik ha creato sempre piazzando la sua reflex digitale alla finestra e facendole scattare un fotogramma ogni mezz’ora, raccogliendo 3888 immagini di dimensione 3888×2592 pixel: un anno di scatti ogni trenta minuti.
Finita questa fase Eirik si è poi messo al lavoro con il computer ed ha estratto una striscia verticale larga un singolo pixel da ognuna delle foto, in modo che ogni striscia fosse l’adiacente rispetto a quella estratta dal fotogramma precedente.
Ricomponendo la sequenza di queste colonne di pixel è andato quindi a ricreare un’immagine particolarissima: un anno intero in una singola foto.

one year in one image

one year in one image – © Copytight 2010 Eirik Solheim

La scena è quella di un bosco norvegese con le sue stagioni, gennaio a sinistra, dicembre a destra, primavera ed estate al centro. Trovo che sia un’immagine con una caratteristica di sintesi semplicemente straordinaria.
Complimenti ad Eirik, un bel risultato frutto di passione e creatività, ma anche di costanza e tecnica. Se vuoi puoi dare un’occhiata anche ad altri suoi scatti e sue idee sul suo  album flickr.

Insomma questa della foto fatta con le strisce di pixel è un’idea davvero creativa, sfruttabile in moltissimi modi. Per esempio io avrei pensato ad un bel progetto 365 – “una foto (e striscia) al giorno” usando per soggetto la mia faccia appena alzato… 😀

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Ramette defying gravity

© Copyright Philippe Ramette

Il fotografo francese Philippe Ramette sembra aver trovato il modo di battere la forza di gravità. Realizza i suoi scatti pazzeschi, in cui appare in posizioni del tutto impossibili, senza bisogno di ricorrere a tecniche di post produzione digitale. Insomma niente Photoshop.
Come fa?
In realtà Philippe non è solo un bravo fotografo creativo, è anche uno scultore ed è specializzato nel realizzare speciali supporti in metallo che permettono di assumere posizioni improbabili che ingannano l’occhio, sembrando davvero esempi di vittoria sulla legge di gravità.
Nella foto qui sotto puoi vedere un backstage di esempio in cui si vede come Ramette prepara le sue “pose”. Puoi trovare inoltre altri suoi lavori sul sito della Galerie Xippas.

Il suo stile è un esempio di creatività e maestria realizzativa che trovo notevole e mi piacerebbe proprio provare a realizzare qualche scatto (magari semplice semplice) seguendo la sua idea.
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Philippe Ramette

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Attesa contemplativa

Attesa contemplativa - © Copyright 2011 Pega

Hai presente quella luce radente che arriva poco prima del tramonto, quella calda che produce splendide ombre allungate che definiscono tutto in maniera così magica?
E’ la luce che ci regalano le “golden hours”, quei momenti poco dopo l’alba o poco prima del tramonto in cui il sole è basso sull’orizzonte.
In questo periodo dell’anno, così vicini al solstizio d’inverno, queste fasi si allungano e a differenza dell’estate in cui si hanno solo pochi minuti a disposizione, si può godere a lungo di questa magnifica situazione fotografica.
Propongo quindi di approfittarne e farne il tema di questo weekend assignment.

In questo fine settimana riservati qualche momento prima del tramonto (o poco dopo l’alba se preferisci) e prova a sfruttare la magnifica luce di questi istanti per valorizzare un panorama, uno scorcio o perchè no anche il volto di una persona.
Sfruttare la magia della luce radente è talmente bello che alcuni fotografi ne fanno una scelta quasi obbligata.

Lo spirito di questa proposta è poi tradizionalmente sempre lo stesso: ti invito a postare in un commento qui sotto, una delle immagini che avrai realizzato. Condividere con gli altri lettori del blog i propri lavori è divertente e può portare a vedere le tue foto visitatori che le apprezzeranno.

Buon divertimento!
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The framed Shark-o

The framed Shark-o - © Copyright 2011 Pega

Framing è incorniciare, sfuttare la presenza di una forma che ci permette di racchiudere il soggetto della nostra fotografia e convogliarci l’attenzione dell’osservatore.
La cornice non è solo quella cosa in legno o altri materiali che usiamo per valorizzare ed esporre le stampe fotografiche ma può anche essere un elemento interno all’immagine.

Puoi trovare tantissimi esempi di framing creato con l’inquadratura e la composizione, dal classico panorama ripreso attraverso la forma di una finestra o racchiuso da una breccia in un muro di pietra, ma si può anche ricorrere a qualsiasi idea venga in mente, ne è un esempio il mio scatto sopra.  

Insomma, per questo weekend assignment ti invito proprio a sperimentare il framing.
Prova scattare cercando di racchiudere il soggetto dentro ad una forma esterna, incorniciandolo con gli elementi che trovi intorno, muotivi a cercare la giusta posizione della fotocamera, componi con questo in mente.

Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Light daemon
Light daemon © Copyright 2011 Pega

Le giornate si accorciano ma la sera il clima è ancora gradevole ed è bello star fuori a far foto…
Quale stagione è quindi migliore di questa per fare un po’ di Light Painting?

Si, è esattamente con ciò che voglio invitarti a “giocare” per il weekend assignment n°41.

Light Painting significa semplicemente disegnare con la luce: piazza la tua fotocamera su un treppiede ed impostala per una lunga esposizione, poi dai sfogo alla tua creatività con l’ausilio  di una piccola fonte luminosa come ad esempio una lampadina tascabile.
Non ci sono limiti, puoi inventare e creare quello che ti pare, forme colori e idee… ti assicuro che è molto divertente.

Se non hai mai provato ti porto come esempio i dettagli di come è stato realizzato lo scatto qui a sopra.
Abbiamo scelto un luogo piuttosto buio, c’era solo una leggera luminosità del cielo, fotocamera impostata a 400 ISO, f:11 e 30 secondi di esposizione.
Il “modello” faceva ruotare una pallina luminosa che cambia colore mentre una seconda persona disegnava con una normale piletta tascabile i contorni della figura, le corna le ali e la coda…
Un terzo “assistente” ha poi sparato qualche colpo di flash sulla parete rocciosa sullo sfondo. Ecco fatto, tutto qui.

In questi giorni prova il light painting, divertiti a sperimentare, scatta variando i tempi di esposizione, cambia le regolazioni della macchina andando allegramente per tentativi alla ricerca del setup migliore. Vedrai che qualche bello scatto viene sempre fuori.
Poi ti invito a pubblicare, in un commento qui sotto, il link a qualche foto che avrai realizzato.
Condividere le tue immagini con tutti i lettori del blog è divertente ed interessante e può portare a vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Picasso era solito dire : “Ho impiegato molti anni ad imparare a dipingere come un bambino”.
Si riferiva alle difficoltà che molti di noi incontrano nel ritrovare e mantenere nel tempo quello spirito creativo che ci caratterizza negli anni dell’infanzia.
Parlo di quella libertà espressiva che tende a perdersi con l’acquisizione di capacità tecniche superiori, spirito critico e paura del giudizio altrui. Una perdita che può essere anche recuperabile ma, come dice Picasso, solo a prezzo di grandi sforzi.
Perchè allora non fare tutto il possibile per coltivare e mantenere viva la nostra innata creatività?

Ho trovato a questo proposito un video carino. E’ una serie di consigli che possono dare una mano.
Alcuni sono davvero da tenere sempre a mente.
Buona visione.

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Ogni tanto mi capita di scovare dei fantastici progettini fai-da-te.
Questo è a metà strada tra bricolage per la casa e fotografia perchè tratta della trasformazione di una vecchia fotocamera in una lampada!
Il blogger australiano Kirtsy ha scelto per questa sua idea una vecchia reflex. Semplicemente inserendo una lampadina all’interno e montando la fotocamera su un economicissimo treppiede ha creato un complemento d’arredo che potrebbe non stonare nella casa di un appassionato di fotografia.
Lui non vi accenna ma secondo me potrebbe essere carino pensare anche all’uso del diaframma manuale dell’obiettivo per regolare la quantità di luce….

Tutti i dettagli se vuoi provare a cimentarti su : http://www.kootoyoo.com/2011/09/how-to-convert-film-slr-camera-into-a-lamp.html

Fonte : Kootoyoo

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creativeprocess
Ogni tanto mi capita di parlare con altri appassionati di fotografia, di quello che è il processo creativo e di come ognuno di noi lo interpreta e lo vive.
Si va da chi ha analizzato la cosa con scrupolo a chi non si rende nemmeno conto di creare cose meravigliose e magari si autoridicolizza.

Ecco ho trovato questo schema fantastico, per certi versi quasi definitivo, di come funziona la creatività.
Studialo bene perchè è geniale ed è un’idea di quei matti di Viruscomix.

Ti ci ritrovi? E se si, qual’è la tua “strada”?

🙂

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clearing winter storm

Clearing winter storm – © 1936 Ansel Adams

Come tanti sono convinto che la creatività si esprima spesso come naturale conseguenza dell’“influenza”.
Con influenza intendo tutto quel processo di rielaborazione che l’artista compie partendo da ciò che ha visto, provato, vissuto, studiato, approfondito ed introiettato per poi produrre un’opera che risulta come nuova ed originale.

Non esiste il “creare” dal niente ed anche l’atavico concetto di “ispirazione” si rifà proprio a questo.

In fotografia, come in qualsiasi altra forma espressiva del resto, si tratta sempre di rielaborare in modo non banale il pensiero di coloro che ci hanno preceduto. La vera genialità sta nel farlo in modo personale e genuino, trovando la giusta misura nell’inserire fattori nuovi.
Si può verificare facilmente tutto questo andando a studiare i capolavori dei grandi maestri e scoprendo puntualmente che  le loro opere sono state sempre fortemente influenzate da (a volte sconosciuti ma importanti) predecessori.
Sono un emblematico esempio di questo fenomeno i famosi scatti di Ansel Adams nei grandi parchi americani. Ansel li realizzò ispirato dal lavoro di vari avventurosi pionieri dell’ottocento, che si muovevano con pesanti e primordiali attrezzature alla scoperta di una frontiera che non era solo fotografica. Sono nomi forse un po’ meno noti ma comunque importanti nella storia della fotografia. Carleton E. Watkins e Charles L. Weed avevano fotografato proprio la valle di Yosemite che rese famoso Adams ma anche William Belle, Timothy H. O’Sullivan o William Henry Jackson avevano immortalato ben prima di lui, e con uno stile decisamente simile, i grandi spazi dell’ovest americano.
Casi analoghi si possono trovare a bizzeffe nella storia dell’arte, ma rimanendo in tema fotografico, dove esempi di questo tipo sono facilissimi da trovare, possiamo citare l’emblematica influenza dei grandi classici della pittura sui fotografi recenti, com’è ad esempio il caso della Venere del Botticelli sugli scatti di Andy Warhol o David LaChapelle oppure l’impatto di Edward Hopper su Gregory Crewdson.
Insomma, la creatività è sempre espressione di newtoniana “capacità di salire sulle spalle dei giganti”, quindi  conseguenza di studio e comprensione delle opere dei propri predecessori.

Non ci sono scorciatoie.

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Henri Cartier Bresson Rue Mouffettard

Rue Mouffettard (1954) - Henri Cartier Bresson

Ci sono delle foto che, a dispetto di regole e tecnica, lasciano il segno. Sanno colpire ed arrivare dritte al cuore dell’osservatore, trasmettendo in un modo inequivocabile emozioni e sensazioni.

Non di rado si tratta di immagini tecnicamente imperfette, in cui sono presenti errori anche grossolani, che il classico “critico” non esiterebbe ad evidenziare.

Sto parlando delle fotografie che sono riuscite a liberarsi dalla morsa del perfezionismo, quel terribile virus che prima o poi infetta tutti i fotografi nel corso della loro attività.

Il perfezionismo è un malanno da cui non sempre è facile svincolarsi e contro il quale tanti grandi artisti hanno ingaggiato continue sfide durante tutta la loro carriera.

Non confondere la curiosità, la voglia di imparare e di far le cose di qualità, con il perfezionismo. Quest’ultimo è subdolo e strisciante, arrogante e prepotente, ti porta ad avvitarti su te stesso ed è anche un assassino: uccide la creatività.

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