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No War

No War! – Copyright 2009 Pega

Capita a tutti di dover prima o poi pubblicare qualcosa o fare una mostra. In queste occasioni è necessario disporre di ciò che la tradizione esige: un artist statement.
“La dichiarazione d’artista” è un breve testo che dovrebbe rappresentare la sintesi della visione propria di un certo autore: una descrizione a parole di come l’artista si pone, cosa vuole trasmettere con le sue opere, qual’è la sua ispirazione, eccetera eccetera, un sacco di cose in poche righe insomma.
La cosa migliore sarebbe scriversela da soli ma a volte si può ringraziare qualcuno più esperto, magari autorevole o celebre, che lo scrive per noi. E così è capitato a me. Eccolo qua:

Attraverso l’esame dell’ambiguità e delle variazioni che presenta la realtà, Pega crea una forte dinamica con l’osservatore, cercando di oggettificare le emozioni ed investigando la dualità che si sviluppa dalle differenti interpretazioni.
È un fotografo che risponde direttamente all’ambiente che lo circonda ed usa le sue esperienze quotidiane come punto di partenza. Spesso queste esperienze sono
istanti o dettagli che sarebbero apparsi insignificanti e non notati se lasciati nel loro contesto originale.
Con un approccio spesso concettuale Pega cerca quindi di avvicinare un vasto panorama di soggetti, utilizzando un suo stile multiforme che arriva a coinvolgere l’osservatore in un modo quasi fisico.
Il suo lavoro non mostra mai una struttura completa e ciò perchè l’artista sembra mirare principalmente ad una proiezione personale dell’osservatore, che deve avvenire senza un eccessivo influsso della realtà.

Beh, che te ne pare? Sinceramente?
Lo sai chi è che me l’ha scritto?
Ebbene è stato un computer.
Vuoi anche tu il tuo “artist statement”? Basta andare su questo sito, inserire un paio di informazioni ed il gioco è fatto. Sarà in inglese ma puoi tranquillamente farlo tradurre da Google 🙂
E sai qual’é la cosa buffa? Io nel mio statement un po’ mi ci riconosco…

😀 😀 😀

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Eirik Solheim è un fotografo e blogger norvegese, ne parlai in un precedente post a proposito di un timelapse, da lui realizzato, che concentrava un intero anno in due minuti di video. Oggi voglio proporti un’altra sua creazione, stavolta tutta nel dominio della fotografia vera e propria.
E’ un progetto che Eirik ha creato sempre piazzando la sua reflex digitale alla finestra e facendole scattare un fotogramma ogni mezz’ora, raccogliendo 3888 immagini di dimensione 3888×2592 pixel: un anno di scatti ogni trenta minuti.
Finita questa fase Eirik si è poi messo al lavoro con il computer ed ha estratto una striscia verticale larga un singolo pixel da ognuna delle foto, in modo che ogni striscia fosse l’adiacente rispetto a quella estratta dal fotogramma precedente.
Ricomponendo la sequenza di queste colonne di pixel è andato quindi a ricreare un’immagine particolarissima: un anno intero in una singola foto.

one year in one image

one year in one image – © Copytight 2010 Eirik Solheim

La scena è quella di un bosco norvegese con le sue stagioni, gennaio a sinistra, dicembre a destra, primavera ed estate al centro. Trovo che sia un’immagine con una caratteristica di sintesi semplicemente straordinaria.
Complimenti ad Eirik, un bel risultato frutto di passione e creatività, ma anche di costanza e tecnica. Se vuoi puoi dare un’occhiata anche ad altri suoi scatti e sue idee sul suo  album flickr.

Insomma questa della foto fatta con le strisce di pixel è un’idea davvero creativa, sfruttabile in moltissimi modi. Per esempio io avrei pensato ad un bel progetto 365 – “una foto (e striscia) al giorno” usando per soggetto la mia faccia appena alzato… 😀

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