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The Rescued film project
Il Rescued Film Project è un archivio online di immagini da pellicole reperite ancora non sviluppate. Il lavoro è portato avanti con grande dedizione da un gruppo di volontari che raccoglie rotolini provenienti da tutto il mondo e da periodi che vanno dagli anni trenta fino alla fine del secolo scorso.
L’idea alla base di questo progetto è affascinante: ogni immagine “recuperata” è, in effetti, come se fosse appena nata. Per qualche motivo l’autore non l’ha mai vista sebbene l’abbia scattata. Sono momenti che non hanno mai fatto parte di album di famiglia o pubblicazioni, queste immagini non sono mai state stampate, incorniciate ed appese; sono rimaste latenti nel buio del rullino non sviluppato e solo oggi vengono alla luce.
Nel fascinoso video che ti propongo sotto, è raccontata l’esperienza di recupero di ben trentuno rullini esposti da un soldato della seconda guerra mondiale e mai sviluppati finora. Processare e poter vedere per la prima volta queste immagini è una sfida decisamente emozionate.
Buona visione.


La pellicola è un prodotto destinato a degradarsi col tempo. I ragazzi del Rescued Film Project sono decisi a salvare tutto il materiale possibile ed accettano supporto di ogni tipo.
Riconosci qualcuno nelle immagini? Qualche luogo? Vuoi fare una donazione al progetto? Scrivi a info@rescuedfilm.com o visita www.rescuedfilm.com

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nuclear blast by Pega

Nuclear blast – © Copyright 2008 Pega

Esattamente cinquantotto anni fa.

E’ il 19 luglio del 1957, nel pieno della guerra fredda. Negli Stati Uniti la popolazione vive nel terrore di possibili attacchi nucleari.
Tra esperimenti atomici sopra e sotto il suolo viene deciso che l’opinione pubblica ha bisogno di essere un po’ tranquillizzata.
Vengono trovati cinque volontari. Sono ufficiali dell’aviazione disposti a beccarsi in pieno un’esplosione nucleare. Rimangono in piedi e senza protezioni sul terreno del deserto del Nevada mentre un (modesto) ordigno atomico da 2 kiloton viene fatto esplodere a 10 mila piedi (circa 3,3Km) sopra di loro.

Nessuno sa che fine abbiano fatto quei poveretti. Se siano sopravvissuti a lungo a quell’esperienza o morti poco dopo di cancro, come successe a tanti membri di troupes cinematografiche che in quei luoghi girarono film western poco tempo dopo.
Erano cinque volontari.
Ma con loro c’era una sesta persona: il fotografo che scattò immagini e realizzò il breve filmato che puoi vedere qui sotto.
Lui non era un volontario, era lì per lavoro.

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