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Posts Tagged ‘restauro’

Sono alle prese con il tentativo di riportare alla decenza alcune vecchie foto di famiglia, quindi oggi ti ripropongo un argomento già trattato qualche tempo fa.
Il passare del tempo regala fascino alle fotografie, è vero, ma a volte le segna un po’ troppo. A chi non è capitato di imbattersi in una vecchia stampa su cui gli anni hanno lasciato cicatrici eccessive?
Non è facile restaurare la foto stampata, ci vogliono capacità e maestria, è però possibile affrontare un restauro digitale, mettendo mano ad una scansione della foto stessa.
In questo breve video di due minuti creato dall’Argentino Hernan Folmer, restauratore di foto, ci viene mostrata la sintesi di due ore di competente lavoro in Photoshop per ridare vita e dignità ad una vecchia stampa strappata. Ancora una volta digitale ed analogico si incontrano per dare (anzi ridare) vita ad una Fotografia.
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Il passare del tempio regala fascino alle fotografie, è vero, ma a volte le segna un po’ troppo. A chi non è capitato di imbattersi in una vecchia stampa su cui gli anni hanno lasciato cicatrici eccessive rovinandola?
Non è facile restaurare la foto stampata, ci vogliono grandi capacità e maestria. E’ però possibile affrontare un restauro digitale, mettendo mano ad una scansione della foto stessa: una strada che è sicuramente più alla portata dei comuni mortali.
In questo breve video di due minuti creato dall’Argentino Hernan Folmer, restauratore di foto, ci viene mostrata la sintesi di due ore di competente lavoro in Photoshop per ridare vita e dignità ad una vecchia stampa strappata. Ancora una volta digitale ed analogico che si incontrano, per dare (anzi ridare) vita ad una Fotografia.
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Tepidarium

Il Tepidarium del Roster è la più grande serra ottocentesca esistente in Italia.
Ubicato all’interno del giardino dell’Orticoltura a Firenze, fu inaugurato il 18 maggio del 1880 a seguito del progetto elaborato dall’ingegnere e architetto Giacomo Roster.
A pianta rettangolare con copertura a carena di nave, misura 38,50m di lunghezza per 17m di larghezza, con una superficie coperta di oltre 650mq ed un’altezza massima di 14m.
Le parti decorative furono affidate al modellatore Francesco Marini e alle officine Michelucci di Pistoia per le fusioni, mentre le colonne di ghisa furono realizzate dalla Fonderia Lorenzetti di Pistoia.
All’interno furono costruite due vasche con nicchie e spugne minerali, addossate alle torrette contenenti le scale di accesso ai ballatoi.
La spettacolarità e la funzionalità dell’edificio, nonchè il progressivo sviluppo espositivo del giardino, costituirono la base per manifestazioni di vario tipo, concerti musicali e mostre d’arte, ma sopratutto per importanti esposizioni vivaistiche di orticoltura, floricoltura e avicoltura.
Memorabile l’esposizione Internazionale di Floricoltura del 1911  nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantenario dell’Unità d’Italia.
Nel 1932 il giardino e il Tepidarium furono acquisiti dal Comune di Firenze.
Durante il recente restauro curato da Servizio Belle Arti del Comune di Firenze, si è provveduto al consolidamento della struttura, al restauro (che ha comportato lo smontaggio ed il rimontaggio di ben 9.700 pezzi) e alla realizzazione di una nuova copertura in metacrilato.

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