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Posts Tagged ‘simbolo’

Acufene by Pega

Acufene – © Copyright 2014, Pega

Può il divano essere un tema fotografico? Beh, certo che sì ed è proprio questa la riposante piccola sfida che ti propongo per il centoquarantacinquesimo weekend assignment.
Divano, sofà, ottomana, canapè, poltrona imbottita ad almeno due piazze, chiamalo come vuoi ma deve essere lui, il millenario simbolo del relax, il protagonista assoluto di qualche tuo scatto creativo del fine settimana.
Attenzione, il tema è il mobile ma questo potrebbe anche non essere il soggetto manifesto nell’immagine, quindi caratterizzarla anche senza essere visibile. Cosa intendo? Voglio dire che la foto a tema “divano” potrebbe anche essere uno scatto (o una serie) realizzata “dal” divano, oppure un’immagine dove questo oggetto gioca comunque un ruolo fondamentale anche senza essere il soggetto formale. Bella spiegazione confusa eh 😀
Comunque sia, buon divertimento e… buon addivanamento!

p.s. Come al solito l’invito è poi a condividere i tuoi scatti a tema. Inserisci, in un commento, il link alla tua foto.

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POAMR by PPP

POAMR (piccolo omaggio a Man Ray) – © Copyright 2011 Pega

Pensaci bene: la fotografia è strutturalmente una metafora. E’ solo una rappresentazione parziale della realtà, è una proiezione, un artefatto, non è la realtà stessa. Questo concetto accompagna ogni immagine realizzata con tecniche fotografiche ed ogni fotografo può sfruttarne in modo diverso il potere, magari esaltandolo oppure cercando di minimizzarlo. E’ comunque qualcosa che sta alla base di tutta la fotografia, in particolare quando questa è intesa ed accettata come espressione artistica.
Per questo fine settimana ti propongo quindi, per il consueto assignment, proprio di affrontare ed approfondire in modo personale il tema della metafora.
Cerca i giusti spunti e prova a realizzare qualche scatto focalizzandoti sul creare un’immagine che esprima in modo tuo questa importante essenza della Fotografia.
Dopo, come al solito, e se vuoi, condividi le tue immagini inserendole in un commento qui sotto.

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TripodQual’è il simbolo, l’oggetto o l’accessorio che assegna in modo inequivocabile l’etichetta di “professionista” ad un fotografo?
E’ forse l’avere una grossa reflex al collo, lo sfoggiare un lungo teleobiettivo o  l’indossare un giacchetto con tantissime tasche?
No, no davvero. Il vero simbolo del professionista è il treppiede.
Il treppiede esiste dagli albori della fotografia, anzi ovviamente esiste da ben prima. Quello che lo contraddistingue è che in sostanza la sua forma non è assolutamente cambiata nel corso dei secoli.
Le macchine fotografiche hanno avuto nel tempo design diverso: a partire dalle scatole di grande formato passando per le medio a pozzetto e le più compatte 35mm, vedendo apparire e scomparire strane forme, le supercompatte sottili degli anni ’70, le Polaroid e tutto ciò che è stato fino ad arrivare alle digitali dei giorni nostri.
Ma il treppiede è sempre lì. Grande, medio o piccolissimo. E’ sempre lui.
Se si volesse trovare un simbolo potente ed assoluto della fotografia, come si fa con tavolozza e pennello per la pittura o il pentagramma per il musicista, bisognerebbe pensare davvero al treppiede.
Non avrebbe senso rappresentare una fotocamera, ce ne sono state troppe tipologie diverse.
viewcameraQuesta importanza simbolica del treppiede è forse sottovalutata dai fotografi stessi ma assolutamente presente, quasi fosse una informazione subconscia, nelle persone che non fanno della fotografia un proprio interesse.
Prova a piazzare il tuo treppiede ed osservare le reazioni di chi ti sta intorno.
Ti accorgerai che immediatamente aumentano attenzione e “rispetto”, come se aver messo la macchina su tre zampe avesse moltiplicato le potenzialità dello strumento.
A me è capitato di essere raggiunto da qualche custode o guardiano in luoghi evidentemente “non fotografabili” dopo svariati ed indisturbati scatti in tranquillità, per essere informato di un divieto di fotografare. Il tutto però solo al momento dell’estensione delle zampe del mio treppiede.

Ma una delle scene più carine a cui ho assistito è stata proprio durante il recente Sharing Workshop.
Stavamo entrando nel giardino di Villa Petraia, un luogo che “ufficialmente” non si potrebbe fotografare senza il permesso della Sovrintendenza (?! :-O).
Pochi minuti prima di noi aveva varcato l’ingresso una folta scolaresca, in cui le macchine fotografiche digitali abbondavano come spighe in un campo di grano.
Tra noi, del tutto casualmente, nessuno aveva in vista una fotocamera ma Pino, uno dei partecipanti al workshop, saliva tranquillo con il suo treppiede in spalla.
Ad un certo punto è spuntata una custode dicendo : “Signore il treppiede non può entrare“.

A Villa Petraia non si può Fotografare (con la F maiuscola)…. ed il treppiede è rimasto ad aspettare in portineria.

🙂

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