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Posts Tagged ‘professionista’

Norm BettsC’è chi per uno scatto rischia veramente di brutto.
Non sto parlando di snowboarder con la GoPro sul casco, base jumpers o fotografi subacquei di squali indemoniati, in questo caso l’oscar di fotografo estremo lo assegno ad un certo Norm Betts, un fotogiornalista specializzato in rodei.
Ebbene, Norm non si limita a starsene tranquillo con il teleobiettivo a far foto da una postazione defilata ma segue i dettami dei più grandi maestri ed in particolare la prima regola: “stare più vicino possibile”.
Gli scatti di Betts sono realizzati stando fisicamente nell’arena e quindi, trovandosi continuamente a tu per tu con animali tutt’altro che tranquilli, non stupisce che sia stato varie volte incornato.
In un paio di casi Norm ha letteralmente visto la morte in faccia e lo possiamo confermare anche noi vedendo i video sotto.
Che dire… altro che “la fotografia è una scusa”, qui c’è ma da rimanerci secchi!
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annie leibovitz selfSubisco sempre il fascino dei backstage, specie quando c’è di mezzo qualche fotografo di fama. Guardare come lavorano i professionisti mi intriga perché, nel vederli operare, ci sono sempre un sacco di dettagli che si manifestano. C’è il dialogo con il soggetto del ritratto, la collaborazione con chi allestisce la scena, l’importanza del trucco.
Si può imparare molto ma il bello è poi osservare che, in sostanza, gli ingredienti sono sempre gli stessi: quelli che anche tutti noi possiamo avere a disposizione. Sono la creatività e la voglia di ottenere un certo risultato, indipendentemente dal fatto che questo sia un prodotto commerciale o artistico.
Qui c’è Annie Leibovitz, impegnata in uno shooting per la Disney. E’ un esempio in cui si vedono applicati gli elementi di cui sopra ma anche una bella dose aggiunta di lavoro a posteriori, di quella tanto discussa “postproduzione”, che per questo tipo di assignment è evidentemente richiesta dalla direzione artistica. E’ infatti ben visibile sull’immagine finale qualche bella “mano” di Photoshop.
Per chi volesse provare ad imitarla a casa divertendosi con tanto di costume da regina cattiva, solo una raccomandazione: attenti al fuoco! 🙂
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Mi piacciono molto i video backstage in cui si vedono i fotografi all’opera, specie quelli dove si può sbirciare il setup delle luci e l’attrezzatura ma anche il rapporto che si sviluppa con i soggetti durante le sessioni di scatto.

Oggi te ne propongo un paio del fotografo commerciale Kevin Winzeler, girati durante la realizzazione di materiale destinato a spot e pubblicità.
C’è sempre un sacco da imparare…
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Si imparano un sacco di cose guardando questi video backstage che si trovano in rete.
Oggi ti propongo quello di Kevin Winzeler, un fotografo statunitense specializzato in fotografia sportiva commerciale.
Trovo sempre interessante vedere che attrezzatura viene usata, come viene sistemata e gestita, ma anche come un fotografo professionista interagisce con i soggetti mentre lavora sul suo assignment.
E’ un po’ come avere l’opportunità di entrare sul set e soffermarsi a sbirciare dettagli alla ricerca di qualcosa da imparare o anche qualche spunto da rielaborare.
Buona visione.
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Leone

Lion – © Copyright Chris Johns / National Geographic

In un allegato al National Geographic di qualche tempo fa, dedicato a Chris Johns, tra le molte splendide immagini, c’era questa foto.
E’ un leone che si muove fiero e deciso. Un forte vento investe la sua criniera facendogli socchiudere gli occhi. L’atmosfera è quella di una tempesta di sabbia, sembra quasi di poterla percepire, sentendone il sibilo.
Johns la accompagna con un breve aneddoto in cui spiega che in quell’occasione scattò tre interi rullini a quel leone nella polvere, tirandone fuori solo una foto buona: questa.
E’ un esempio di come l’istinto e l’esperienza possano guidare nell’insistere a fotografare un certo soggetto, anche in condizioni scomode o difficili, quando però si percepisce che si tratta di una vera opportunità fotografica che va colta fino in fondo.
Una lezione che chi fotografa in digitale deve apprezzare particolarmente, rallegrandosi di quanto ora, rispetto ai tempi della sola pellicola, sia più semplice, economico e quindi alla portata di tutti, continuare a scattare senza preoccuparsi troppo…
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(Chris Johns, dopo una splendida carriera come fotografo del  National Geographic Magazine , è stato nominato nel 2005 direttore (editor in chief), divenendo quindi il primo fotografo ad aver assunto questa carica nella storia della prestigiosa rivista)

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La voce del Padrone

La voce del Padrone - © Copyright 2010 Pega

Ok, oggi corro il rischio di sollevare un vespaio.
Scelgo di correrlo perché ogni tanto mi capita che qualcuno mi chieda un’opinione sull’accettare o meno una proposta di pubblicazione di foto, in cambio di: niente.

Cerco di spiegarmi meglio.
Anche al sottoscritto è successo. Un giorno arriva una mail con una richiesta del tipo “Ci dai il permesso di usare questa tua splendida foto che abbiamo visto su Flickr? Non è previsto alcun compenso ma ti citeremo come fotografo e per te sarà una bella vetrina!”.
Beh, cosa fare? Spesso è un vero dilemma per chi ha nella fotografia una passione senza finalità di lucro.
Ecco dunque la mia opinione che tale è e rimane nel rispetto di tutte le altre.
Per me anche una piccola collaborazione, verso chi da quel prodotto ricaverà o tenterà di ricavare dei guadagni, deve essere compensata.
Non parlo dei (sempe più rari) casi di scopi umanitari, di vera beneficenza e naturalmente nemmeno se chi ti contatta lo fa per pubblicare il tuo lavoro di fotografo e parlare di te, ci mancherebbe.
Io parlo dei casi in cui il richiedente ha valutato le tue foto valide per i suoi scopi di business e sta semplicemente provando ad ottenerle gratis.
Non si tratta di esigere contropartite irragionevoli. Il mio punto di vista è però che anche un “non professionista” deve ricordarsi che se il suo contributo è stato reputato interessante è anche vero che per realizzarlo gli ci sono volute attrezzature (tipicamente pagate con denaro sonante), tempo e passione.
Ovviamente sta ad ognuno di noi decidere se si tratta di una vetrina davvero importante dove la presenza del proprio nome citato valga abbastanza da rinunciare ad un compenso (al limite anche non in denaro ma comunque di un qualche valore).
Personalmente ho smesso di “regalare ” le mie foto a chi le usa al posto di immagini che dovrebbe acquistare, perché è un giochino da furbetti. Ci se ne accerta quando contattati per una seconda occasione si vede che non c’è comunque mai l’intenzione di pagare e che di fronte ad una richiesta ragionevole ma decisa vanno a cercare qualcun altro che sia disposto a cedere gratis il proprio lavoro, trovandolo generalmente senza tanti problemi.
E così si fa pure un danno enorme a chi fotografa per campare.
Se non l’hai mai fatto, vai a dare un’occhiata al tariffario tau-visual o a scoprire su un sito di stock quanto costano i vari livelli di licenza di pubblicazione delle immagini… e capirai perché vengono a chiedere le tue gratis…

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Oggi ti voglio proporre un video didattico di Gavin Hoey, un simpatico fotografo inglese che è molto bravo nel realizzare questo tipo di materiale e lo fa con qualità e semplicità.

Qui Gavin ci fa vedere quanto possa essere versatile un apparentemente banale sfondo grigio e come lo si possa sfruttare per realizzare ottimi ritratti in studio, ottenendo l’effetto di sfondi diversi semplicemente cambiando il posizionamento delle luci.

Come sempre mi scuso con chi non è totalmente a suo agio con la lingua inglese ma devo anche dire che il video è davvero semplice e facilmente apprezzabile.

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