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Europa : la Luna di Giove

Europa – Copyright 2011 Pega

L’altra sera la notte era limpidissima e con un po’ di impegno sommato alle mitiche doti di luminosità (f/2.8) del mio nuovo super teleobiettivo catadiottrico da ben 2400 mm, sono riuscito a scattare questa discreta foto di una delle lune di Giove.
Si possono notare le estese macchie bianche che gli scienziati ipotizzano essere grandi valli ghiacciate, contenenti riserve di acqua, che forse in un futuro potranno essere sfruttabili per la colonizz…

Beh… Mica starai veramente credendo alle fesserie che ho appena scritto?  Vero?

In realtà ieri sera la notte non era per niente limpidissima, non ho un super obiettivo fantascientifico e  non ho puntato la mia fotocamera al cielo.
Ho solo allestito un piccolo set artigianale e scattato qualche foto ad un vecchio pentolino posto su uno sfondo scuro, illuminandolo con un flash.
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setup per un pianeta fasulloNe sono venute fuori delle immagini curiose, che in effetti ricordano le foto astronomiche raffiguranti pianeti lontani milioni di chilometri.
Ma qui, come puoi vedere dal mio setup, la distanza dall’obiettivo non superava qualche decina di centimetri.
Facendo qualche prova in più e magari trovando una vecchia padella sfinita, credo proprio che si possano fare dei veri capolavori 🙂

Sarà perché la luna di Giove si chiama Europa, o forse anche per il momento in cui viviamo che ci porta ogni giorno a dubitare della veridicità di immagini e notizie… in effetti forse era meglio proporla per il primo di aprile…
Ma non ho resistito…

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G. Crewdson

© Copyright – Gregory Crewdson


E’ un tipo di fotografia particolare quella di Gregory Crewdson, in genere “o la odi o la ami”. I suoi scatti, noti per la costruzione estremamente meticolosa della scena ed il posizionamento di luci e personaggi, sono degli “still life” complessi e totalmente pianificati, dove niente è lasciato al caso. E’ un approccio che ha un forte legame con l’arte cinematografica, tanto che molte delle fotografie di Crewdson sembrano una sorta di fermo immagine di altissima qualità tratto da un film.
Questo artista americano ha una componente creativa che tende a sollevarlo dalla macchina fotografica e da molti degli aspetti tecnici, portandolo a concentrasi sul risultato finale ed assumere un ruolo sovrapponibile a quello di un regista, tutto ciò a tal punto che Crewdson è un fotografo che per realizzare le sue opere si avvale di un direttore della fotografia.
Potrebbe sembrare un paradosso ma non lo è. Gregory progetta le sue immagini con in mente un risultato ben preciso: far lavorare le fantasia dell’osservatore, stimolare le sue capacità di proiezione ed interpretazione di ciò che è una sorta di cattura dell'”istante perfetto”.
Le atmosfere che si trovano nei suoi scatti sono oniriche, rarefatte ma allo stesso tempo pesanti, in genere ambientate nella provincia statunitense, immagini che sembrano far parte di una concatenazione di eventi inquietanti.
Raccolte in progetti di respiro decennale come “Beneath the roses“, che è stato esposto in molte importanti gallerie del mondo, sono opere che danno l’impressione di voler rivelare una sorta di lato oscuro del “sogno americano”.
In Crewdson si sentono nette influenze pittoriche e letterarie, in particolare Edward Hopper e Raymond Carver, quello che ne risulta è un’estetica dal forte impatto, che finisce per dividere il pubblico.

Ammiro molto Crewdson, mi affascina la sua capacità creativa, la sua determinazione maniacale nel lavorare per raggiungere esattamente ciò che ha previsualizzato nella sua testa. Non importa quali mezzi tecnici siano necessari per raggiungere il risultato, quale obiettivo o macchina fotografica sia impiegata. Non importa se servono imponenti attrezzature, attori da dirigere, truccatori, comparse o interi teatri di posa in cui costruire complesse scenografie.
C’è una gran bella distanza, un abisso incolmabile tra un progetto di Crewdson ed uno scatto colto al volo, magari stupendo, ma fatto per caso.
Può non piacere a tutti ma questo per me è un bell’esempio di arte fotografica.
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Per chi volesse approfondire segnalo il film “L’istante perfetto“, realizzato dal regista Ben Shapiro che per dieci anni ha seguito Crewdson registrando le fasi creative e tecniche che danno vita alle sue immagini. E’ un documento che offre l’opportunità di conoscere la visione ed il modo di lavorare di questo fotografo.

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Helmut Newton selfieChe il selfie, solo fino a poco tempo fa generalmente conosciuto come autoritratto, non sia una gran novità, è evidente. La storia della fotografia è piena di fotografi che si sono auto-immortalati con la loro fotocamera e, sebbene non tutti abbiano raggiunto le vette di originalità di Meret Oppenheim, quasi tutti i grandi hanno prima o poi ceduto al potere egocentrico dell’autoscatto.
Avvio quella che proverò a far diventare una piccola serie, con la foto qui a fianco: il mitico Helmut Newton, stranamente abbigliato con un impermeabile da esibizionista, che si ritrae con la sua statuaria modella e… la moglie, Alice Springs, seduta ai bordi del set.
È un selfie davvero fantastico, non trovi?

🙂

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Come aggiungere un tocco di originalità alla tua prossima festa? L’idea è semplice e ci viene proposta dal famoso fotografo Chase Jarvis, che ha postato un video timelapse realizzato piazzando una fotocamera davanti an un semplice set fotografico allestito ad un party, invitando poi i partecipanti a fare la loro apparizione.
Durante le cinque ore di festeggiamenti la macchina fotografica ha realizzato qualcosa come 21.000 scatti, che poi sono stati assemblati in questo simpatico video dove è piacevolmente percepibile l’allegria della serata, ma anche l’incremento del tasso alcolico che evidentemente ha accompagnato il trascorrere delle ore 😀
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Kiss

Kiss Day – © Copyright 2010 Juliana Coutinho

Juliana Coutinho è una fotografa brasiliana che ho trovato su Flickr, praticamente per caso . Il suo album è fatto di molte belle foto,  realizzate con gusto e tecnica, ma è simile a quello di tanti altri. Ad un certo punto però mi è caduto l’occhio su un suo set chiamato “Little Fingers” che mi ha colpito. Si tratta di un piccolo album di “ritratti” dove protagoniste sono le dita. Su queste Juliana disegna delle faccine, realizzando scatti simpatici ed originali, in qualche caso anche rifacendosi a fotografie famose. Il tutto con poca enfasi e gran semplicità. E’ qualcosa che chiunque può (o potrebbe) fare e mi ha subito ricordato quel gran genio di Mario Mariotti.
Ancora una volta devo constatare quante interessanti sorprese si nascondono tra le pieghe della rete, specie se si ha la voglia, il tempo e la pazienza di cercare.
Puoi trovare tutto il set “Little Fingers” di Juliana qui.

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Christmas candle
Ci siamo. Arrivano pranzi e cenoni ed eccomi a proporti una semplice idea fotografica.
Il Natale può essere una gran bella occasione per fare foto: si può approfittarne per cercare i dettagli ed i riflessi nelle luci e nelle decorazioni ma anche cogliere l’opportunità di fare dei ritratti, specie se si passano le festività in famiglia con parenti e amici.
Voglio riproporti qualcosa da sfruttare proprio in occasione del pranzo o il cenone di Natale:

  • prepara un angolo fotografico, magari vicino all’albero. Fanne una sorta di piccolo set aggiungendo, se ce l’hai, un flash con diffusore.
  • invita le persone a farsi fotografare via via che arrivano o comunque PRIMA del pasto
  • effettua una seconda serie di scatti chiedendo alle stesse persone di posare DOPO l’abbondante mangiata…

😀 😀 😀 😀 😀
Buon divertimento e BUON NATALE

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Si imparano un sacco di cose guardando questi video backstage che si trovano in rete.
Oggi ti propongo quello di Kevin Winzeler, un fotografo statunitense specializzato in fotografia sportiva commerciale.
Trovo sempre interessante vedere che attrezzatura viene usata, come viene sistemata e gestita, ma anche come un fotografo professionista interagisce con i soggetti mentre lavora sul suo assignment.
E’ un po’ come avere l’opportunità di entrare sul set e soffermarsi a sbirciare dettagli alla ricerca di qualcosa da imparare o anche qualche spunto da rielaborare.
Buona visione.
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