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Posts Tagged ‘nudo’

Helmut by JuneIl mio debole per il grande Helmut non è una novità ed oggi ho il piacere di proporti una chicca. Helmut by June è un documentario realizzato nel 1995 da Alice Springs, al secolo June Newton: moglie, musa, artista e collaboratrice del grande fotografo. Originariamente pubblicato per il circuito dei cinema d’essai, “Helmut by June” è ora disponibile gratuitamente, e racconta la vita del fotografo attraverso immagini e filmati girati durante il lavoro di colui che con i suoi scatti iconici ha influenzato i canoni estetici di un’epoca.
Se avrai voglia di vederlo troverai, tra le tante magnifiche e sensuali modelle in posa per Helmut, alcune vere star: da Claudia Shiffer a Cindy Crawford ma anche l’attrice Sigourney Weaver.
Ma il vero protagonista è lui, con la sua creatività e la grande capacità di entrare in sintonia con le persone. Un artista splendidamente dipinto da una persona a lui vicina, intima ma anche professionale come sapeva essere Alice, del resto anche lei notevole fotografa.
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Mamma Anastasia

In questi giorni ho notato un certo aumento di visite alla pagina di un mio vecchio post. Non ho idea di quale sia il motivo di questa maggior attenzione, ma rileggendolo ho pensato che forse è tempo di riprendere un po’ il filo di quel discorso…
Un paio di anni fa Anastasia Chernyavsky, una fotografa di origine russa, prese la sua fotocamera biottica e si fece un bel selfie, nuda allo specchio insieme alle sue due bambine. Pubblicò lo scatto sul suo album Photodom, qualcuno condivise quell’immagine su Facebook ed esplose un piccolo finimondo.
Una semplice foto, che può anche non piacere, ma che in fondo è solo personale e naturale espressione artistica di una mamma fotografa, non solo fece scattare la censura interna a Facebook, ma scatenò una incredibile pioggia di critiche ed accuse di volgarità.
Quello di Anastasia fu solo un piccolo caso, ma emblematico, che evidenziò la gravità della situazione paradossale a cui siamo da un po’ di tempo abituati. Sul web si trovano ovunque immagini di violenza inaudita, razzismo, tortura, abusi e prevaricazione, ci sono orrori ed oscenità a non finire, ma lo scandalo è una “mamma nuda con il seno sporco di latte”.
Chissà, forse tutto partì solo dalle maldestre politiche anti-nudo di Facebook, o da qualche benpensante di troppo, certo che riguardando anche le altre foto della Chernyavsky non ho potuto fare a meno di ripensare allo stile di Winn Bullock ed alle considerazioni sul rapporto che c’è tra immagini e momento storico che facevo in un vecchio post a proposito degli scatti di questo grande artista che, osservati con gli occhi di oggi, fanno sorgere qualche dubbio sul percorso evolutivo della nostra società.

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Nude Portraits

Nude Portrait – © Copyright 2014, Trevor Christensen

Non vedi alcun nudo? Guarda bene.
In questa foto in realtà il nudo c’è, ma è solo negli occhi e nella reazione della ragazza ritratta. Il nudo è il fotografo.
La creatività è anche, e sopratutto, pensare fuori dagli schemi. E’ così che Trevor Christensen ha impostato il suo progetto Nude Portraits girando la frittata e focalizzandosi su soggetti vestiti, posti di fronte ad un fotografo che si presenta nudo come un bebè.

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Nude Portrait – © Copyright 2014 Trevor Christensen

Trevor descrive questo suo esperimento come un tentativo di esplorare il rapporto che si sviluppa tra fotografo e persona fotografata dove, almeno nel ritratto classico, la seconda tende a sentirsi in una posizione svantaggiata.
Christensen ribalta la situazione: prima informa accuratamente i soggetti descrivendo il suo progetto, in modo che la reazione non sia di pura sorpresa, poi procede presentandosi completamente nudo, armato solo di macchina fotografica.
I suoi ritratti vanno alla ricerca di quell’espressione che, per qualche prezioso istante, le persone mostrano in questa situazione.
Per il momento Trevor ha sviluppato il suo progetto solo con fidanzate, amici e parenti, ma l’obiettivo più ambizioso che dichiara sul sito, è passare ad una fase pubblica.
Genio, esibizionista o entrambe le cose, Trevor Christensen è davvero forte 🙂

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Helmut Newton selfieChe il selfie, solo fino a poco tempo fa generalmente conosciuto come autoritratto, non sia una gran novità, è evidente. La storia della fotografia è piena di fotografi che si sono auto-immortalati con la loro fotocamera e, sebbene non tutti abbiano raggiunto le vette di originalità di Meret Oppenheim, quasi tutti i grandi hanno prima o poi ceduto al potere egocentrico dell’autoscatto.
Avvio quella che proverò a far diventare una piccola serie, con la foto qui a fianco: il mitico Helmut Newton, stranamente abbigliato con un impermeabile da esibizionista, che si ritrae con la sua statuaria modella e… la moglie, Alice Springs, seduta ai bordi del set.
È un selfie davvero fantastico, non trovi?

🙂

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Araki Yakuza 1994

Yakuza – © Copyright 1994 Nobuyoshi Araki

Nobuyoshi Araki è uno dei più conosciuti e controversi fotografi giapponesi viventi. La sua fotografia si insinua nei vicoli malfamati di Tokyo per documentare il vuoto emotivo dei quartieri a luci rosse, l’oscenità di luoghi e situazioni ai bordi della legalità con scatti carichi di grande energia.
E’ un fotografo borderline ed è per questo che lo trovo interessante.
Per il contenuto delle sue immagini è stato più volte arrestato per violazione delle leggi giapponesi sull’oscenità ed indicato come misogino, in particolare per alcuni suoi scatti degli anni ottanta riguardanti l’industria del sesso nel distretto di Kabukicho, poi pubblicati nel libro “Tokyo Lucky Hole”.
Sebbene anche il curatore di un museo ospitante le sue opere sia stato arrestato per averle esposte, Araki in realtà non ha mai subito condanne ed il suo inquietante lavoro alla fine è sempre stato riconosciuto come di notevole valore artistico.

Incredibilmente prolifico, Araki ha al suo attivo oltre 350 pubblicazioni ed è considerato il più produttivo artista Giapponese mai esistito.
Tra le persone che ne sostengono il lavoro c’è Björk, l’eclettica musicista islandese che ha scelto Araki per le copertine di alcuni suoi album.
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Nude woman - Edward Weston

Nude woman – Edward Weston

Torno spesso a vedere questa foto, adoro ammirarla sulla pagina del libro, che conservo gelosamente, dove la vidi per la prima volta. Per me è una foto importante.
Magari non ci hai mai pensato, ma forse anche per te, come per molti fotografi, esiste una foto che rappresenta un personale punto di riferimento. È quella che in un più o meno remoto passato ha fatto scattare qualcosa ed è (almeno in parte) “responsabile” della nascita di un interesse particolare per la Fotografia.
Non è detto che si tratti per tutti di uno scatto famoso, ma nel mio caso l’immagine che ritengo la principale indiziata è una celebre foto di Edward Weston: Nude woman, un capolavoro che il grande maestro del bianco e nero scattò nel 1936.
Ne rimasi affascinato da ragazzino e resta a tutt’oggi una delle foto che amo di più in assoluto, per l’insieme di armonia, grazia, rigore, sensualità, talento e grandissimo senso estetico che rappresenta. Almeno per me.

E tu cel’hai una foto che ti ha “avvicinato alla fotografia”?

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Helmut Newton 1Helmut Newton è il fotografo che negli anni settanta portò il nudo nell’estetica fashion, proponendo immagini talmente nuove e provocatorie da trasformare per sempre il concetto stesso di fotografia di moda.
Leggendarie sono le sue pubblicazioni White Women (1976), Sleepless Nights (1979) ma più di tutti lo spettacolare Big Nudes (1981) fatto in gran parte di foto realizzate in esterni, spesso in strada, con modelle in atteggiamenti sensuali o inquietanti, dove il rapporto con le immagini fashion divenne solo una scusa per portare avanti un progetto puramente artistico.
Helmut Newton 2Con questi lavori Newton si conquistò un posto da protagonista nella fotografia del secondo Novecento, dimostrando la capacità di sondare una dimensione che andava oltre la pura estetica, un terreno non convenzionale fatto di ambiguità ed erotismo ma anche violenza e morte. In sostanza una visione cruda della realtà dove all’osservatore tocca un ruolo di interpretazione molto importante.
Alcune immagini di Newton hanno trovato un posto di tutto rispetto nella storia di questa disciplina e sono particolarmente famose, come il ritratto di Andy Warhol nella stessa posa di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana, oppure la foto di Nastassia Kinsky che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich.

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