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Lab Box by Ars ImagoCe l’hanno fatta i ragazzi di Ars-imago, intraprendenti appassionati che nel loro negozio a Roma hanno ideato Lab-Box: primo microlaboratorio di sviluppo fotografico portatile, utilizzabile senza bisogno di chiudersi in una camera oscura.
Ebbene, il loro progetto è stato totalmente finanziato su Kickstarter e diviene quindi realtà produttiva.
Te ne avevo già parlato qualche tempo fa in un post, raccontando di aver dato il mio piccolo contributo di microfinanziatore pre-acquistando uno degli esemplari di prima serie del prodotto. In effetti la campagna di crowfunding su Kickstarter è stata un successone e Lab-Box ha incassato oltre 650.000€, superando quindi il traguardo del mezzo milione di euro che serviva come base minima per dare reale avvio alla produzione.
I fondi in eccesso sono stati già impiegati per alcune migliorie già comunicate ai sottoscrittori e riguardano un termometro per controllare la corretta temperatura del processo di sviluppo oltre ad un comodo imbuto per gestire meglio il flusso di risciacquo finale.
Con Lab-Box, che poi altro non è che una scatola intelligentemente progettata per sviluppare sia rullini 35mm che 120mm, si possono usare vari tipi di processo tra cui la normale sequenza di reagenti, ma anche metodi più particolari come il bagno unico (Monobath), oppure sistemi più esotici come il Caffenol. Ma la novità è il poter effettuare tutta la lavorazione anche in piena luce, quindi praticamente ovunque.
I negativi sviluppati si potranno poi scansionare o stampare alla vecchia maniera, come sanno bene i crescenti appassionati di una fotografia analogica che sembra proprio attraversare una nuova giovinezza.
Bene, in trepidante attesa dell’arrivo del mio esemplare di Lab-Box, stimato per il prossimo settembre, ho iniziato a rispolverare le mie fidate fotocamere analogiche (tra cui la sempre cara “Condorina“) e a far scorta di pellicole.
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Acc

Acc… – © Copyright 2009 Pega

Chi pratica la fotografia analogica, o ha avuto occasione di fotografare quando ancora non esisteva il digitale, forse ricorda quanti piccoli errori era possibile commettere e quanti di questi sono oggi ormai nell’oblio… o quasi. 🙂
Ricordi? Ne hai commesso qualcuno? O ne sei rimasto vittima?
Ecco alcuni esempi:

– Il superclassico da cui era esente solo chi scattava con una reflex: fotografare con il “tappo” sull’obiettivo.
– Scattare un intero rullino per poi accorgersi di non averlo nemmeno inserito…
– Aprire la macchina con la pellicola dentro e rovinare tutto.
– Sbagliare l’impostazione degli ASA (ora ISO) e “cannare” completamente le esposizioni.
– Perdersi “l’attimo decisivo” perché ci si era dimenticati di “caricare” l’otturatore.
– Rimanere senza rullini!
– Lasciare la fotocamera in macchina al caldo e “cuocere” la pellicola.
– Mossi, occhi chiusi, controluce, teste tagliate e tutto il resto rivelati solo dal laboratorio di stampa….
– Il laboratorio che fa “il danno” e rovina tutto.

Però anche il digitale conserva qualche piccola “trappola”…
Io ad esempio non mi son voluto perdere l’emozione di:

– rimanere senza una batteria carica.
– dimenticarmi di prendere almeno una memory card e trovarmi a far foto “senza poterle fare”…
– lasciare l’impostazione degli ISO su 3200 è fare un’intera sessione di scatti da orrore.
– trascinarmi dietro il treppiede ma accorgermi all’ultimo che ho lasciato a casa l’adattatore (questo poteva succedere anche ai tempi della pellicola)
– prendere lo zainetto fotografico accorgendomi solo troppo tardi che mancava la macchina (idem come sopra)

Niente male eh…  🙂 🙂
Anche col digitale ci sono sempre tante… opportunità!

E tu?

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Arco lamp - Copyright 2009 Pega

Arco lamp - Copyright 2009 Pega

Crisi fotografica? Non hai ispirazione? Stai invidiando quei favolosi fotografi del National Geographic che girano il mondo a fare foto? Beati loro che hanno un sacco di opportunità?
Beh. Ti propongo una cura. Ecco le regole : prenditi un’ora esatta di tempo, sessanta minuti in cui scattare un intero rotolino di foto. Hai una digitale ? Bene allora considera che dovrai fare 30 o 40 fotografie.
Il luogo sarà a tua scelta ma la caratteristica fondamentale è che deve essere di ridotta estensione. Diciamo che l’idea potrebbe essere quella di usare una stanza della tua casa. Se vuoi stare all’aperto va bene un piccolo giardino, l’orto o anche un angolo del tuo quartiere, ma molto circoscritto.
I soggetti saranno tutti gli elementi, oggetti, persone, o dettagli, presenti nel luogo scelto. Ogni soggetto dovrà essere ritratto in modo da permettere a chiunque di capire di cosa si tratta.

Pensa e studia ogni foto come se fosse destinata alla pubblicazione o all’esposizione al pubblico… sei un artista e quello è il tuo modo di realizzare capolavori. Non fotografare un soggetto per più di una volta.

Ecco qua. E’ un esercizio potentissimo, una specie di booster della creatività… provare per credere.

🙂

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