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Posts Tagged ‘bianco’

Morning haze by Pega

Morning haze – © Copyright 2013, Pega

Il bianco è affascinante: rappresenta il niente ma anche il tutto. E’ il foglio su cui scrivere, la tela su cui dipingere, un vuoto da riempire, ma allo stesso tempo è anche già completo. Il bianco è infatti ciò che scaturisce dalla somma di tutti i colori ed è la carenza di uno o più di questi a far emergere altre tonalità.
Il bianco in fotografia è fondamentale e “critico”: tanto più ti ci avvicini, tanto più rischi di perdere tutto perché nel “troppo bianco” si volatilizzano forme e dettagli, lo sanno bene tutti i fotografi, specie i digitali.
Il bianco è delicato, sensibile al tempo ed ha la caratteristica di lasciare spazio alle sensazioni che possono essere legate al materiale su cui è riportata l’immagine, come ad esempio la grana della carta fotografica.
Il bianco è importante, importantissimo. Abbine cura e mantienilo vivo nelle tue Fotografie.

🙂

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Morning haze by Pega

Morning haze – © Copyright 2013, Pega

Il bianco è affascinante: rappresenta il niente ma anche il tutto. E’ il foglio su cui scrivere, la tela su cui dipingere, un vuoto da riempire, ma allo stesso tempo è anche già completo. Il bianco è infatti ciò che scaturisce dalla somma di tutti i colori ed è la carenza di uno o più di questi a far emergere altre tonalità.
Il bianco in fotografia è fondamentale e “critico”: tanto più ti ci avvicini, tanto più rischi di perdere tutto perché nel “troppo bianco” si volatilizzano forme e dettagli, lo sanno bene tutti i fotografi, specie i digitali.
Il bianco è delicato, sensibile al tempo ed ha la caratteristica di lasciare spazio alle sensazioni che possono essere legate al materiale su cui è riportata l’immagine, come ad esempio la grana della carta fotografica.
Il bianco è importante, importantissimo. Abbine cura e mantienilo vivo nelle tue Fotografie.

🙂

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Only Men

Men Only – © Copyright 2012 Pega

L’immagine si è già formata da sola nella mia testa. E’ colpa di quel muro di piccole piastrelle quadrate, poste secondo uno schema almeno apparentemente casuale, da rendere l’effetto dei pixel su uno schermo. Piccole mattonelle come quelle di una vecchia piscina in cui nuotavo da bambino. E poi la forma originale di quei candidi pezzi di ceramica da bagno, ognuno sovrastato da un massiccio ed affascinante pulsante di scarico in acciaio inossidabile.
Una foto un po’ folle ma è uno di quegli scatti che sento di voler fare, perché ci sono casi in cui se non trasformo in reale la foto mentale, questa poi mi insegue come un fantasma.
C’è solo un problema: un uomo, un ignaro “utilizzatore”, si attarda nella scena.
Faccio qualche passo indietro mentre monto il flash e regolo le impostazioni, poi mi fermo. Traccheggio, attendo.
L’uomo si sente osservato, lo vedo mentre ruota leggermente la testa cercandomi con la coda dell’occhio.
Penso che forse è il caso di lasciar perdere, sono in un bagno pubblico con reflex al collo ed un atteggiamento da maniaco. Potrei uscirne malconcio. Ma decido di resistere.
L’uomo termina la sua attività, si sistema e se ne va veloce senza nemmeno lavarsi le mani. Magari gli ha messo fretta la mia inquietante presenza, o forse no.
Comunque ci sono. Inquadro e scatto. Il colpo di flash mi aiuta ad ottenere l’effetto spot che volevo.
Esco pensando al potere della fotografia, alla capacità che ha di descrivere ed al tempo stesso distorcere la realtà, alla sua caratteristica di indurre un modo diverso di guardarsi intorno e farsi affascinare da dettagli insignificanti. Ma penso anche ad uno dei suoi ruoli più antichi che da sempre è il poter mostrare ciò che sarebbe precluso, in questo caso all’intero genere femminile: l’interno di un bagno per uomini.
🙂

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The fleeting equilibrium – © Copyright 2012 Pega

Sono solo due sassi su uno scoglio, ma dato che sono (o forse solo appaiono) in un precario e temporaneo equilibrio, fanno pensare.
Inizio a riflettere, penso ai materiali evidentemente diversi che costituiscono le due pietre. Quella più chiara è striata ed irregolare, quella scura più rotondeggiante e liscia. Un richiamo immediato a Yin e Yang, maschio e femmina, brutto e bello, forza e debolezza, amore ed odio…
Poi è la posizione che cattura il mio interesse: perchè il sasso chiaro è più in alto e quello scuro più in basso? Un simbolismo a sfondo razziale? Il bene che sovrasta il male? Oppure è il caso, la forma della roccia sotto, che magari permetteva solo questa posizione reciproca e non l’inverso.
Fatalità, conseguenze, rapporti causa effetto. Caos.
Due pietre in equilibrio precario. Se la scura rotola via la bianca può forse resistere lì, indisturbata. Se cade la più chiara, la scura è molto probabile che venga travolta, il suo destino è legato a quello del sasso poco sopra. Non è libera. Una situazione ingiusta.
Le due pietre riflettono in modo differente calore e luce. Inviano segnali diversi agli occhi dell’osservatore ma entrambe, a modo loro, mettono in qualche difficoltà il sensore della mia macchina fotografica. Con il sole estivo i chiari della pietra più in alto si avvicinano pericolosamente ai limiti gestibili dalla fotocamera, mentre le ombre del sasso più in basso scivolano comunque nella perdita di dettaglio.
Sono solo due sassi in bilico su uno scoglio.
Ed io forse mi sto cuocendo il cervello sotto un forte sole d’estate.

😀

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Once there was

Once there was – © Copyright 2010 Pega

E se Daguerre o Talbot, o entrambi, avessero inventato direttamente la fotografia a colori? Cosa sarebbe successo se non si fosse passati attraverso quella lunga fase storica in cui le immagini fotografiche erano caratterizzate dall’essere solo monocromatiche?
C’è chi sostiene che se così fosse stato, il bianco e nero non sarebbe mai nato e ce lo saremmo perso.
Invece, per interi decenni, i fotografi hanno sviluppato la loro sensibilià confrontandosi con una delle limitazioni più affascinanti della fotografia. Una limitazione che insieme alle altre tipiche di questo media come la profondità di campo, il tempo di esposizione, l’escursione tonale o la stessa inquadratura, rappresenta un aspetto che contribuisce a renderla così affascinante.

Il bianco e nero non solo è stato una tappa fondamentale per gli artisti delle immagini ma è tutt’ora vivo e vegeto.
Lo è così tanto che oggi siamo ad un curioso paradosso: in digitale scattiamo tutte le nostre foto a colori (i sensori sono costruiti per lavorare sempre a colori) e poi usiamo tecniche digitali elaborate, a bordo della macchina o in postproduzone, per trasformarle in bianco e nero più simili possibile a quello che si faceva, meravigliosamente, con la pellicola monocromatica…

La tecnologia che lavora alla ricerca di un perfetto passo indietro, al recupero di un limite da tempo superato.

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tetto bianco

White Tuscan roof (The IPholaroid project) - © Copyright 2010 Pega

Beh stavolta il tema per l’assignment del fine settimana è veramente ovvio…
I suggerimenti sono arrivati da tutte le parti, compresi messaggi email ed sms… ma sopratutto è bastato dare un’occhiata fuori dalla finestra…

Il BIANCO sta regnando quasi ovunque in questi giorni ed è su questo tema che ti propongo di scattare qualche foto nel weekend, con lo spirito di divertirsi e stimolare la creatività.
E’ ovvio che per molti sarà la neve l’elemento di candore per questa “missione”, ma per chi non ne avesse a disposizione credo che l’assignment possa essere comunque valido. Il bianco è sempre una sfida fotografica. Hai mai notato com’è facile che nei nostri scatti un bel bianco si trasformi in un triste grigio ? Il bianco inganna i nostri esposimetri e mette alla prova i nostri sensori (o pellicole) ma prima di tutto la nostra abilità di fotografi.

Com’è ormai tradizione di questo blog ti invito poi a condividenre il risultato dell’assignment mettendo in un commento a questo articolo il link al tuo album Flickr o a qualsiasi altra piattaforma di condivisione su cui avrai messo le tue immagini. Sarà divertente confrontare i nostri scatti e far vedere la tua foto visitatori che la apprezzeranno.

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Kennedy_Monroe
E’ stata venduta a New York, ad un’asta di Bonhams che si è fermata alla “modica” cifra di novemila dollari, questa fotografia che ritrae Marilyn Mornroe in compagnia di John F Kennedy.

L’immagine, in cui appaiono anche il fratello di John ed il vicepresidente Lyndon Johnson, che di lì a poco avrebbe preso il posto di JFK dopo il suo assassinio, fu scattata il 19 maggio del 1962 al Madison Square Garden, pochi minuti dopo che Marilyn aveva cantato “Happy Birthday Mr President” durante una convention del partito democratico.

I servizi segreti, preoccupati per le voci che in quel periodo parlavano di una relazione tra Marilyn e JFK, erano impegnati a far sparire ogni immagine che mostrasse i due insieme. Lo scandalo che ne poteva conseguire era da evitare a tutti i costi e fu quindi deciso di requisire gli scatti di quella serata.
Gli agenti della CIA prelevarono i negativi direttamente dalla camera oscura del fotografo ufficiale della Casa Bianca Cecil Stoughton, ma evidentemente questo sfuggì…

La fotografia a volte riesce a sopravvivere a tutto…

🙂

[Courtesy Bonhams]

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