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Posts Tagged ‘concerto’

Capita a tutti di esagerare, a me è successo un sacco di volte, specie dopo il passaggio al digitale.
Succede che ti trovi ad un evento ed inizi a fotografare, scatto dopo scatto riempi tutte le tue schede ed alla fine ti ritrovi con una marea di immagini che tutti concorderanno nel considerare… “troppe”.
È a questo punto che interviene l’idea di Fleming Bo Jensen, un fotografo di eventi musicali che ha messo in pratica un’idea semplice ma creativa: unire in un video time lapse i circa 1500 scatti realizzati durante un concerto.
Forte no? Da provare nelle occasioni in cui il grilletto ci prende la mano… 🙂
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Yoda spada laserSi sa: i laser sono pericolosi per gli occhi, anche quando non si tratta di una spada Jedi fatta per tagliare a fette il prossimo.
Le caratteristiche di concentrazione e coerenza di questo tipo di luce ne fanno una reale minaccia per la retina, anche nei casi in cui le potenze in gioco “dovrebbero” essere basse, come quando si ha a che fare con piccoli emettitori portatili o luci da concerto.
E proprio come i nostri occhi, anche i sensori delle fotocamere digitali si rivelano sensibili, anzi molto sensibili al laser.
Ne è una prova il video sotto, in cui si vede chiaramente come il sensore di una splendida Canon 5D mark II venga danneggiato in modo permanente, colpito per un istante da un fascio laser durante un concerto.
Attenzione quindi, non solo ai nostri preziosi occhi, ma anche ai meno preziosi ma comunque costosi sensori delle nostre macchine.
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Sono passati un bel po’ di anni.
Era il 15 Luglio 1989 e con non poche pene eravamo riusciti ad arrivare a quello che sarebbe stato ricordato come uno degli eventi più memorabili della storia del rock ma anche tra i più devastanti per la città di Venezia dal tempo delle guerre d’Italia : il concerto dei Pink Floyd.

pink_VeneziaIl palco, una enorme zattera piazzata in mezzo alla laguna poco davanti a Piazza San Marco, nel tardo pomeriggio era già circondata da una miriade di barche e gondole. Il pubblico, accalcato sulla piazza ed in ogni dove, proveniva da mezza Europa e fu stimato oltre le duecentomila persone.

Il concerto, trasmesso in diretta TV mondovisione, fu breve ma stupendo.
Un crescendo di musica ed emozioni che si susseguirono fino a culminare con quello che per me è uno dei capolavori assoluti della storia del rock, ed i brividi lungo la schiena arrivarono quasi ad essere dolorosi quando Dave Gilmour attaccò l’assolo finale di “comfortably numb”.

Il timbro inconfondibile della sua Stratocaster arrivava nello stomaco con una consistenza ed uno spessore strepitosi.
Gilmour giocò come sa fare lui. E’ un assolo fatto di variazioni su un pattern molto limitato di note, di sustain e delicati vibrati fatti con la leva. E’ proprio l’uso così sapiente di quel set limitato di note che lo rende speciale.

Ed io ci trovo un gran parallelo con la fotografia, dove è proprio chi riesce a limitare gli elementi, a semplificare i soggetti ed anche a sfruttare a proprio vantaggio i limiti che sono intrinseci dello strumento, diviene davvero capace di creare cose meravigliose.
Senza bisogno di virtuosismi o tanti effetti speciali.

Beh, resta comunque poi il fatto che ognuno ha i suoi gusti e la sua sensibilità. Ci mancherebbe.
Io intanto posso solo proporti un piccolo (e del tutto inadeguato) assaggio di quella indimenticabile serata.
Prova a farlo sul serio : chiudi la porta. Siediti comodo. Metti le cuffie e ALZA IL VOLUME A PALLA.
(L’assolo di cui parlo è quello finale, praticamente tutta la seconda parte del brano… )

Buon ascolto 🙂

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