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Posts Tagged ‘permesso’

Fare una foto è divenuto per molte persone un riflesso condizionato, quasi una sorta di dovere. Non ci si pone il problema dell’opportunità o del rispetto per l’altrui volontà di essere immortalati e si procede senza esitazione, senza chiedere.
E così, guardando questo video, ho pensato che proprio dal regno animale a volte ci arrivano lezioni (nel vero senso della parola) di cui non dovremmo aver bisogno.

Un tempo ormai lontano la foto era un rito: ci si preparava ed avvicinava reciprocamente, qualcuno si metteva in posa mentre alcune persone, forse intere culture, addirittura credevano che nel farsi fotografare si subisse un furto dell’anima. Questioni ormai perse in un passato remoto come alcune forme di rispetto.
Pensaci la prossima volta che imbracci la tua reflex o anche solo il tuo smartphone per fotografare qualcuno, magari con l’idea di condividerlo istantaneamente con l’intero universo senza prima aver chiesto il permesso.
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Oliviero Toscani - © Copyright 2015, Pega

Oliviero Toscani – Copyright 2015, Pega

Per questo weekend ti propongo un tema che non riguarda il cosa o il come, ma il modo in cui il fotografo opera.
La questione di chiedere ed ottenere il consenso da parte delle persone che immortaliamo, o anche di chi gestisce i luoghi che vogliamo rendere oggetto delle nostre attenzioni fotografiche, è un argomento che mi sta a cuore. Il tema che ti propongo per questo fine settimana è quindi: scattare chiedendo il permesso.
Siamo abituati a vagare con le nostre fotocamere o smartphone, fotografare ogni cosa e divertirci con le immagini, ma siamo sempre sicuri che i nostri soggetti siano d’accordo con questa visione? Li stiamo rispettando?
Personalmente sono convinto che sia molto importante comunicare al soggetto le nostre intenzioni e, sebbene non la trovi mai una cosa facile, temo si tratti di una sorta di obbligo. Non parlo di autorizzazioni o model release firmati, in molti casi basta anche solo un cenno o un gesto di intesa.
E’ vero, molti sostengono che questa visione penalizza la spontaneità di certi scatti ma è pure vero che il consenso si può anche chiedere dopo, ed è una cosa che nell’era dei social e della condivisione globale delle immagini, potrebbe rappresentare un indispensabile parametro di educazione.
Insomma ci stai a fare qualche foto chiedendo il permesso in questo questo weekend? Facendolo di proposito, come esercizio insomma? Se ti va, ti invito poi a condividere qui il link al tuo scatto “acconsentito”.
Buon fine settimana!

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Clicca qui per visualizzare l’elenco di tutti i Weekend Assignment precedentemente proposti.

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Il duello by Pega

Il duello – © Copyright 2011 Pega

E tu chiedi il permesso prima di fare una foto?
Tutti noi giriamo con le nostre fotocamere ed osserviamo, scattiamo, ci divertiamo insomma. Che si tratti di una passeggiata in centro o di un viaggio esotico, ci piace cogliere i dettagli, gli attimi, i colori e le espressioni delle persone, per poi farne qualcosa di nostro, magari condividerli online. Puro piacere personale insomma.
Ma siamo sicuri che i soggetti che immortaliamo siano d’accordo con questa visione? Stiamo rispettando chi passeggia per i cavoli suoi, oppure lavora, magari in condizioni non invidiabili e preferirebbe non essere fotografato?
Non sono sicuro, ma a volte penso che bisognerebbe avere il coraggio di chiedere il permesso, anche solo accennare alla nostra intenzione di fotografare, in ogni caso comunicare al soggetto le nostre intenzioni. E qui sta il punto: la comunicazione tra fotografo e persona ritratta è un fattore che pesa, incide, cambia l’immagine stessa ed è un elemento che rischia di essere smarrito nell’infinito fluire di scatti che caratterizza molto dell’attuale modo di fotografare.
Sì lo so che questo ragionamento porterebbe alla fine degli scatti rubati e di un certo tipo di fotografia di strada, ma è anche vero che oggi, nell’era dei social network e non più dei negativi nel cassetto, prima di immortalare una persona e condividerne l’immagine con l’intero pianeta potrebbe essere educato averne il consenso, al limite anche a posteriori dello scatto. Potrebbe bastare anche solo un’occhiata, un cenno di assenso. Un grazie cordialmente accettato.
E tu che ne pensi? Chiedi il permesso?

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Il duello by Pega

Il duello – © Copyright 2011 Pega

E tu chiedi il permesso prima di fare una foto?
Tutti noi giriamo con le nostre fotocamere ed osserviamo, scattiamo, ci divertiamo insomma. Che si tratti di una passeggiata in centro o di un viaggio esotico, ci piace cogliere i dettagli, gli attimi, i colori e le espressioni delle persone, per poi farne qualcosa di nostro, magari condividerli online. Puro piacere personale insomma.
Ma siamo sicuri che i soggetti che immortaliamo siano d’accordo con questa visione? Stiamo rispettando chi passeggia per i cavoli suoi, oppure lavora, magari in condizioni non invidiabili e preferirebbe non essere fotografato?
Non sono sicuro, ma a volte penso che bisognerebbe avere il coraggio di chiedere il permesso, anche solo accennare alla nostra intenzione di fotografare, in ogni caso comunicare al soggetto le nostre intenzioni. E qui sta il punto: la comunicazione tra fotografo e persona ritratta è un fattore che pesa, incide, cambia l’immagine stessa ed è un elemento che rischia di essere smarrito nell’infinito fluire di scatti che caratterizza molto dell’attuale modo di fotografare.
Sì lo so che questo ragionamento porterebbe alla fine degli scatti rubati e di un certo tipo di fotografia di strada, ma è anche vero che oggi, nell’era dei social network e non più dei negativi nel cassetto, prima di immortalare una persona e condividerne l’immagine con l’intero pianeta potrebbe essere educato averne il consenso, al limite anche a posteriori dello scatto. Potrebbe bastare anche solo un’occhiata, un cenno di assenso. Un grazie cordialmente accettato.
E tu che ne pensi? Chiedi il permesso?

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