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Posts Tagged ‘anziano’

Bill CunninghamSono passati solo pochi giorni dalla scomparsa di Bill Cunningham, il grande fotografo americano divenuto famoso per i suoi ritratti rubati e le foto di strada.
Classe 1929, Cunningham iniziò come fotografo di moda per il New York Times, ma lavorò anche per il Chicago Tribune ed altre testate prima di dedicarsi completamente al genere “street”.
Voglio omaggiarlo proponendo una bellissima intervista realizzata nel 2014 da Fern Mallis. E’ un profondo e tranquillo incontro con questo anziano signore che entra con la sua fotocamera al collo e ci racconta di tutta una vita dedicata alla Fotografia, in particolare del suo approccio amatoriale e “non commerciale”. Sì, infatti Cunningham ha lottato tutta la vita per non diventare un fotografo professionista e per anni lavorò rifiutando compensi. Solo nel 1994 accettò di farsi assumere dal New York Times per potersi permettere un’assicurazione sanitaria dopo essere stato investito mentre circolava in bicicletta.
Questa intervista è un documento da assaporare con calma, lo dico pur sapendo che solo pochi “cultori” se lo gusteranno fino in fondo (è lungo ed è pure in lingua Inglese) sebbene sia un’occasione rara, visto che fino a pochi giorni fa era disponibile solo on demand a pagamento.
Buona visione (se vorrai).
.

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An old man in arem chair - RembrandtUn signore osserva la mia macchina fotografica mentre la regolo. Mi guarda per un po’ mentre faccio degli scatti poi, con un tono dimesso, dice: “Ah, come mi sarebbe piaciuto imparare a fotografare”.
“Beh, guardi che é facile. Se le piace può iniziare adesso non crede?” gli rispondo.
“No, dai, è impossibile. Ormai sono vecchio sai, ho quasi settant’anni”.
Ma dico io scherziamo?!?! Non esiste un’età massima per avvicinarsi alla fotografia ed imparare a divertirsi esprimendosi con le immagini.
E, caro signore, nel caso le mie parole non la convincessero, ecco qui sotto un esempio ben più estremo: un tipo di nome Lloyd Khan che ad una certa età ha imparato nientemeno che a fare skateboard ed ora, a settantasei anni suonati, sfreccia tranquillo sulla sua tavola per le strade della California.
Proviamo a chiedere a lui se è tardi per imparare a fotografare?
Ma daiiiiii!!!
🙂 🙂 🙂

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Herbert Hoffmann

Herbert Hoffmann - Copyright 2009 Pega

Ieri sera mi accorgo di una gran quantità di traffico sul blog, un picco di visitatori molto superiore alla norma.
Non riuscendo bene a capire quale potesse esserne la ragione, controllo le statistiche di accesso e noto che ci sono un paio di siti, a me sconosciuti, che stanno inviando su pegaphoto.com un sacco di lettori.
Ebbene, vado a vedere e scopro che questi web riportano, linkando al mio blog, la notizia della morte di Herbert Hoffmann.

Su di lui avevo scritto, tempo fa, un breve post contenente questo suo ritratto che gli avevo fatto al 2009 Florence Tatoo.

Mentre lo stavo fotografando all’evento non avevo idea di chi fosse, ma affascinato dal personaggio ed incuriosito dalle attenzioni che gli venivano riservate, avevo fatto qualche ricerca e capito che si trattava di una persona speciale.

Era il più anziano maestro tatuatore in attivià del mondo, le sue opere ed il suo approccio sono stati il punto di riferimento di moltissimi artisti, rimanendo molto amato e rispettato anche in un mondo in continuo cambiamento ed evoluzione come quello della body art.

Herbert sen’è andato a novanta anni, lasciando una traccia che può essere raccolta ed apprezzata anche da chi, come il sottoscritto, è totalmente al di fuori dal settore del tatoo
La sua era una visione semplice e genuina del mondo dei tatuaggi, una visione che può facilmente essere estesa a tutto il resto, fotografia compresa.
E’ l’approccio di un artista saggio e sincero che voglio riportare come feci nel precedente post citando proprio le sue parole.

Ciao Herbert, riposa sereno.

“Chi è estraneo al tatuagge sio spesso vede solo corpi deturpati o raramente abbelliti da tatuaggi incancellabili che evocano sofferenze fisiche e rischi di infezioni…ma per chi si tatua non è così.
Nessuno si tatua per diventare più brutto,nè per masochismo! Chiunque si tatua, lo fa per dare a se stesso qualcosa di più: per essere più bello, per sentirsi e apparire più forte, più sexy, per dar sfogo a un dolore, un lutto, una gioia, un amore, per scongiurare una paura, un pericolo o per gioco… Ci si tatua per esprimere i sentimenti più seri e profondi e per quelli più superficiali e frivolie…perchè no?, per rivendicare il proprio diritto al gioco.
Non ho mai incontrato qualcuno che si tatuasse per farsi del male! Spesso i tatuaggi che vediamo per strada non sono proprio bellissimi, questo però dipende dalla disinformazione a dal cattivo gusto dilagante, non da un intento autolesionista.
Oggi sono brutti i vestiti, la moda, le automobili, le case, la pittura..e sono brutti molti tatuaggi…solo un’informazione corretta e libera da pregiudizi e luoghi comuni può insegnare a distinguere quelli belli da quelli brutti e aiutare a capire che un bel tatuaggio è un tatuaggio che ti rende più bello.”

(Herbert Hoffmann)

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