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Nel 2008 il giornalista Gene Weingarten vinse il premio Pulitzer per un esperimento che aveva ideato e condotto a proposito della capacità del pubblico di saper apprezzare e riconoscere la qualità artistica.

L’esperimento consisteva nell’aver fatto suonare il famoso violinista Joshua Bell in una stazione della metropolitana di Whashington, filmando la reazione dei passanti.

In quei giorni Bell stava provocando dei veri e propri “tutto esaurito” con i suoi concerti in teatri da 100 dollari a biglietto, ma nei 45 minuti di performance nella metropolitana solo sette persone si fermarono ad ascoltare e l’incasso si fermò a poco più di 20 dollari.

L’evento fu ripreso  da una telecamera nascosta. Puoi vedere il video qui sotto.  

Possibile che il nostro ritmo di vita e la sempre maggiore attitudine al superficiale ed al “mordi e fuggi” ci stia rendendo sempre più sordi o ciechi ?

E’ immediato pensare come la stessa identica cosa possa succedere con la fotografia…

A domani per alcune altre considerazioni a questo proposito…

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Alain Briot Portfolio

Portfolio - Copyright Alain Briot

Ieri si parlava di quanto valore può avere porre le proprie foto in sequenza, collegate tra loro tramite un fil rouge.

L’ordine di questa sequenza è importante, sia che si tratti di realizzare un album personale che un’esposizione o un portfolio da sottoporre a qualcuno.

Come realizzeresti la sequenza delle tue migliori foto ? Quale ordine sceglieresti ?

Prova a fare questo esperimento. E’ in due fasi.
Prima prendi un set di tue foto (farlo con le proprie è più divertente e forse semplice, ma potresti farlo anche con le foto di un artista famoso o anche con una serie proveniente da più fotografi), stampale in modo che siano qualcosa di fisico e tangibile. Mettile in ordine casuale su un tavolo e poi comincia ad ordinale in modo da costruire un insieme che rappresenti qualcosa.
Puoi seguire qualsiasi logica, qualunque idea artistica che si sviluppi nella sequenza. L’importante è che tu sia in grado di spiegare ad altri questa scelta.

Fatto questo si passa alla seconda fase.
In un’occasione in cui sei in compagnia con alcune persone tira fuori le stesse foto e chiedi agli altri di creare una sequenza e di illustrarne poi la logica.
Non dovrai dare alcuna indicazione, lascia che i tuoi interlocutori compongano la loro sequenza con le tue foto, senza influenzarli con quelle che sono state le tue scelte.

Vedrai.
Ci saranno delle conferme ma anche delle interessanti sorprese.

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