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Rispetto

Respect

Respect – © Copyright 2010, Pega

Cimiteri, tombe, monumenti funebri. Questo è il periodo dell’anno in cui vengono maggiormente visitati, quello in cui la gente ricorda i morti. A ciò si aggiunge una vera e propria forma di turismo, quello cimiteriale, che consiste nel visitare luoghi di sepoltura, per scoprirne la bellezza andando magari in cerca di tombe di personaggi più o meno famosi.
Nei cimiteri, specie in quelli monumentali, si incontrano vere e proprie opere d’arte, scorci bellissimi e c’è un’atmosfera che per alcuni appassionati di fotografia, è irresistibile. Un fascino che, se ci sei in sintonia, è difficile da descrivere.
In alcuni di questi luoghi non si può fotografare, in altri bisogna chiedere l’autorizzazione. Chissà, forse è giusto così.
Ma a parte questioni più o meno inconsistenti di permessi e privacy, quello che più conta è tener presente che si sta visitando un posto particolare, dove è il rispetto la cosa più importante.
E questo rispetto va in modo speciale a chi, oltre ad essere morto (che di per sé rappresenta solo uno stato a cui tutti siamo destinati), lo è perché ha dato la vita per una causa. È morto per permettere una vita migliore a qualcun altro.
Ricordiamocelo quando siamo a far foto nei cimiteri.

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Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi

Come negare il legame che c’è sempre stato tra storia e fotografia.
Il Risorgimento Italiano è stato uno dei primi casi di utilizzo della fotografia, sia a fini propagandistici che divulgativi, e tutti i principali personaggi di questo periodo capirono subito che questo nuovo strumento a loro disposizione era efficacissimo.
Il realismo delle immagini oltre alla possibilità di effettuare velocemente ed in modo abbastanza economico delle riproduzioni, fece intuire a Giuseppe Garibaldi l’importanza di realizzare una documentazione fotografica della sua impresa ed è così che furono quindi scattate le eroiche immagini del Generale e dei suoi nelle piazze di Palermo nel 1860. Sono immagini che, con il loro realismo e  la capacità di rapida circolazione tipica di questo nuovo media, probabilmente dettero un loro piccolo contributo successo della spedizione ed all’unificazione del paese.
Album dei Mille

Una pagina dell'Album dei Mille

Ma quello che forse è uno dei documenti più interessanti è ciò che fu commissionato al fotografo italiano Alessandro Pavia : l’Album dei Mille : una sorta di monumento fotografico che rappresenta il primo caso nella storia per questo tipo di documentazione.
L’Album dei Mille è un portentoso lavoro che Pavia svolse nel corso di circa sette anni muovendosi per tutta l’Italia riunificata, ritrovando e fotografando tutti e mille i partecipanti alla storica impresa, che da subito fu identificata come evento fondamentale della storia nazionale. Un volume che è quasi un grosso ritratto di gruppo, un documento veramente particolare che consacra la fotografia come strumento moderno per fissare la memoria di un evento.
Dell’Album dei Mille esistono tre copie conservate presso il Museo Centrale del Risorgimento di Roma.
Auguri Italia, cen’è bisogno.

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